Si può amare Marek Hamsik e sperare che vada via

Non è contraddittorio amare un capitano onesto e senza fuoco. A mia figlia, ho parlato di lui. E ho scritto questo articolo indossando la sua numero 17

Si può amare Marek Hamsik e sperare che vada via

Ti scrivo indossando la diciassette

Caro Capitano,

Ti scrivo indossando la terza maglia stagionale, la nera – splendida – che ho scelto col tuo numero. Non sono un amante delle bandiere, rarissimamente mi hanno conquistato le storie di costante fedeltà. Ma nel mio armadio, dove non c’è spazio per casacche azzurre numero dieci – la passione brucia e diventa polvere, come sanno gli uomini di mare, ma ignorano gli intellettuali passeggianti di lungomare – trova porto sicuro la numero diciassette.

Mi ricordo di te a Wolfsburg

La tua fascia è quella che più di ogni altra è stata maschera dei nostri luoghi e i nostri tempi. Insicura, pragmatica, disciplinata. Ti ho visto sempre impaurito ma mai del tutto arreso al timore. Molti ritengono questo il tuo migliore anno. Per come ti vedo io, ti hanno capito poco. Tu sei uno stanziale che trova il ritmo nella routine, come fanno gli slovacchi, meno brillanti e sofisticati dei cugini boemi ma più selvaggi. Per conoscerti devono venirti a scovare, devono piantarti un pugnale nel cuore e costringerti all’angolo. Mi ricordo a Wolfsburg, ti seguivo con lo sguardo. Le gambe quasi ti tremarono sotto i riflettori, dove ti aveva gettato un tecnico che non amasti molto. Venisti fuori come sei, tenace ed inadeguato, vivo e senza risposte. Giocasti una gran partita. E non eri felice, lo intuivo dal viso. Perché la vita va così – per diventare ciò che sei capita spesso di essere infelici. E poiché, assieme alla casacca azzurra, vesti questa profonda contraddizione con silenziosa umanità, sei, per me, il capitano più grande.

Mia figlia era triste in camera

Ti scrivo, con la tua diciassette addosso, perché l’altro giorno mi è capitata una cosa inaspettata. Mia figlia, che frequenta la terza elementare in Germania, sedeva triste in camera sua, quasi in lacrime, perché il lunedì successivo sarebbe dovuta andare, come di consueto, a fare nuoto con la scuola. Mi sono avvicinato per chiederle cosa l’avesse scossa, e mi ha detto di essere preoccupata – credo avrebbe usato, se l’avesse conosciuto, il termine “frustrata” – perché non riusciva a completare le ventiquattro vasche in ventiquattro minuti, come richiesto dal maestro. Non ho chiesto la lunghezza di queste vasche, ma ventiquattro per me significa “molte”, comunque.

In Germania la scuola è molto competitiva

Ora, devi sapere che in Germania la scuola è molto piu competitiva che in Italia, almeno per come la ricordo io. Non che manchino anche qui i gruppi WhatsApp di genitori sfaccendati e disperati per la raccolta fondi del regalo da fare ai maestri per Natale. Ma meno, molto meno. Io firmo ogni mese test di matematica o lingue recanti il punteggio ottenuto da mia figlia comparato con quello medio della classe. I miei figli hanno sostenuto un esame di ammissione in una scuola elementare internazionale. Si boccia già dalla prima classe e si accede ai corsi di studi propedeutici all’università solo se il rendimento scolastico è al di sopra di una certa soglia, già da ora. Un tempo avrei bollato tutto questo come inutilmente contorto e snaturante per i bambini. Invece, pur mitigando le normali e sovrabbondanti rigidità tedesche attraverso il lato più mediterraneo della mia paternità, ho accettato il sistema teutonico e mi ci sono affidato, sebbene senza ciechi fideismi, perché il sistema inclusivo italiano – dove si mantiene una chance per tutti fino all’ultimo secondo illudendo i piccoli che non esistano sconfitte – mi aveva annoiato. Come i revival infiniti del Pibe de Oro.

