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Chievo-Napoli 0-0, pagelle / Un noioso pomeriggio in cui la lite Insigne-Radanovic è stato l’unico faro

Il pomeriggio dei morti viventi: quasi tutti non pervenuti. Contrasto tra i pagellisti su Hamsik

Chievo-Napoli 0-0, pagelle / Un noioso pomeriggio in cui la lite Insigne-Radanovic è stato l’unico faro

SEPE. C’è lui in porta, Ilaria, ed è uno dei pochissimi, se non l’unico, a provare un brivido in questo triste, piovoso e noiosissimo pomeriggio di novembre a Verona. Radovanovic tenta il gol della vita ma Sepe è lesto a capire e sventa con una manata – 6,5

Che novembre fosse il mese dei morti, Fabrizio, lo sapevamo già. Prendiamo questo noioso pomeriggio come un prosieguo della notte di Halloween e consideriamo gli undici morti viventi in campo soltanto uno strascico. Sepe, comunque, è stato uno dei più reattivi, le pochissime volte che si è trovato impegnato. Ha fatto persino un assist per Insigne, all’inizio del secondo tempo, ma Lorenzo non è riuscito ad arpionarlo – 6

E la mente va a Faouzi

HYSAJ. L’onesto albanese si cimenta nella sua seconda partita da ambifascia, quando Mario Rui lascia il posto a Maggio. Nulla da segnalare, purtroppo: sarà una nota ricorrente oggi – 6

Mentre guardi la partita, e hai dimenticato per un attimo che sulla sinistra non c’è più Ghoulam, basta un passaggio sbagliato di Hysaj per il Capitano a ricordarti immediatamente la tragedia di aver perso Faouzi – 5,5

Il problema, oggi, non è stato la difesa

ALBIOL. Lui e Koulibaly sembrano due massicce badanti dell’Est che finalmente si godono un po’ di riposo domenicale. Manca solo che trovino una panchina per il pranzo all’aperto. Se non altro gli capita, in attacco, di consolidare la sua nuova evoluzione tattica, a fare da barbuta sponda sui corner – 6

Il nostro problema, oggi, non è certo stato la difesa, Fabrizio – 6  

KOULIBALY. Vedi sopra – 6

Nel primo quarto d’ora un retropassaggio presuntuoso e sciatto regala un angolo con brivido al Chievo. È stato uno dei pochissimi brividi del pomeriggio – 6  

Rui? Presente

MARIO RUI. Può suonare come un’atroce blasfemia, un’eresia nell’euforia generale del sarrismo: per vedere in campo volti sconosciuti come il suo, sono necessari gravi infortuni. Peccato. Certo, con Insigne non ha l’affiatamento di Ghoulam ma tiene bene la fascia per tutto il primo tempo. Nel secondo cala da subito ed esce. Il mezzo voto in più è di incoraggiamento – 6,5

Buona la personalità con cui entra in campo. Stile di gioco e presenza emotiva: quando Insigne litiga con Radanovic è il primo a mettersi in mezzo e a beccare il giallo. Almeno! – 6,5  

MAGGIO dal 21’ del secondo tempo. Il suo pimpante ingresso promette bene. È un lampo però, poi si uniforma al corale grigiore impotente di oggi – 6

Il più anziano e quello che certo non credeva di essere chiamato – dopo undici giornate – a fare il salvatore della patria, Fabrizio. Lo stipendio se lo porta a casa, e pure bene – 6

Centrocampo, invece, assente

ZIELINSKI. Il polacco è quello che dà più segnali di vivacità a centrocampo, soprattutto in fase di pressione. Poca roba in ogni caso – 6

A me è sembrato uno dei più defunti, per questo gli abbasso il voto: pareva che giocasse con un lenzuolo bianco addosso. – 5,5   

ALLAN dal 27’ del secondo tempo. Stavolta non arriva nessuna scossa da lui – 6

Anche lui, oggi, ha lasciato un piede nella bara, purtroppo – 5,5  

JORGINHO. Ventura lo battezza in nazionale e lui per l’emozione torna nei panni ordinari di geometra capo. Si ostina a vedere solo le vie centrali, quelle più intasate dal muro giallo clivense, e sbaglia pure più del solito: la palla del quasi miracolo di Radovanovic origina da un suo errore – 5

