Sarri: «Gabbiadini deve adattarsi a questa squadra, abbiamo cambiato tanto in questo avvio. Forse troppo»

La conferenza stampa del tecnico partenopeo alla vigilia di Napoli-Besiktas.

Sarri: «Gabbiadini deve adattarsi a questa squadra, abbiamo cambiato tanto in questo avvio. Forse troppo»

Maurizio Sarri in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Besiktas.

Ci aspettiamo qualche cambio in formazione?

Vedremo domani, valuteremo anche gli acciaccati dopo la partita con la Roma.

Direbbe nuovamente la frase sulla Juventus?

L’ho già ridetta, ho dato la stessa risposta per tutte le volte che mi hanno posto domande sulla Juventus.

Il problema di Gabbiadini: questione di adattabilità tattica?

Manolo si deve adattare a questa squadra, che io ho accompagnato in base alle caratteristiche di questa squadra. Non c’è allenatore che vuole andar conto le caratteristiche dei giocatori, ma non c’è tecnico che può sacrificarne sette o otto. Spostarsi cinque o sei metri in campo non abbatte il rendimento. Manolo sta attraversando un momento difficile, saprà venirne fuori.

La fiducia in questa squadra.

Stiamo lavorando per migliorare quello che stiamo sbagliando, la fiducia è totale nei confronti di questi calciatori. Siamo in un momento negativo dopo tanti mesi che abbiamo fatto bene. Non è un dramma, non eravamo fenomeni quindici giorni fa non siamo scarsi oggi. Nel calcio, non solo a Napoli, è difficile mantenere un certo equilibrio. Dobbiamo cercare di farlo, però.

Per il Napoli è più facile giocare in Europa?

Se è più facile è perché si trovano motivazioni straordinarie. In Italia, si corre il rischio di appagamento. In Europa non sono sprovveduti, sanno come giochiamo. A noi ci giocano addosso da undici mesi, e poi significa poco: se io vado a Barcellona e gioco addosso ai loro fenomeni, non vengo via con la vittoria. È una cosa più complessa, dobbiamo lavorare sulla tenuta mentale in tutte le partite.

È il momento più difficile di Sarri a Napoli?

No, all’inizio dello scorso anno avevo meno certezze. Quest’anno so di avere una squadra forte, che sa fare autocritica. Quindi, sono più fiducioso di superare il momento difficile.

La Champions ha tolte tante motivazioni al Napoli?

Succede a tutti, non solamente a noi. Poi, ci sono squadre che hanno un’esperienza diversa in questo torneo e quindi l’assorbono in maniera diversa.

Qualche modifica al 4-3-3.

Chi parla di moduli non sa di calcio. Abbiamo fatto partite in cui abbiamo modificato il modulo, 4-2-3-1 o 4-3-2-1. Forse quest’anno l’abbiamo fatto pure troppo. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio. Stiamo variando molto nella fase offensiva, può darsi abbiamo addirittura esagerato. Se perdiamo le distanze, però, non c’è modulo che tenga.

Un aggettivo per il Napoli di domani.

Entusiasta, anche se oggi è difficile. Con il giusto morale per evitare errori di deconcentrazione per affrontare una squadra forte, che ha la capacità di non perdere mai.

Rog e Diawara.

Se qualcuno che non vede mai un allenamento mi dà un consiglio, mi pare giusto non ascoltarli. Mi lascia indifferente la storia. Se Dybala dopo tre anni va a Torino e non riesce ad ambientarsi fino a novembre va tutto bene anche se viene dall’Italia. Qui, se Rog, che viene da un altro mondo, non è pronto in venti giorni diventa un caso. Per quale motivo dovrei ascoltare le storie su Rog e Diawara?

Il Besiktas.

Ha fatto due buone partite in Champions, mi è piaciuto il fatto che pure a Lisbona siano rimasti dentro la partita nonostante i momenti di difficoltà. Il pareggio sembra casuale, ma è merito proprio di questa capacità di rimanere in gioco. Una squadra difficile da affrontare.

 

ilnapolista © riproduzione riservata