Il peso di non essere nel gruppo di cima

Mia figlia, dunque, sentiva il peso di non essere nel gruppo di cima. Di non essere vincente, si direbbe nei salotti della domenica sera. Di aver fatto solo diciotto vasche su ventiquattro. E la parola ora spettava a me, da genitore. Cosa insegnare? A respingere questo sentimento di insoddisfazione in nome del divertimento, dell’aspetto ludico, della giovanissima età?; o lasciare che questo impatto con la realtà sedimentasse, pur senza isterismi, rendendo la bambina libera di assaporare il gusto amaro di una incompletezza?

Marek gioca bene spesso, ma non tanto da vincere

Quel giorno le ho parlato di te. Allo stadio sei l’unico che lei non teme di invocare. “Scendi, capitano!” le piace urlare. Marek Hamsik gioca bene spesso, le dissi, ma non tanto da vincere. Proprio come le sue diciotto vasche non le sono sufficienti a passare nel primo gruppo. Hamsik corre, gioca, segna, a volte dice di divertirsi. Proprio come mia figlia – che, l’ho vista qualche giorno fa, a rana nuota meglio di me. Ma non quanto è necessario a tagliare il traguardo per prima. Non quanto il mondo richiede – ed io non sono il mondo. Proprio come Napoli non è il mondo. Ecco, questo credo sia il punto.

I premi della critica non valgono mai un festival

Quel senso di insoddisfazione è la cifra di ogni uomo o donna sul pianeta, le ho detto. Ma è caratteristica esclusiva della diabolica bellezza dello sport la decisione personale sul cosa farne di quella sensazione di insoddisfazione. Il peso del limite che il maestro le aveva giustamente instillato nel cervello, nelle braccia e nelle gambe, era il senso del suo nuotare, il fuoco del gioco che amava. E no. La rabbia per la sconfitta non le sarebbe mai passata del tutto, se non dopo aver completato le ventiquattro vasche in ventiquattro minuti. Vincere non sarebbe mai stato l’unico fine, certo non più dell’imparare lo stare al mondo. Eppure vincere non avrebbe mai avuto eguali. I premi della critica non valgono mai un festival, neppure in terza elementare.

Mino Raiola

Una volta, caro Capitano, un uomo dall’intelligenza feroce disse di te che sbagliavi a non abbandonare la maglia azzurra, lontano dalla quale saresti divenuto finalmente ciò che eri: un atleta brillante, completo e vincente. Quell’uomo è Mino Raiola. Molti lo ritengono, anche a ragione, uno spregiudicato ambizioso, e ne diffidano perché – come lui stesso ammette seraficamente – non si è mai sposato con alcuna squadra. La gente, così pare, storce il naso di fronte a chi non si sposa, e poi la domenica va a seguire le prediche dagli altari tenute da chi non si è mai sposato. Ma queste sono altre storie. Ciò che volevo dirti è che Raiola aveva ragione, a parer mio. Avresti dovuto abbandonarci per spezzare la tua serenità, per evitare di imparare col tempo a convivere col peso della sconfitta e rendere anche lei una passabile routine.

Anche il Capitano non è l’uomo delle 24 vasche

Il Capitano lo amiamo, ma non è l’uomo delle ventiquattro vasche. Non è un delitto né costituisce una colpa. Ciascuno di noi sceglie modalità e tempi delle proprie rese. Così come non è contraddittorio amare un capitano onesto e senza fuoco, specie se egli rappresenta – persino più delle smaniose piccole volontà del sindaco sudista – il cuore della nostra terra: che vive ma non brucia. Si può amare un atleta sperando che vada via. Si può amare il nuoto piangendo al solo pensiero di mettere piede in vasca. Si chiama vita.

La diciassette non si tocca.