Che tristezza, Fabrizio, il centrocampo privo di calcolo e di geometrie – 5  

La diatriba dei pagellisti su Marek

HAMSIK. Una premessa, cara Ilaria, giusto per non turbare il delicato animo degli adoratori, spesso ottusi, del Capitano. Da queste parti si è inflessibili con lui perché considerato un fuoriclasse. La calma piatta di oggi ci consente allora un esercizio scolastico: prendiamolo per un giocatore normale, da cui non ci si aspetta acuti o strappi dolorosi per gli avversari. Bene, una partita mediocre, che più mediocre non si può – 5

Dissento. L’ho visto uno dei più attivi, soprattutto in fase difensiva. Mi irrita quando passa palla dietro e non costruisce, ma senza di lui, oggi, avremmo dovuto tutti metterci gli stuzzicadenti sotto le palpebre per non addormentarci, Fabrizio. Insomma, a giudicarlo un calciatore normale – e non lo è – oggi è stato uno dei migliori – 6,5

Il cartonato di Josè Maria

CALLEJON. Sui suoi pregiatissimi piedi passa l’unica occasione degna di questo nome: un diagonale che finisce a lato. Per il resto sbarea al solito da una parte all’altra, anziché concentrarsi sulla fascia destra, ma senza costrutto – 5,5

Noioso, stanco, opaco, triste. Subisce fallo, gli tirano la maglietta e lui neppure protesta, non si butta a terra, non inventa nulla. Il rigore, secondo me, glielo avrebbero anche dato. Nel secondo tempo al posto suo, hanno messo in campo un cartonato: non poteva essere lui quello con il suo numero sulla maglia… – 5

OUNAS dal 34’ del secondo tempo. Altri dieci minuti per lui, non di più. Entra e fa un assist pregevole per Mertens, indi va anche al tiro. Forse meriterebbe un minutaggio maggiore ma il sarrismo è l’ideologia dei titolarissimi, da spremere per l’eternità – 6,5

Però dici la verità, quella giravolta di corpo per Mertens non era bella? Una delle poche azioni, oggi, ad avermi tenuta sveglia – 6  

MERTENS. Il Napoli torna sulla Terra, gioca una partita normale e al povero Dries non vengono mai recapitati palloni decenti. Si sbatte invano – 5

Sottotono nel sottotono generale. Anche i folletti, nel post Halloween, si trasformano in marshmallows – 5 

Lorenzo ci regala un po’ di verve

INSIGNE. Si muove, per carità, però è impreciso e spesso si fa trovare in fuorigioco. Da aggiungere un paio di tiriaggggiro nello specchio della porta – 5,5

Protagonista dell’episodio più vervoso dei 95 minuti di gioco: l’appiccico con Radanovic. Nell’apatia generale anche quei due tiriaggiro sono sembrati un faro nella nebbia – 6

SARRI. La dodicesima apre il mese di novembre in campionato e arriva un altro zero a zero, dopo quello casalingo con l’Inter. Grande Normalità o Grande Noia, questo il dilemma cara Ilaria? Evitiamo altre riflessioni e stringiamoci a Sarri in questo che è anche il mese del centenario della rivoluzione russa – 6

Un pareggio ogni tanto ci può stare, Fabrizio. Dopo una sconfitta in Champions ci può stare una volta in più. Dopo l’infortunio che ti spappola la fascia sinistra, pure. Certo, la squadra era triste, stanca, solitaria y, a final, ha portato a casa solo uno striminzito 0-0 contro un autobus piazzato in area che non ha concesso spazi, però, più che il calo di forma fisica, mi preoccupa l’assenza del guizzo, l’apatia di cervello. E il fatto che abbiamo buttato via, come le carte delle caramelle smangiucchiate, almeno 12-13 calci d’angolo. È su questo punto che sono avvilita – 5,5

I gialli di Massa unica nota di colore

ARBITRO MASSA. Un pomeriggio di noia anche per lui, a parte la rissa tra Radovanovic e Mario Rui – 6

Quei due gialli sono stati l’unica nota di colore del pomeriggio – 6

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