Alle 15.30 bussano alla porta: è Gabbiadini

Crotone-Napoli, la partita non guardata: una visita inaspettata a casa, è Gabbiadini. Gli dico un po’ di cose

Alle 15.30 bussano alla porta: è Gabbiadini

Sono passate da poco le 15,30 quando, nel luogo dove sono rinchiuso per non guardare la partita, mi raggiunge Manolo Gabbiadini. Lo guardo stupito, evidentemente i miei occhi esprimono benissimo il mio pensiero: “Ue, ma tu che cazz’ ce fai ca’?”. Manolo si sforza di sorridere ma non ce la fa, mi chiede se può sedersi, gli faccio cenno con la mano di accomodarsi. Si siede sul divano tenendosi la testa tra le mani: “Mi hanno espulso”, dice. “Ho fatto un fallo di reazione, sono stato ingenuo”, aggiunge.  Azzardo: “Ma perché vieni a raccontarlo a me?”; mentre penso che se siamo rimasti in dieci così presto ci aspetta un’altra giornata complicata. Gabbiadini mi chiede se posso fargli un caffè, forse ha capito che non sono incazzato con lui ma solo preoccupato per il Napoli. Forse ha capito che sono uno che ragiona, allora saprà pure che il caffè se lo deve guadagnare. “Per il caffè non ci sono problemi, tra poco lo preparo”, dico, “Ma ti ho fatto una domanda, sei venuto a disturbare la mia concentrazione, ti sei intromesso nel mio lavoro, anticipandomi una cosa della partita che a questo punto non dovrei sapere. E che non doveva succedere. Per favore, ripeto: perché vieni a raccontarlo a me?”.

Dice che mi conosce come uno che sa ascoltare, dice che gli hanno detto che sono un poeta, devo essere per forza sensibile. Dice che allo stadio non poteva rimanere, dice che si è sentito un coglione, dice che ha fatto una cazzata, dice che stava giocando bene, dice che aveva sfiorato il gol su assist di Mertens, dice di non preoccuparmi, perché appena dopo la sua espulsione il Napoli ha raddoppiato. Questo mi sta rovinando l’articolo, mi sta dicendo tutto. Gli dico di calmarsi, gli preparo il caffè, glielo servo amaro. Dico che le cose vanno come devono andare, dico che forse oggi doveva fare una cazzata, dico che questa non sarà l’ultima, dico che secondo me lui è un’attaccante forte, dico che deve essere concentrato come mercoledì, dico che ogni tanto se la deve fare una risata, dico che deve ascoltare Sarri, deve avere fiducia in Sarri, dico che non ha altra scelta. Dico che questo, al netto della squalifica, è il suo momento. Dico o adesso o mai più. Dico di non dare peso a ciò che scriveranno i giornali, di lasciar perdere i tweet delle prossime ore. Dico di non presentarsi qua mercoledì sera che devo fare la mia rubrica in santa pace. Dico di ricordarsi la faccia convinta di mercoledì scorso, la faccia del calcio di rigore. La faccia della sforbiciata. Dico di tornare dai ragazzi, dico che quello è il suo posto. Dice: “Cosa scriverai nel pezzo?”. Rispondo: “Cazzi miei”. E lo accompagno alla porta. Statte buono Gabbiadì. La partita sarà finita, forse abbiamo vinto, forse.