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  1. non capisco mai perché i miei commenti finiscano fuori, eppure non uso parole offensive.
    mah, ad ogni modo: classico articolo autocompiacente, autoreferenziale. una di quelle cose che si scrivono per il gusto di sapere che ci sarà qualcuno che leggendolo dirà “ah però, che argomentazioni”, salvo poi chiedersi “ma che avrà voluto dire? vasche, piscina, ‘a terza elementare, la maglia non si tocca….ma a finale chi c’accattamme?”

  2. Diego della Vega 3 Maggio 2017, 6:03

    Ennesimo segone mentale. Virgilio fatti dire da Fasano quanti km ha fatto e quanti minuti ha giocato Hamsik quest’anno. Altro che 24 vasche. Poi sempre da qualcuno che ci capisce di calcio e legge i dati delle partite e non ci abbuffa la uallera con il solito insegnamento di vita, fatti dire quanti gol ha fatto il Napoli senza Hamsik in campo in questi due anni. E togliti sta’ 17 da dosso va’.

  3. Franco Sisto 3 Maggio 2017, 5:18

    Il vorrei vincere uno scudetto solamente per vedere Hamsik alzare la coppa.
    “Ho detto tutto”.?

  4. Virgi’ neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos.

    • Luigi Ricciardi 3 Maggio 2017, 11:38

      quaestio non est de forma, sed substantia: scriptum cazzatarum plenum est! 🙂

  5. Pasquale Cesare 2 Maggio 2017, 22:52

    Levategli il vino e cambiategli spacciatore all’ autore di questo articolo, Marek e ‘ a 3 gol da Maradona se non lo sa’

  6. Con dispiacere personale per Raniero Virgilio devo constatare che egli non ha capito , secondo me, quello che è più importante delle 24 vasche: è più importante farne 16-18 fatte volentieri sorridendo divertendosi ed ESSENDO FELICI , non importa quante vasche farai importa NUOTARE . Hamsik uomo vero . Ps vincere non è importante è l unica cosa che conta, poi c è chi capisce che si vince in tanti modi alcuni più divertenti della vittoria classica

  7. michele o pazzo 2 Maggio 2017, 22:22

    Ci sono giocatori che restano tutta la carriera con una maglia e altri che cambiano maglia ogni anno rincorrendo vittorie, prestigio o soldi. Sono professionisti, qualsiasi percorso è legittimo e rispettabile, personalmente non mi piace la retorica di chi affibbia l’infamia di mercenario, rispetto la carriera degli ibrahimovic, dei cassano e persino di chi va in cina a 25 anni (seppure fatico a capirli), ma da qui a criticare chi fa scelte diverse ce ne passa.
    Non cadiamo da un eccesso all’altro, anche perché per valutare un calciatore, come è noto, le vittorie non si contano… si pesano.

  8. giancarlo percuoco 2 Maggio 2017, 19:19

    Si può amare da morire ma morire d’amore no.

  9. Bah. Pura opinione basata sempre sul pregiudizio che non è uno che si sbatte come i cafoni sudamericani. Più che teutonico molto napoletano.

  10. Egr. Raniero Virgilio, in Giappone i bimbi dell’asilo vengono messi a torso nudo all’aperto quando nevica per temprarli. A Sparta dicono che addirittura lanciassero giù dai dirupi quelli con malformazioni. Va bene conoscere anche la sconfitta, ma che cosa comporta per quelli che sono fuori dagli schemi imposti da un sistema del genere? Io credo solo che sviluppi aridità nelle persone. La cultura dell’egoismo. Non condivido una virgola di quello che ha scritto anche se basata su un sistema che lei ha trovato (ma anche un po’ scelto visto che quello italico l’aveva stufato).

  11. mah……..
    è meglio che non mi esprimo.

