Napoli-Genoa 3-1, pagelle / Higuain tiene in vita il sogno della bestemmia. Sarri come il Molosso. La Juve deve morire pazza

Napoli-Genoa 3-1, pagelle / Higuain tiene in vita il sogno della bestemmia. Sarri come il Molosso. La Juve deve morire pazza

REINA – Il rosso è il colore della Domenica delle Palme ma lui onora il vizio atavico di stare sempre un po’ avanti rispetto ai tiri avversari, seppur imparabili. Il resto è gestione ordinaria – 6

Diciamo che il suo vizio, ultimamente, è il cazzeggio. Il gol di Rincon è frutto di una sua papera. E sì che il tiro era potentissimo, ma Pepe davanti non aveva niente e nessuno e almeno tutte e due le braccia le poteva alzare. Non era concentrato, tutto qua. Pensava al tweet che doveva inviare dopo la partita, solo che il cinguettio gli è rimasto in canna – 5

HYSAJ – All’inizio quando converge al centro, in fase offensiva, le gambe diventano di legno e si conficcano nel terreno. Poi la metamorfosi da burattino all’esterno di valore che è. Benedice la palma, pardon, la palla che va sui piedi del Pipita per il pareggio liberatorio – 7

Intelligente anche nel toccare la palla per ultimo e guadagnare rimessa. La cosa bella, di Hysaj, è che non si perde mai d’animo – 6,5  

ALBIOL – Combatte con Pandev e la spunta. La difesa trema più di una volta ma non per colpa sua – 6

Pulitissimo nelle chiusure. Bello il tacco per Jorginho, al 33’ del primo tempo, dopo che ha fermato Pavoletti – 6,5  

KOULIBALY – Perde il contrasto-rimpallo con Rincon, per lo zero a uno del Grande Spavento. Si fa ammonire su Dzemaili lanciato, con conseguente punizione da trattenere il fiato. Poi un paio di chiusure notevoli, finalmente, epperò liscia una palla truculenta che finisce a Cerci. Con lui, alle sei della tarde, si va sulle montagne russe – 5,5

Montagne russe bellissime, ammettiamolo. Il brivido di vedere Cerci da solo davanti a Reina e il grande Kouli arrivare da dietro, rientrare, continuare a correre veloce e toccargli la palla piano tanto da costringerlo a mandarlo fuori. Finiremo tutti al Cardarelli, prima o poi – 6

GHOULAM – È un ascensore da grattacielo, che sale, si ferma, riparte, torna indietro, si ferma, torna a salire. Così per novanta minuti. Dove trova i polmoni e le gambe lo sa solo lui – 7

La palla che ha servito ad Hamsik dopo l’angolo guadagnato da Allan è stata bellissima, peccato che Marek non ci abbia creduto fino in fondo. Meno brillante del solito ma sempre propositivo – 6,5  

ALLAN – È lui l’Hamsik di oggi. Intercetta, inventa, tira. Una grande giocata al 39’ del primo tempo, con tanto di tunnel e un magnifico recupero su Pavoletti. Cala un po’ nel finale, in quanto a lucidità – 7

Mi piace la precisione che mette nei passaggi. Su Pavoletti lanciato in area, al 9’ del secondo tempo, è straordinario. Alla fine è vero, perde un po’ di lucidità, ma è stanco, e nonostante questo tira fuori una forza incantevole dalle gambe. La potenza che incanta – 7  

JORGINHO – Con Koulibaly è un po’ la nota stonata di giornata. La pressione genoana lo crocifigge da subito e lui porge l’altra guancia regalando quella palla a Rincon. Si becca un giallo per trattenuta (ancora e sempre Dzemaili) e combina disastri sugli angoli. Nel secondo tempo si riprende ma non troppo, fino al passaggio che innesca l’azione del terzo gol – 5,5

È alleato di Koulibaly  nell’errore che porta al gol di Rincon. Non ho capito perché, poi, scippa letteralmente da dosso la maglia a Dzemaili, come se volesse prendere per forza il giallo. E infatti ci riesce benissimo. Sufficiente rispetto alla grandezza mostrata contro il Palermo – 6

HAMSIK – Nel primo tempo è l’uomo in meno e sprofonda negli abissi con quel colpo di testa inspiegabilmente passato a Perin. Nel secondo si sveglia insieme alla squadra e quando inventa non ce n’è per nessuno, come l’assist per il quasi raddoppio di Higuain e un dialogo con Mertens di notevole qualità estetica – 6,5

Rispetto all’opacità assoluta del primo tempo, nel secondo acquista un contorno più definito. Ma resta vacuo. Ed è un peccato vista la grinta che i suoi compagni hanno trovato dentro in corso d’opera – 5,5

