Posta Napolista – Godiamoci questo Napoli (e tifiamo Juve nella finale di Champions)

Il Napoli di Sarri è giunto al terzo anno del progetto, quello in cui saremo “come l’Empoli”. Il trionfo assoluto della Juve potrebbe farla rilassare.

Posta Napolista – Godiamoci questo Napoli (e tifiamo Juve nella finale di Champions)

Caro Napolista,

c’è chi come Sarri rinuncia allo scudetto di quest’anno a Luglio scorso e c’è che rinuncia a quello dell’anno prossimo già alla penultima giornata del Campionato in corso  Ci sono poi squadre rivali che aiutano il Napoli per il prossimo Campionato. La Roma, che masochisticamente cambia allenatore facendo in modo di perdere un po’ di tempo (e speriamo punti preziosi) nel trovare nuovi equilibri con un nuovo tecnico che, pur bravo, non garantirà la continuità tecnica e di gioco (di eccellente livello) che la Roma aveva trovato con Spalletti sin da quando sostituì Garcia.

E la rivale numero uno, la Juve, pure potrebbe dare una bella mano al Napoli. Se vincesse il triplete (ed a questo punto bisognerebbe augurarselo) pagherebbe l’anno prossimo la crisi che colpisce le squadre che coronano il sogno dell’onnipotenza calcistica, il delirio del massimo della vita (calcistica), come avvenne all’Inter di qualche anno fa, con l’inevitabile appagamento sportivo di quei campioni non più giovanissimi (Buffon, Barzagli, Chiellini) che hanno costituito l’anima e la colonna vertebrale della squadra dalla serie B fino ad oggi. E chissà se pure Andrea Agnelli, gonfio come un palloncino per bambini, non decida di cedere la poltrona al cugino che scalpita da tempo per soffiargli il posto (John Elkann), rompendo una continuità (vincente, c’è poco da obiettare) con le incognite di un dirigente calcistico ancora tutto da scoprire.

I meccanismi dell’Empoli

E allora dico anch’io la mia. O meglio la dice Sarri, il nostro allenatore-scienziato, che quando venne a Napoli due anni fa disse una frase che molti lessero come un’offesa di lesa maestà e di insulto alla napoletanità più orgogliosa: “Fra tre anni saremo l’Empoli”!

La frase si riferiva ai meccanismi di gioco espressi dall’Empoli, piccola squadra con buoni ma non eccezionali giocatori, che in quel campionato affrontò quasi alla pari squadre ben più blasonate ed accreditate (e noi lo ricordiamo bene quando con Benitez le buscammo alla grande senza poter reagire, imbrigliati da un gioco asfissiante e sempre propositivo che consacrò la squadra toscana come la vera sorpresa di quel campionato, esprimendo, a detta di tutti, il calcio più bello e spettacolare).

Sarri spiegava, sulla base della sua esperienza nell’applicare e far assimilare alle squadre allenate i suoi principi di gioco, che il tempo di 3 anni era necessario per ottenere il risultato ottimale del suo lavoro sul campo, per avere una squadra affiatata, compatta, che giocasse a memoria e, soprattutto, con la convinzione (finalmente radicata nei suoi giocatori) di essere forti e di potersela giocare con tutti per VINCERE le partite, imponendo il proprio gioco di attacco ed organizzando una fase difensiva oserei dire scientifica (vedi: uso del drone) in cui tutta la squadra (non solo i difensori di ruolo) con meccanismi ormai a memoria, impedissero all’avversario di turno di offendere e di portarsi nei pressi della propria area di rigore.

Un tempo fatidico

Ora, se molto semplicemente rivalutiamo quella previsione (ragionata e sperimentata) e constatiamo che nella squadra che ora allenerà per il terzo anno, al posto di Maccarone, Croce, Tavano, Vecino (con tutto il rispetto), Valdifiori, Pucciarelli, Barba e Michelidze ci sono i nostri campioni (perché tali sono), cosa sarà il Napoli l’anno prossimo? Come si esprimerà al raggiungimento del fatidico “terzo anno”?

E la conferma di tutto questo l’ha data Sarri stesso quando, interrogato sul rinnovo di Mertens, ha risposto che gli dispiacerebbe perdere i giocatori che hanno iniziato e rinforzato questo ciclo perché senza di loro il ciclo stesso si chiuderebbe (anticipatamente) senza completarsi.

Ma del resto, a sostegno di tutto ciò, parla la realtà, l’attualità. Già da diverse partite il Napoli è cambiato. In meglio! Il gioco scorre ormai con una continuità eccezionale contro chiunque, siano squadre di prima fascia o cosiddette “piccole”: non ce n’è per nessuno! Non ci sono più blackout (o sono rarissimi e solo a risultato ritenuto acquisito), gli avversari riescono a tirare contro la nostra porta in pochissime occasioni, la concentrazione dei giocatori è aumentata in maniera esponenziale, così come la sicurezza nelle giocate. I gol vengono a grappoli e i cd. passi falsi del girone d’andata sono obiettivamente inimmaginabili alla luce delle attuali prestazioni.

Facciamo parlare il campo

E tutto questo (ben di dio) è l’assaggio, l’anteprima del prossimo Campionato, in cui i nostri leader stanno dando, già oggi, dimostrazione “continua” della loro bravura e della maturità raggiunta; i nuovi e forti giocatori arrivati la scorsa estate lo saranno inevitabilmente ancora di più in quello prossimo e che addirittura potrebbero essere affiancati da qualche volto nuovo che aggiunga altra bravura, altra forza alla squadra, anche nella prospettiva degli altri cicli che si apriranno in futuro (perché la Dirigenza del Napoli questo vuole, e lo sta dimostrando da anni, sin dall’inizio in serie C), magari in una sequenza virtuosa che, con questi presupposti, quasi certamente o almeno molto probabilmente, si realizzerà anche nei prossimi anni.

E allora: godiamoci le partite, facciamo parlare il campo, disinteressiamoci dei processi, degli opinionisti, dei sapientoni settimanali, dei fini analisti, delle polemiche contro il Presidente.

Manteniamoci liberi mentalmente, non facciamo come quei tifosi interisti che nella scorsa partita a Roma contro la Lazio, dopo il gol di Keita e dopo appena mezz’ora, in massa e in fila indiana, hanno abbandonato lo stadio delusi e polemici e si sono persi la rimonta e la vittoria (evento raro negli ultimi mesi), addirittura per 3 a 1, della loro (beneamata) squadra del cuore.

E con i presupposti di cui sopra, anche l’eventuale preliminare di Champions non deve farci paura: sarà la gioia di gridare e cantare anticipatamente, già ad Agosto, il nostro urlo da brividi senza dover aspettare i gironi di settembre…

Forza Napoli

 

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