  12. quando si vuole fare un articolo con paroloni per sembrare di essere più “in” degli altri, alla fine si scrivono una serie di sciocchezze, banalità e fesserie come questo pseudo.articolo. Poi una domanda: lei chi sarebbe per criticare il nostro capitano ?

    • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 22:35

      Criticare in buona fede fa bene. É ossigeno. Lo confermerebbe anche Hamsik, che é uomo intelligente. I napoletani dovrebbero imparare a farlo, é un buon esercizio (ovviamente criticare non vuol dire parlar male o bene, ma esprimere un giudizio argomentato. In forma dialogica, meglio).

      • un articolo contorto, dalle “vasche” della figlia agli “studi propedeutici”. Un tentativo di scrivere un articolo “schic”, ma che alla fine non dice nulla di concreto

    • Paroloni? Banalità?? Ma perché non ti fai un bel bagno di umiltà e eviti di commentare ciò che non capisci? così risparmi di fare la figura dell’analfabeta funzionale.

  13. Salvatore Iacone 2 Maggio 2017, 16:18

    Raramente decido di commentare qualcosa ma questa volta non mi posso esimere……si tratta di un articolo ben scritto nella forma ma che contiene una tale mole di fesserie nella sua sostanza da richiedere un grosso sforzo di pazienza per arrivare alla fine. Marek Hamsik è quel tipo di giocatore che ogni tanto, non spesso come dice lei gioca male, ma che prende anche una palla anonima in uno stadio infuocato di Istanbul col Napoli nel fosso e ti tiene in vita manco fosse un medico col defibrillatore…..la differenza è che lo fa senza sbraitare…..il che non è un difetto ma quello che ne fa un grande uomo oltre ad un grande giocatore. Ha fatto malissimo a parlare a sua figlia di hamsik riguardo alle 24 vasche….Marek ne avrebbe fatte 48 coi piedi legati….

    • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 22:26

      Sé 89…Hamsik viene sostituito puntualmente, inderogabilmente, ogni santa partita. Tattica? Vabbé mica sempre. La realtá é che pur grande campione non arriva alle 24 vasche per restare in metafora. Siete proprio scordarelli. Voi amate il calciatore quindi come gli innamorati amate anche i difetti, invece – Diego a parte – bisogna ‘solo’ volergli bene, come direbbe De Crescenzo.

      • Viene sostituito spesso quando il risultato è assicurato e la partita volge al termine. Inoltre Sarri deve dare spazio ai giovani quando può.
        Ma avete mai giocato a calcio?

        • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 22:49

          Non credo ahimé, viene sostituito e basta, risultato non c’entra, prego riguardarsi tabellini.

          • Luigi Ricciardi 3 Maggio 2017, 0:21

            Non c’è bisogno del falso nome, Sarri si è espresso su Hamsik appena tre giorni fa, prima della partita con l’Inter :
            Rotazioni a centrocampo, ma non per uno: “Diawara è in crescita, così come Zielinski che non era abituato a giocare tutte queste partite. Rog lo vedo molto bene, il centrocampo è il reparto che mi preoccupa meno. Ho sei ottimi giocatori di cui un fuoriclasse che è Hamsik. Lui giocherà sempre, al massimo riposerà nell’ultimo quarto d’ora”.
            Prima della Lazio aveva detto :
            Per noi è impensabile iniziare una partita senza di lui in campo. Un bravissimo ragazzo, semplice e buono. Forse questo lo ha un pò limitato in campo. Ma stiamo parlando di un campione assoluto. Sono costretto a toglierlo ad un quarto d’ora dalla fine per preservarlo, perchè partendo sempre con lui titolare, la stanchezza si fa sentire”
            Con Sarri, Hamsik ha giocato 38 partite nel campionato 2015/16, 32 su 32 in quello 2016/17.

      • Diego della Vega 3 Maggio 2017, 5:56

        Leggiti i dati dei km percorsi dai centrocampisti che giocano nel nostro campionato. Poi torni qui e chiedi scusa per tutte le fesserie che continui a sparare. Poi vorrei vedere a quante vasche arrivi tu.

