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Da un’estate di fallimenti al possibile sorpasso: Napoli, non ascoltare le sirene

A Kiev il Napoli ha vinto con la testa e stasera contro il Bologna è una di quelle partite che gli azzurri hanno storicamente sofferto.

Da un’estate di fallimenti al possibile sorpasso: Napoli, non ascoltare le sirene
Sarri in un’illustrazione di Fubi

La serata di Napoli-Bologna, quarta giornata di campionato. Sembra che faccia notizia lo stadio San Paolo semivuoto, che poi bisogna intendersi sul semivuoto: 25mila? 30mila? In ogni caso, non è una notizia. Per molte ragioni. La principale, e la più attendibile, è la serie storica del numero degli spettatori delle partite interne del Napoli, serie che va incrociata con quella storica delle gare di serie A. È la retorica basata sul luogo comune che insiste su concetti demodé quali “il pubblico più caldo del mondo” eccetera. È un pubblico come quello di tante altre città, e la polemica di Bonucci lo conferma: sul Napolista da anno scriviamo di juventinizzazione dei tifosi del Napoli. E chissà che non possa essere interpretato come un segnale positivo. Il rapporto con lo stadio non è più fisico come una volta. C’è tanto calcio in tv, troppo. In Inghilterra non è così, sono trasmesse in diretta solo alcune partite. Lo stadio è sacro, eppure anche lì stiamo assistendo a proteste sempre più numerose contro il caro-biglietti (ma gli impianti sono strapieni persino in Championship).

Trentamila spettatori per Napoli-Bologna quarta di campionato, a ridosso di Napoli-Benfica e Napoli-Chievo, sarebbe un ottimo risultato. Semmai è più notizia la vigilia di questa sfida contro Donadoni il primo allenatore che lo scorso anno sconfisse il 4-3-3 di Sarri. Dopo un’estate che eufemisticamente possiamo definire turbolenta, il Napoli ha cominciato con tre vittorie in quattro partite e un pareggio con un rigore prima assegnato e poi revocato. Sette punti in classifica in serie A e primo nel girone di Champions con una vittoria fuori casa e per giunta in rimonta. Paradossalmete, gli unici a non rendersi conto della forza di questa squadra e di questo club sono alcuni tifosi azzurri.  

Il mood è rapidamente cambiato. Al punto che la partita di questa sera viene presentata come quella del possibile sorpasso. E aritmeticamente è ineccepibile. Sembra fantascienza se ricordiamo cosa si è scritto e cosa abbiamo sentito a luglio e ad agosto. Il Napoli che solo sette giorni fa, alla vigilia della trasferta di Palermo, sembrava in preda a conflitti interni complice anche alcune dichiarazioni di Maurizio Sarri, oggi viene dipinto come una squadra che ha abbondanza di scelte e può far riposare alcuni uomini senza ridurre di troppo la qualità della formazione.

Ovviamente ci vuole misura. E non bisogna sottovalutare il Bologna, squadra che soprattutto davanti ha un paio di peperini giovani che possono fare male. Sarri ha certamente la possibilità di far riposare qualche calciatore, ma sono queste le partite più delicate, queste le partite che storicamente il Napoli ha sofferto. Quelle apparentemente più semplici, ma che rischi di non portare a casa se non entri con la testa e le motivazioni giuste. Kiev ha rappresentato uno spartiacque importante: vincere in trasferta in Champions League senza mostrare il gioco cui il Napoli ci ha colpevolmente abituati. Adesso la squadra di Sarri ha davanti a sé un altro ostacolo: superare il Bologna e dimostrare di avere una tenuta mentale da grande formazione. È nella testa che si vincono le partite, e non solo. A Kiev abbiamo vinto così, ribaltando un pericoloso 0-1 con due colpi di testa. È lì che il Napoli sta dimostrando di aver compiuto il salto di qualità.

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