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Se Coutinho va al Barcellona, vuol dire che anche il Liverpool vende i migliori

Un club di grande storia e forza economica (Liverpool) cede il suo asso (Coutinho) ai potenti di turno (Barça). Da qui un ragionamento sul Napoli e Insigne.

Se Coutinho va al Barcellona, vuol dire che anche il Liverpool vende i migliori

Mercato in movimento

La notizia che oggi ha scosso (potenzialmente) il mercato internazionale è quella di Coutinho al Barcellona. Lanciata dalla Gazzetta media inglesi e spagnoliin Italia, rilanciata anche da . Per integrare (convincere a rimanere) Neymar, oppure per sostituirlo. Una breaking news, per portata economica – 75 milioni solo di cartellino – e tecnica dell’affare, subito smentita dai beninformati. Il sito ufficiale di Gianluca Di Marzio riporta infatti una notizia sulla volontà da parte del club di Anfield di non cedere il fantasista brasiliano. L’idea sarebbe quella di tenere anche Emre Can, diventato nel frattempo obiettivo della Juventus per il centrocampo.

Detto questo, a noi è venuto in mente un ragionamento provocatorio. Provocatorio assai. Ma se il Liverpool alla fine dovesse cedere Coutinho, perché il Napoli non avrebbe dovuto cedere Insigne (in caso di offerta) al Barcellona? Si tratta di un concetto che, ovviamente, si basa sull’idea che un club come il Napoli deve necessariamente vendere per crescere. Gli upgrade più importanti del Napoli sono arrivati dopo le grandi cessioni, Cavani prima e Higuain poi. Il discorso su Insigne, o anche la sua semplice accettazione, farebbe rientrare il Napoli (e Napoli) in un contesto culturale di consapevolezza della propria forza e della propria posizione. Una autocoscienza di sé che vuol dire capire la propria dimensione e le proprie necessità.

Far crescere il Napoli

I 75 milioni (eventuali) del Barça per Coutinho finirebbero ad un club che ha una dimensione storica non paragonabile (per eccesso, ovviamente) a quella del Napoli, con un fatturato molto più alto ma con una forza sul campo abbastanza simile. Nel senso: non firmeremmo mai per un preliminare di Champions Napoli-Liverpool; ma un ottavo di finale Napoli-Liverpool sarebbe meno ingiocabile di quello contro il Real dell’anno scorso. Ci pare sensato, come ragionamento.

Qualora dovessero presentarsi il Barcellona e un assegno pieno di cifre e di zero, il Napoli potrebbe pensare di cedere Insigne e riavviare il ciclo del sell-to-buy. Per crescere ancora, per acquistare un portiere, un sostituto valido di Insigne ma anche un centrocampista e un difensore. L’affare Higuain ci ha insegnato che tutto questo diventa possibile, eccome, se si cede bene e si acquista bene.

Ripetiamo, è una provocazione culturale più che una speranza. Del resto, al Napolista abbiamo celebrato Insigne in ogni modo durante la sua ultima, eccellente stagione. Avremmo scritto la stessa cosa, forse in maniera anche più convinta, se si fosse parlato di una cifra identica per Mertens. Oppure per Koulibaly. L’ha scritto qui Massimiliano Gallo, l’abbiamo ripetuto oggi che forse il Barça ha deciso chi acquistare per sistemare – in un modo o nell’altro – la situazione Neymar. Il Napoli può crescere solo con un mercato liquido, e per Insigne le occasioni sono questa (2017) e poche altre. Non invitiamo alla cessione, ma a riflettere. Sul Napoli, su Insigne, sul Barcellona.

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