      • Enrico Pessina 3 Maggio 2017, 9:38

        Ma quando mai viene sostituito ogni partita?
        Ma quale campionato segue?

  14. lo sport misura gli atleti su una scala di valori di cui la vittoria non è al primo posto.
    ora, mi rendo conto che qui in Italia negli ultimi anni sembra che il modello da seguire sia l’esatto contrario, cioè che conti solo vincere, ma non vedo perché tutti ci si debba uniformare.
    Marek è un calciatore splendido ed un atleta di rara compostezza e lealtà, etichettarlo come perdente perché ha scelto di giocare a Napoli mi sembra francamente ingiusto.

    • Marchese di Carabàs 2 Maggio 2017, 16:56

      Il modello da seguire è la vittoria per le squadre, nessuno classifica i singoli giocatori come perdenti. Le vittorie però sono utili per dare la misura del valore di un giocatore: difficile paragonare Hamsik a Scholes, come faceva qualcuno qui sotto, proprio perché i giocatori si sono tendenzialmente misurati con realtà e pressioni abbastanza diverse. Poi ovvio che le vittorie non sono i metodo scientifico per misurare i calciatori, altrimenti Totti dovrebbe lustrare le scarpe a Bojan, però non sono neanche un parametro da screditare solo perché si tifa una squadra che non ha vinto molto. Non è una colpa, ma non è necessario farne un merito. Diciamo che il parametro del “bel gioco” (per stare in tema Napoli) è ancora meno attendibile di quello di chi pesa le vittorie col bilancino. Ciò detto l’articolo è a dir poco ingeneroso.

  15. Una serie di banalità: nel suo ruolo mare è uno dei migliori giocatori europei… Cfr. http://www.ultimouomo.com/marekiaro/

  16. Toti Pianese 2 Maggio 2017, 14:43

    Hamsik è uno che ha capito bene che quando smetti con il calcio devi costruirti una vita. e piuttosto che fare il nomade in cerca di un posto dove vivere ha scelto di restare a Napoli. che poi come puoi dargli torto!!! Vuoi mettere a vivere a Milano, Torino, Londra, Berlino, … al massimo, al posto suo, avrei accettato un trasferimento al Pantelleria FC.

    • Luigi Ricciardi 2 Maggio 2017, 14:52

      Ciao Toti,
      credo che in quest’ ottica anche Barcellona non sarebbe male! 🙂

    • giancarlo percuoco 2 Maggio 2017, 15:03

      La cosa curiosa è che abita al Villaggio Coppola.

    • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 22:37

      Seeee. Adesso vuoi dirmi che é meglio abitare a Napoli che a Londra o Berlino. Vabbé che siamo tutti mammoni – e Napoli é mammá – ma non esageriamo. Ah, ma questo sito si chiama Napolista quindi sono in minoranza. Ok corro sul Berlinista.

  17. La retorica del vincitore che ha sempre ragione ha stufato. E poi nel calcio vincono le squadre, e il Napoli vincerà raramente. Marek le sue vasche le ha quasi completate visto che rimarrà nella storia del calcio Napoli come miglior realizzatore e nel cuore di milioni di tifosi. E poi chissà c’è ancora un po’ di tempo per alzare qualche altro trofeo da capitano. Ascoltando Raiola (le sue vittorie sono suo conto in banca mica la carriera degli assistiti), magari andando in un Milan qualche anno fa ora starebbe a lottare per un posto in EL, oppure al PSG dove avrebbe festeggiato un paio di scudetti che poco valgono nel panorama internazionale

    • Marchese di Carabàs 2 Maggio 2017, 16:58

      Condivido in linea di massima, ma il PSG gioca in un campionato che è perlomeno alla pari, se non superiore, a quello italiano.

