Il Tribunale di Napoli dice No al “panino libero” a scuola al posto della refezione

Respinto il ricorso di una mamma della Vanvitelli. L’assessora Palmieri: «Riconosciuta la valenza educativa della refezione scolastica»

Il Tribunale di Napoli dice No al “panino libero” a scuola al posto della refezione

Sentenza della X sezione civile del Tribunale

Il Tribunale di Napoli ha sentenziato: No al panino libero. Il Tribunale di Napoli si è espresso contro la possibilità di portare il pasto da casa nella refezione scolastica, ritenendo che al diritto alla “libertà di scelta individuale” del genitore vadano contrapposti altri diritti fondamentali della collettività, anch’essi di rango costituzionale, come il diritto all’uguaglianza e alla salute e la partecipazione a una “comunità sociale, quale appunto quella scolastica (che) impone il rispetto delle regole di convivenza civile“.

La X Sezione Civile del Tribunale di Napoli ha rigettato il Ricorso d’Urgenza di una mamma, avvocato, del 36° Circolo Didattico  “L. Vanvitelli” co-difesa dall’avvocato Giorgio Vecchione il sostenitore del “panino libero”. A Torino Vecchione aveva sostenuto la pretesa di poter sostituire la refezione scolastica con un pasto portato da casa.

Il successo della dirigente della Vanvitelli

La dirigente scolastica della Vanvitelli Ida Francioni, difesa dall’avvocatura distrettuale dello stato di Napoli, vede così riconosciuto dal Tribunale di Napoli il valore formativo della ristorazione collettiva, all’interno del tempo pieno, e soprattutto l’importanza del consumo di un pasto igienicamente controllato, che sia condiviso con i compagni e con gli insegnanti, senza distinzioni di ceto o di classe sociale.

L’assessora Palmieri

Questa la dichiarazione dell’assessora Annamaria Palmieri:

«Il giudice, dando ragione alla scuola non solo ha respinto l’urgenza della richiesta, ma ha anche ritenuto, come da sempre sostenuto da questa Amministrazione, che la valenza educativa della refezione non possa essere contestata e soprattutto che la fruizione collettiva dello stesso pasto sia ispirata ai principi di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, che è il valore a cui tutti noi ci riferiamo ogni giorno».

E ancora: «L’aver eccepito l’impossibilità per le scuole di tutelare la salute di tutti in caso di introduzione arbitraria e selvaggia di cibi esterni, è un passo avanti importante che va nella direzione seguita dal Comune di Napoli, come dimostra la recente vicenda della scuola Montale, in cui non appena sono state rilevate difformità, sono state attivate senza indugio, tutte le procedure per tutelare la salute degli alunni» una posizione che oppone Napoli alla confusione provocata dalla sentenza di Torino in tutta Italia precisa l’assessora alla scuola del Comune di Napoli.

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  • Enrico Pessina

    Sentenza ineccepibile ed encomiabile.

  • Salvatore Pirozzi

    E un diritto dei genitori scegliere la refezione dei figli qui c è solo business…e cibo di mera. …

    • Enrico Pessina

      Non sono d’accordo. Un bambino a scuola deve vedere che il suo compagno mangia la stessa cosa.
      Una concezione privata e liberista dell’infanzia, dell’istruzione e dell’educazione produce danni colossali ai singoli bambini ed all’intera comunità sociale.