Il Leicester è tornato sulla terra: è dodicesimo, anche se in Champions…

La favola di Ranieri sembra rientrata nei ranghi: forse servirebbe una modifica allo spartito, anche se l’esordio nell’Europa dei grandi sorride alle Foxes.

Il Leicester è tornato sulla terra: è dodicesimo, anche se in Champions…

C’era una volta la squadra che ha fatto appassionare tutta l’Europa ed emozionare milioni di telespettatori in tutto il mondo. Quel Leicester che ha sfiorato la retrocessione l’anno prima rischiando di cadere nell’anonimato più totale e poi, sotto la guida di Claudio Ranieri, riesce a ribaltare ogni pronostico, vincendo per la prima volta nella sua storia il torneo più competitivo e combattuto d’Europa. Eppure, in questa nuova stagione sembra non essere più la macchina perfetta che tutti conoscevamo.

Anche se stiamo a inizio ottobre, si può comunque trarre un primo bilancio sui “Foxes”; la sconfitta patita contro il Manchester United di José Mourinho nella Community Shield (sarebbe la nostra Supercoppa Italiana) poteva essere considerato soltanto un passo falso, ma la stagione non è proseguita nel migliore dei modi. In campionato, infatti, la squadra ha raccolto fino ad ora soltanto otto punti nelle prime sette gare e si trova attualmente al dodicesimo posto, a più quattro sulla zona retrocessione. Anche nella Football League Cup il Leicester è stato subito eliminato al terzo turno per mano del Chelsea di Antonio Conte.

I motivi di questa partenza così negativa possono essere molteplici; innanzitutto, il doppio impegno che non va sottovalutato e che alla lunga può pesare sulla testa e sulla condizione fisica dei giocatori, non abituati a certi ritmi. Paradossalmente, proprio in Champions League il club inglese (che partecipa per la prima volta in assoluto in questa competizione, non va dimenticato) ha iniziato in maniera molto positiva, vincendo le prime due partite contro squadre più esperte come il Porto e il Club Brugge. L’assetto difensivo sta diventando uno dei punti deboli principali della squadra. In undici gare ufficiali sono stati subiti diciassette gol; troppi addirittura per un club che punta a salvarsi. Non è neanche da trascurare la cessione di Kanté che è stato praticamente “l’uomo ovunque” di Ranieri nel suo centrocampo tutto corsa e sacrificio. Amartey, nonostante le grandi potenzialità mostrate fino a questo momento, deve ancora dimostrare pienamente di poter essere all’altezza del suo predecessore mentre King non è mai riuscito a imporsi come titolare.

Inoltre, dal mercato estivo sono arrivati diversi giocatori di sicuro valore come il portiere Zieler, il terzino destro Luis Hernández, gli esterni d’attacco Kaputska e Musa, il mediano Mendy e la punta centrale Slimani. Soltanto quest’ultimo, però, ha giocato con una certa regolarità, complice il difficile ambientamento in un calcio “fisico” come quello inglese. Infine, anche il gioco che propone Ranieri potrebbe subire delle varianti tattiche; la squadra non può aggrapparsi per sempre alle giocate di Mahrez o agli scatti di Vardy per riuscire a risolvere delle partite complicate. Una modifica, anche leggera, su un sistema di gioco più incentrato sulla gestione del pallone piuttosto che attendere l’avversario e colpire in contropiede potrebbe dare una svolta emotiva alla squadra, così da poter rivivere la favola dell’anno scorso.

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