  18. Raramente mi capita di essere così lapidario ma non posso fare a meno di scrivere che la sua analisi su Hamsik é un cumulo di stupidaggini di una tal portata che commentarla nel dettaglio lo troverei irrispettoso non solo nei confronti di un fuoriclasse che tutte le squadre d’Europa ci invidiano da due lustri, ma nei confronti di una storia sportiva ed umana che in questa epoca ha pochi eguali al mondo. Saluti

    • Enrico Pessina 2 Maggio 2017, 14:33

      Applausi.

    • Si può essere ancor più lapidari pur entrando nel dettaglio: il Napoli non vince per colpa del suo uomo migliore. Non fa una piega.

      Poi però viene da aggiungere qualcosa, perché è davvero difficile trovare una spiegazione logica a un ragionamento così contorto. Insomma, chi ha seguito il Napoli negli ultimi anni ha visto passare accanto ad Hamsik tanti attaccanti che sembravano capaci di fare più di 24 vasche in 24 minuti. Sembravano. Uno è parso addirittura capace di farne 36. Poi, appena fuori dal cono di luce irradiato dal capitano, sono rientrati nei ranghi.

    • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 19:30

      Caro conte Mascetti, a mio parere quelle stupidaggini sono scritte talmente bene che non possono che essere verità: complimenti Raniero, ‘vive ma non brucia’ è proprio la nostra terra splendida e misera; il resto, questi commenti, sono solo ordinaria reazione

      • Caro Jacopo nel calcio non esistono verità ma solo opinioni come le tue o le mie. Virgilio non solo scrive bene (magari bastasse questo per avere ragione) ma pensa pure bene per cui c’è ancora più gusto a trovarsi spesso in disaccordo con lui.

  19. Forse il mio commento potrebbe sembrare non adatto perché fa riferimento al basket NBA, ma credo sia interessante per quelli che sono i temi di questo articolo così ben scritto e per i Napolisti in generale.
    Ci sono giocatori che oggi fanno parte della Hall of fame dei cestisti più grandi al mondo (Steve Nash, Karl Malone, John Stockton, Charles Barkley, Allen Iverson, Patrick Ewing, Charles Barkley) che non hanno mai vinto un campionato NBA. Eppure oggi sono considerati e ricordati tra i grandi di questo sport e grazie alle loro giocate hanno contribuito a rendere il basket più moderno e tra o giochi più spettacolari del pianeta.
    Io credo che il nostro capitano, con le dovute proporzioni, oggi sia come questi giocatori e visto che è gioca ancora forse è più paragonabile al grande Chris Paul CP3 che come Hamsik, non ha ancora vinto nessun titolo. Secondo me, prima o poi riuscirà a vincere qualcosa di importante a Napoli, ma se non dovesse succedere (manovra Sarri) rimane e rimarrà uno dei più grandi giocatori e campioni che il Napoli abbia mai avuto e che per nostra fortuna ha deciso di non andare via.

    • Marco Napoletano Russo 2 Maggio 2017, 13:56

      Hai centrato pienamente il punto…Anche perché hai menzionato campioni NBA che erano simbolo di una franchigia (vedi John Stockton con gli Utah Jazz); in realtà non abbiamo la statura per dire che un calciatore è grande al netto dei titoli che LA SQUADRA ha vinto!

    • Da fanatico nba: giusto ma cultura sportiva diversa, scrivevo ieri con un amico della mia stessa franchigia (tengo i pacers e gsw da sempre ahimè) gli indiana e mi diceva che sono delusi volevano passare il primo turno … l obiettivo era quello non vincere e comunque gsw-portland il pubblico dei wizard in visibilio fino a due dalla fine serie persa 4-0 .. nn so se mi spiego in italia e nel calcio gli arroganti si vantano di vittorie senza meriti tranne quello di essersi scelti una squadra ricca

      • Vorrà dire che sportivamente siamo “colti” e ce cunsulamm quando c’è il nostro capitano 😉

  20. Raffaele Terracciano 2 Maggio 2017, 12:15

    Tutti e sottolineo tutti, italiani o stranieri, vorrebbero avere Marek Hamsik, noi abbiamo la “fortuna” di averlo eppure c’è qualcuno, tra noi, che vorrebbe andasse via. Quanto è strana la vita di chi, per forza, vuole essere “bastian contrario”!