“Stiamo dimenticando tutto quello che sapevamo”. Lo dice uno dei personaggi di Zero k, lo straordinario ultimo romanzo di Don DeLillo (Einaudi, 2016 – trad. di Federica Aceto), ci ho pensato durante le ultime partite del Napoli. Ci ho pensato quando abbiamo sbagliato le cose semplici, ci ho pensato quando gli schemi non hanno funzionato, ci ho pensato quando qualcuno degli uomini migliori dello scorso campionato, Jorginho o Koulibay per esempio, ha commesso degli incredibili errori. Eppure, non può essere così. Le cose straordinarie hanno una memoria straordinaria. Ecco perché quel meccanismo perfetto che ci ha fatto giocare benissimo molto a lungo, e sbagliare solo qualche partita, non  può evaporare, non può essere dimenticato. No, i calciatori del Napoli non stanno dimenticando tutto quello che sapevano: la conoscenza perfetta del gioco e dello schema. Stanno perdendo, invece, la capacità di divertirsi e un pizzico di spavalderia. Mi viene in soccorso di nuovo DeLillo: “Quanto siamo fragili. Non è vero? Tutti noi, ovunque, su questa Terra.” Una concetto semplice ma espresso benissimo. Non è vero? Ripeto con DeLillo e applico quel concetto al campo di calcio, ai nostri calciatori. Perché non dovrebbero essere fragili per qualche momento? Perché non dovrebbero anche loro – come accade a noi, molto spesso – perdere sicurezza? Può succedere, non è successo a tutti? E chi ha perso sicurezza la ritroverà, e chi si è dimostrato fragile, come Insigne o come Gabbiadini, tornerà forte. E chi li ha protetti come il Mister continuerà a farlo. Il Napoli già contro il Besiktas (in quella partita assurda) ha ritrovato il divertimento, oggi ha ritrovato la vittoria. Ci siamo con tutte le difficoltà e con un po’ di cattiva sorte che ci sta accompagnando. Noi ci siamo. E c’è Diawara che mi pare un calciatore molto forte, uno in più. Non mi stupisco che Sarri dica ai giornalisti che non vuol fargli troppi complimenti, ma credo che ne sia entusiasta. Oltre ad aver perso pochissimi palloni, Diawara è quello che ha fatto più chilometri di tutti, oggi. Poco meno di dodici. Molto bene, molto bene. Mi preparo la cena, speriamo che non si presenti più nessuno.

Il post – it del Drone Giggino

Calle c’è sempre, nei secoli dei secoli, amen. Gabbiadini impari ad esserci, soprattutto a rimanere in campo. Abbiamo vinto ci voleva. Calle e Diawara migliori in campo. Mister, facimmecc’ ‘na Merit long’, fumamme lentamente.

Notizie dall’Inghilterra

Benitez non si ferma più e io ne sono felice, seguo il Newcastle come se fosse il Giugliano, forza Rafa. Il Chelsea di Conte che rifila 4 pappine allo United è di certo una notizia. Mi fa un po’ sorridere Mourinho quando dice che l’esultanza di Conte sia stata esagerata. Forse ha ragione, ma lui non è mai stato un esempio di sobrietà. Buon pareggio fuori casa per il Watford di Mazzarri. Oggi è partito titolare anche Zuniga, la notizia è di quelle che fanno crollare le Borse, una cosa di cui nessuno aveva memoria. Chissà come è andata per i bookmakers.

Note a margine:

  • Domani mattina portate un vassoio di frolle da parte mia a Diawara.
  • Se potete, non esagerate con Gabbiadini.
  • Ho conosciuto in questi giorni Angelo Petrella, un poeta straordinario e un Napolista, insieme abbiamo metaforicamente dato fuoco alle nostre copie di “dica 36”.
  • I miei complimenti a Locatelli, ha fatto un gol memorabile.
  • Criticare Sarri nei modi di questi giorni mi pare stupido e prematuro. A me pare ancora uno che sappia bene cosa fare, uno che stia rispondendo bene a tutto quello che sta capitando.
  • #IoStoConSarri dalla prima più di prima.
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  1. Buongiorno a tutti, il Crotone era poca cosa ma il Napoli è in un momento di estrema difficoltà psicologica, per una volta teniamoci stretti i punti. Gabbiadini se mancherà a torino non sarà un dramma visto le prestazioni ultime. Con l empoli farei riposare uno tra mertens e callejon inserendo giaccherini dall inizio e proverei ancora diawara che mi pare abbia gamba. Leggo molte critiche su Hysaj ma devo dire che l alternativa è un ex calciatore da 5 anni. Strinic per me ha disputato un match ordinato e tranquillo. L importante in questo momento è la classifca e aver preso i 3 punti. Testa all empoli e non alla juve assolutamente e comunque la juve di quest anno sta perdendo con le squadre un po’ piu di nome, vedi inter e milan. Ho visto anzi ho rivisto il pressing alto almeno finche eravamo in 11 e comunque spero nel fondamentale rientro di Albiol per ridare compattezza e ordine alla linea. Siamo fiduciosi e tiriamo fino a gennaio, mese nel quale va preso un centravanti ammesso che qualcuno si muova. Mercoledì urgono i tre punti e soprattutto non prendere gol”..

