Un’Italia presuntuosa cade senza appello a Madrid

Tre errori di Ventura costano la qualificazione sicura all’Italia. Probabile a questo punto il play off contro la seconda di un altro girone per la qualificazione al Mondiale

Un’Italia presuntuosa cade senza appello a Madrid

Umiliati dal sistema Spagna!

Alla corrida tutti ospiti di Ventura che mette in campo un’idea mal spiegata. Partiamo da Buffon, con tutta la riconoscenza di un Paese sportivo, non può più essere un punto di forza ed il primo goal ha palesato la sua ahimè poca reattività. Gli iberici non a caso hanno applaudito, ringraziato e divinizzato Casillas ma in porta hanno De Gea!

Altro punto Spinazzola, che ha assunto un comportamento poco etico nei confronti del suo club, non gioca ma è titolare in nazionale. Una volta la casacca azzurra era un premio, un merito eccelso che premiava i calciatori migliori, così si è creato un brutto precedente. Si rafforzano le politiche dei procuratori.

Punto terzo, Insigne terzino è una bestemmia al gioco del calcio. Il povero Lorenzo un pesce fuor d’acqua, in una in una formazione spezzata in due, senza centrocampo con De Rossi e Verratti preso in mezzo in un torello elementare. L’Italia rischia seriamente il Mondiale, se non si cambia questo assurdo modo di essere schiavi di riconoscenze sterili, pressioni politiche e sindrome da fenomeni.

Armando De Martino ilnapolista © riproduzione riservata
TERMINI E CONDIZIONI
  • Angelo D.
  • Vincenzo 1

    Noi siamo un paese di catenacciari e quello dobbiamo fare.Il calcio è un’altra cosa.

  • Jupiter

    La differenza fra Italia e Spagna è che l’Italia ha scelto una tattica come se di fronte avesse l’Islanda: 4-2-4, facciamo 4 gol in mezzora e poi tutti a controllare senza stancarsi. La Spagna ha giocato come se di fronte avesse uno squadrone mondiale: senza attaccanti veri, incursioni da dietro, un centrocampo fittissimo etc. Con una tattica corretta forse non si sarebbe vinto né pareggiato, ma almeno si vedeva una bella partita combattuta.

  • Santiago

    Questa partita ha messo a nudo i limiti di Insigne.
    Tutti (a torto) si aspettavano che potesse trascinare tecnicamente l’Italia, ma non è quel tipo di giocatore.
    Non è colpa di Insigne, è colpa di tifosi e giornalisti che gli attribuiscono una responsabilità tecnica che non può assumersi perchè non ne ha le caratteristiche.

    Insigne è un giocatore dall’intelligenza tattica fuori dal comune, abilissimo senza palla a inserirsi, a tagliare il campo e a sfruttare i mezzi spazi.
    Ma con la palla tra i piedi, se non è inserito in un contesto organizzato, può fare ben poco.
    Non ha l’esplosività per saltare l’uomo, ha un piede destro raffinato, ma tira sempre nello stesso modo, oltre che troppo e in modo prevedibile.
    Non è il tipo di calciatore che spariglia le carte, è un ottimo ingranaggio, ma, in quanto tale, si esalta solo in un meccanismo preciso e codificato come il Napoli (onore a Sarri ad averlo valorizzato!), ma in nazionale, guarda caso, ha sempre fatto poco (tolta qualche amichevole).

    Sul primo gol preso da Buffon…si, poteva fare meglio. Forse con un piazzamento migliore l’avrebbe preso.
    Però lo spagnolo ha messo la palla sotto la traversa. Difficilissimo arrivarci. Forse ci sarebbe arrivato giusto il Buffon di 10 anni fa.