  21. Hamsik ha sempre dichiarato che il suo sogno è vincere lo scudetto a Napoli. Non vincere uno scudetto ma vincere lo scudetto in un determinato posto. E sta inseguendo il suo sogno.
    Nessuno si ricorda di uno dei tanti capitani arrichitisi con le baleniere ma tutti si ricordano del mitico capitano Achab. A volte, raramente ma si incontrano personaggi che preferiscono inseguire il proprio destino anche se si chiama Moby Dick e non miseramente una montagna di soldi anche se si chiama Mino Raiola.
    Fortunatamente.

    • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 19:32

      Si hai voglia a inseguire, è proprio il paradosso marekiaro di cui si parla nell’articolo. La serenità della sconfitta (Hamsik) o l’infelicità della vittoria?

      • La felicità di aver seguito la propria strada. Non tutti la trovano.

        • Jacopo Carrucci 2 Maggio 2017, 22:19

          Quella però é una felicitá, converrai, da film col finale scritto male, che fa contenti solo gli spettatori meno esigenti

          • Enrico Pessina 2 Maggio 2017, 23:00

            No, sig. Virgilio, è proprio quella, secondo me, la vera felicità.

  22. Fabio Milone 2 Maggio 2017, 11:48

    Io penso che dovrebbe togliersi la maglia 17 di dosso.
    Non condivido neanche una virgola della sua analisi.

  23. Gino Di Costanzo Pitture 2 Maggio 2017, 11:45

    Inutili e dannose sono le frustrazioni che provano i bambini per motivi sportivi: non si insegna così ad accettare la sconfitta. Spesso le suddette frustrazioni discendono direttamente dalle frustrazioni di un genitore che avrebbe voluto essere anche lui un campione, oppure da quelle di un allenatore che non è mai stato un “vincente” da giovane e nemmeno ha mai sfornato campioni da coach… Parlo per esperienza diretta, e proprio col nuoto, e proprio alle scuole elementari… Ammetto anche che non sono fatti miei, eh… ma ho voluto esprimermi su questo più che su Marek, che è un campione umano prima che un agonista (su questo siamo d’accordo).

  24. Eugenio Angelillo 2 Maggio 2017, 11:16

    capisco quello che dice Raniero, è come quando Caserta cedette Oscar, idolo indiscusso, per andare a vincere lo scudetto del basket l’anno dopo, tuttavia credo che Hamsik con 2/3 anni di ritardo stia compiendo quei passi che lo porteranno a essere un fuoriclasse assoluto, tutto sommato è uno che in cima ci arriva per il sentiero lungo e non attaccando la montagna per la parete a strapiombo, la strada più breve, sfidante ma anche più pericolosa.

  25. Antonio Ricciardi 2 Maggio 2017, 11:15

    Hamsik è un fuoriclasse. Il calcio è un gioco di squadra: non esistono calciatori vincenti, solo squadre vincenti.

  26. Ricordo uno scontro con il capitano a via Toledo, all’altezza del banco di Napoli. Istintivamente chiedemmo tutti e due scusa, ma lui un attimo prima di me. Io mi resi conto di chi avevo di fronte e lo guardai stranito. Lui sorrise e mi salutò.
    Che bravo ragazzo deve essere, il capitano!