  2. Io sto esattamente dalla parte di Sarri quando dice che per Gabbiadini tutto questo clamore e tutte queste critiche (a lui e societa’ per non averlo ceduto) sono ingiustificate e che non saranno 5 metri piu’ avanti o piu’ dietro che possano fare differenza.
    Giocatori di quel livello possono svolgere benissimo compiti che magari non sono nelle loro primissime corde, serve solo lavoro e applicazione in allenamento.
    E’ cosi’ ovvio che per Manolo si tratti solo di un problema psicologico che sono letteralmente basito, per non dire schifato, dalle critiche a pioggia e dalle sentenze che si leggono da parte dei media (e li ci puo’ stare, siamo abituati) e sopratutto della tifoseria ormai diventata accozzaglia di opinionisti della domenica.
    Auspico pertanto che almeno noi tifosi la smettessimo di fare a gara a chi la dice piu’ autorevole, a chi condanna a piu’ anni di reclusione, a chi non e’ capace di mettere nel cassetto il proprio ego e di non ergersi a professore (del piffero) ad ogni occasione – sembra che alcuni non aspettino altro.

    • Sono d’accordo con te, c’è pero da dire che Napoli é una piazza importante.

      Se non sai reggere le pressioni allora Napoli non fa per te.

      Ci sono tanti fortissi giocatori che hanno trovato la loro dimensione in piazze più tranquille.
      Basta pensare a Di Natale,Acerbi,Conti,Gilardino etc.

      Io credo sempre in Manolo ma deve decidere cosa vuole fare da grande.
      La società crede in lui (altrimenti non avrebbe rifiutato 30 milioni);la piazza con un paio di goal tornerà ad acclamarlo.

      • Ma il punto non e’ che io reputi Napoli una piazza non importante.
        Per me Gabbiadini e’ un giocatore del Napoli e quindi gli si deve dare appoggio incondizionato e non fargli sentire ulteriore pressione.
        Stessa cosa per Insigne, Jorginho… grandi giocatori che attraversano dei momenti no, dovuti principalmente alla psiche, visto che e’ impossibile siano diventati tutti delle puzze o, peggio ancora, che ormai “tanto gli avversari hanno imparato come fermarci”.

        • Concordo al 1000% ma sappiamo bene come i giornalisti fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote.
          Ieri a Premium su 3 domande a Sarri 2 erano su gabbiadini ( e Sarri per poco non li ha mandati affanculo) e l’ultima poiché il bagnolese ha invitato a non far altre domande su Sarri lo sai su chi è stata ?
          Su Rog!
          Taaac.

          Almeno io ci ho fatto il callo, ho capito che non bisogna dar credito a tanti giornalisti.
          manolo è un ragazzo per bene e dovrebbe infischiarsene a maggior ragione ma come ha ddetto lo stesso Sarri purtroppo tutte queste parole su di lui da parte dei giornalisti non gli fanno bene

          • Io dei giornalisti me ne stra-frego, come credo tutti gli addetti ai lavori, che probabilmente li ritengono un male indispensabile.
            Il mio discorso e’ sulla tifoseria, su noi che ci proclamiamo tifosi.
            Sono sicuro che i vari Gabbiadini, Insigne, Jorginho, ecc. leggono molto anche i nostri commenti sui forum e blog – parlo di QUESTA pressione che si potrebbe/dovrebbe evitare.

          • Gianni Montieri 24 ottobre 2016, 11:58

            fate una discussione sensate e interessante, come dicevo nell’articolo “tutti siamo fragili”, ora è meglio stare vicini alla squadra, gabbiadini compreso, questa settimana è importantissima. grazie

          • Grazie a te.

          • sono d’accordo.

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