La triste giornata anti-Napoli dei tifosi della Sampdoria

I cori razzisti, i gestacci, oltre a tutto il repertorio dei tifosi che dividono la città con un’altra squadra. Che bello essee figli unici

La triste giornata anti-Napoli dei tifosi della Sampdoria

Che brutta vita la coabitazione in città

E come erano contenti. Sventolavano le loro bandiere, facevano gestacci. Urlavano cose sconce contro di noi e inneggiavano alla Roma. Che deficienti, anzi sadomasochisti questi tifosi sampdoriani. Come sono contento di essere figlio unico, insomma di non dover dividere la grande mamma con un altro pretendente. Il Napoli e Napoli. Basta. Nessun altro amore o figlio da dividere. Certo ci possono essere i figli degeneri che tifano per altre squadre, ma sono un brutto scherzo della natura.

Volete mettere il Genoa e la Sampdoria? Il Milan e l’Inter? La Roma e la Lazio? La Juve e il Toro? Immagino che sia lo stesso tra il Verona e il Chievo. Che brutta vita questa coabitazione. Se fosse contraddistinta dall’indifferenza, passi. Del resto quante coppie coabitano nella indifferenza? Ma in questo caso è come se fossero Caino e Abele. Impressionavano le scene al Ferraris di Genova. Mentre sul campo il Napoli ne infilava uno dietro l’altro, sugli spalti le orecchie erano incollate alle radioline o gli sguardi sugli smartphone per sapere che succedeva a Roma.

Meglio essere figli unici

Solo l’idea che il Genoa potesse vincere era peggio di una pestilenza. Neppure un pareggio potevano accettare, i sampdoriani. Devo dire che siamo stati accolti dai genovesi che poi sono genoani – in una trattoria vicino al porto vecchio spettacolare – che ci hanno stretto la mano chiedendoci di non aver pietà della Sampdoria.

E un amico laziale, alla fine della serata ha inviato un sms: «Non meritavano loro l’ingresso diretto in Champions. Questo è anche il risultato di tutti i rigori inesistenti dati..». Che vita la vita dei tifosi di squadre contrapposte della stessa città. Che sollievo essere figli unici. E forza Napoli sempre.

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