  27. Luigi Ricciardi 2 Maggio 2017, 11:06

    Marek e’ un giocatore del livello di Modric, di Scholes, e superiore a Verratti, a Khedira, a Marchisio.
    Semplicemente, ha scelto di passare tutta la carriera a Napoli tra Gargano, Inler e Pazienza piuttosto che accasarsi ovunque in Europa, soprattutto in gioventu’ (fermo restando che, volesse, potrebbe andare ovunque anche adesso alla soglia dei trent’ anni).
    Qualcuno dira’ che non e’ andato via perche’ di personalita’ debole, qualcun altro il contrario, perche’, paradossalmente, e’ piu’ difficile restare in una squadra buona ma non ottima che “confodersi” in una rosa di mostri e riuscire sempre a cavarsela in un gruppo stravincente.
    Non avremo la controprova di come sarebbe stata la sua carriera altrove, ma sappiamo come e’ stata quella a Napoli: e’ il piu’ forte centrocampista della storia del Napoli, e dobbiamo solo ringraziarlo per questo.
    Raniero gioca molto sul termine inadeguato, che pero’ rischia di nascondere un dato di fatto: ad alti livelli, Marek e’ l’ unico veramente adeguato che abbiamo, e non da adesso.
    Sempre forza Napoli.

    • E’ un esercizio lezioso e forse inutile (visto che mai avremmo prove o risposte certe) lo so, però mi chiedo da tempo: quanto è stato importante, sia a livello tecnico che a livello umano, per la crescita di Insigne? secondo me fondamentale. Anche per il fattore di “sana competizione” legata alla voglia di essere il leader (e il capitano) di questa squadra.

    • Fabio Milone 2 Maggio 2017, 12:00

      Aggiungerei che non e’ che il Napoli nel suo complessivo sia da “24 vasche” ed e’ tutto da dimostrare che con un capitano diverso lo possa essere.

    • Che hamsik non abbia fuoco dentro .. lo sanno tutti .. cm tutti sanno che hai nominato calciatori che con hamsik non c’entrano assolutamente nulla. Modric gioca in rosa con cr7, verratti fa la stella in una liga da serie b italiana… per nn parlare di scholes.. che ha giocato con giggs Beckham Roy kean… cioè praticamente … blasfemia. Hamsik nn ha avuto questa fortuna purtroppo per noi e per lui… che ha fatto una scelta. Hamsik è un grande calciatore.. ma nn è paragonabile ai calciatori citati. Avrà sempre la mia stima X essere restato.. anche se nn era il capitano che serviva a questo Napoli.
      Forza Napoli sempre

      • Luigi Ricciardi 18 Maggio 2017, 16:16

        Ciao Armando,
        ovvio che sono giocatori che non c’ entrano per quanto hanno vinto, perche’, appunto, hanno giocato in squadre troppo piu’ forti del Napoli.
        Hamsik poteva avere questa fortuna, ma purtroppo per lui (ma per fortuna per noi) non e’ mai voluto andare via.
        Per quanto riguarda avere il fuoco dentro, dipende da come lo si vede: a mio avviso, e’ piu’ difficile restare a Napoli che andare in una grande. Ma sono opinioni.

  28. Caro Raniero,

    stavolta standing ovation…

    Sará che anche io sto vivendo un’esperienza analoga con figli sorpresi dalla competitivitá della scuola tedesca, con la quale stanno imparando a convivere, sará che anche io penso che Mino Raiola avesse ragione su Marek…. Ma proprio perché il calcio é quella cosa incredibile che vive ANCHE di sentimenti, e non solo di bilanci e tabelle, non é proprio per questo che Marek é il giocatore piú amato dai tifosi del Napoli?

    Si puó essere campioni anche senza essere vincenti. Eppoi, quello che dico ai miei figli (maschi, e in quanto tali competitivi di loro…), ci sono cose piú importanti dei soldi e delle vittorie. Penso lo stiano capendo, altrimenti non tiferebbero Napoli…

    Lo sguardo ..zzimmoso da vincente lo sta cacciando Lorenzinho… speriamo bene.

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