I preliminari Champions sono diventati maledetti negli ultimi sette anni

Il bilancio è ancora positivo (17 vittorie e 10 sconfitte), ma negli ultimi sette anni sei eliminazioni e un passaggio del turno (Milan 2013).

I preliminari Champions sono diventati maledetti negli ultimi sette anni

Prologo

La riforma della Champions League (alla vigilia della stagione 1996/97) introduce il concetto di preliminari. I club qualificati, infatti, non sono più solo quelli “campioni”, intesi come vincitori del titolo nazionale. Ci sono anche i secondi classificati, poi diventeranno terzi e quarti nel giro di tre anni. La Uefa, quindi, si inventa dei turni estivi in cui questi “non campioni” possono legittimare l’accesso al tabellone principale.

L’Italia comincia benissimo la sua serie: Parma 1997 e Inter 1998 eliminano Widzew Lodz e Skonto Riga, due veri e propri pro-forma. Nel 1999, le prime avvisaglie: la Fiorentina supera ancora il Widzew Lodz, il Parma cade contro i Rangers Glasgow. È la prima dimostrazione delle difficoltà fisiche dei club italiani in estate, che ovviamente si manifestano contro gli avversari più forti.

Ma non solo: l’Inter, nel 2000, si fa eliminare addirittura dagli svedesi dell’Helsimborg (mentre il Milan passa contro la Dinamo Zagabria). Altro giro e altra delusione per il Parma, nel 2001 contro il Lille (la Lazio fa fuori il Copenaghen).

La svolta (momentanea)

Nel 2002, Inter e Milan fanno il primo ein-plein: i nerazzurri superano lo Sporting Lisbona, i rossoneri soffrono ma eliminano lo Slovan Liberec. Inizia un periodo florido, per le italiane. Breve, ma florido. Nel 2003 la Lazio elimina addirittura il Benfica, l’anno successivo Juventus e Inter battono Djurgården e Basilea; nel 2005 l’ultimo ein-plein, con l’Udinese che fa fuori lo Sporting Lisbona e l’Inter che supera lo Shakthar Donetsk.

Da qui in poi, ricominciano i problemi: il Milan 2006 parte dalla vittoria contro la Stella Rossa e poi vince la Champions, ma il Chievo si fa sbattere fuori dal Levski Sofia. Lazio e Fiorentina superano lo scoglio nel 2007 (i biancocelesti contro la Dinamo Bucarest) e tra 2008 e 2009 (la viola contro Slavia Praga e Sporting Lisbona). La Juventus celebra il suo ritorno in Champions regolando l’Artmedia Bratislava (2008), ma il nuovo regolamento voluto da Platini condanna la Serie A.

La maledizione friulana

Dal 2010 al 2012, Sampdoria e Udinese (due volte) sono eliminate. I doriani si fanno rimontare in casa dal Werder Brema, i friulani perdono contro Arsenal e Sporting Braga. Indimenticabile, in senso negativo, il cucchiaio di Maicosuel nella roulette dei rigori contro i portoghesi. Nel 2013 l’ultimo successo, del Milan contro il Psv. Il Napoli 2014, la Lazio 2015 e la Roma 2016 spiegano le difficoltà fisiche e tecniche dei club del nostro paese quando si gioca (seriamente) in piena estate. Se negli ultimi sette anni il trend è incredibilmente negativo (un solo passaggio del turno), il bilancio totale è ancora positivo. Su 27 turni preliminari, 17 successi e 10 sconfitte.

Il Napoli

Ora gli azzurri hanno la loro seconda occasione. Che poi sarà anche l’ultima. La nuova formula del torneo ha infatti riscritto i criteri d’accesso per la Serie A. Dal 2018, quattro club italiani saranno ammessi direttamente alla fase a gironi, senza passare dalle forche caudine dei preliminari.

Che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno infierito soprattutto sui club di fascia medio-alta non pienamente abituati alla Champions: Juventus, Fiorentina e Milan non sono mai state eliminate, l’Inter è caduta solo una volta. Un’eliminazione anche per la Lazio, quella del 2015, a fronte di tre vittorie (l’ultima nel 2007). Per le altre, invece, percentuali negative: una partecipazione e una eliminazione per Napoli, Roma, Chievo e Sampdoria. Due sconfitte su tre tentativi per l’Udinese, stesso score per il Parma.

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