CALLEJON – Al 4’ del primo tempo potrebbe spaccare la porta genoana ma fa flop. Idem, quando Insigne gli serve una palla sovrannaturale e lui anziché ubriacare De Maio s’incarta da solo, come foglia al vento modello latitante. E un po’ lo è stasera, latitante il nostro Callejon, Ilaria cara – 5,5

Più che latitante, Fabrizio, direi imprendibile. Nel senso che a un certo punto sembrava potesse anche uscire dallo stadio a prendere un caffè e rientrare dagli spogliatoi. Era ovunque. Non con la forza di sempre, però – 6  

MERTENS dal 14’ del secondo tempo – Più reattivo di Callejon potrebbe incidere di più se non fosse prigioniero del suo egoismo – 6

Dà subito velocità alla squadra ma tenta anche subito il protagonismo da una posizione decisamente troppo arretrata. Però dai, Fabrizio, dopo ha fatto carne di porco – 7

HIGUAIN – Dalla liturgia della Domenica delle Palme: nel suo nome “ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Il repertorio di oggi, compresi agganci al volo e tacchi, perdona ogni paragone blasfemo, con Dio e con Diego. Del resto, è l’uomo che tiene in vita il sogno della bestemmia – 8,5

Ragiona, ci mette grinta, controlla la palla, crea aperture intelligenti. Lavora anche a centrocampo a recuperare palloni che poi serve qua e là, ad Hysaj e Callejon sin dai primi minuti, tanto per iniziare. Al 20’ fa una magia stupenda, un gioco di piedi che sembra una danza tribale, con una concentrazione pazzesca, come se facesse un rito voodoo. Un gioiello. Eccolo, l’Higuain che mi piace tanto. Il primo gol è bellissimo, ma è il secondo la vera apoteosi. La forza della stanchezza, la rabbia, la potenza di chi vuole tenere il fiato sul collo alla ladrona fino all’ultimo secondo. Lui: la bellezza. E poi l’abbraccio della squadra al suo gol di potenza. Immenso. 29, il padre delle creature. La meraviglia che vi coglierà, morti – 10

EL KADDOURI dal 43’ del secondo tempo – Entra e segna alla Lasagna. Cosa desiderare di più? – 6,5

Sognavo un gol di Omar da tanto, tanto tempo. Ho urlato tanto, fuori al balcone. Era un sogno – 6,5

INSIGNE – Nel deserto del primo tempo, lui e il Pipita sono due profeti che nessuno ascolta. Gli riesce tutto o quasi. Dribbla, apre, rifinisce – 7,5

Un’ottima partita. Ha servito palloni a destra e sinistra, per nulla egoista, stasera. Importantissimo per la squadra – 7,5

GABBIADINI dal 29’ del secondo tempo. Stava per segnare con una mossa di Kung Fu. Indi appoggia il pallone a El Kaddouri per il terzo gol – 6,5

Presentissimo, nonostante lo scarso minutaggio. Quella mossa di karate mi è piaciuta moltissimo – 6,5  

ARBITRO GERVASONI – Oggi è una giornata funesta per gli arbitri. A Torino, Rizzoli falsa il derby e la lotta scudetto. Lui si dimostra uno stoccafisso rigido, nonostante l’arrivo della primavera, con quell’ammonizione idiota a Insigne, giustamente incazzato per la fine del primo tempo fischiata quando stava per tirare – 4

Eppure aveva iniziato bene, allegro e giocherellone, a tu per tu con i calciatori tutti. Anche Rizzoli ha parlato a tu per tu con Bonucci: c’è una foto che gira sul web in cui gli sta a un millimetro dal viso, si vede pure la saliva che gli esce dalla bocca, la bava, mentre si rivolge rabbioso all’arbitro che oggi ha sbagliato tutto. E Rizzoli? Nulla, come se niente fosse. Ma sai che ho incontrato un amico juventino, all’indomani della partita contro il Bayern, che ha detto che gli arbitri europei sono un disastro? AHAHHAHAHAHAHAHAH – 4

SARRI – Che fine hanno fatto i droni per studiare i movimenti difensivi? Una partita con viaggio andata e ritorno agli Inferi. Nell’intervallo, per usare il gergo sarrita, deve essere andato di fino: “Teste di cazzo così non mi fate arrapare”. Detto fatto – 7

La prima metà del primo tempo è stata perfetta, con un sacco di occasioni create, un bellissimo dinamismo, forza di volontà, poi nervosismo e confusione fino alla fine del primo tempo. È vero, nell’intervallo il Mister deve avergli parlato come il Molosso. E, quando sono rientrati in campo, ho rivisto la voglia di segnare, di vincere la partita a tutti i costi, ne avessimo anche dovuti prendere otto, noi volevamo segnarne dieci. E lì si sono aperte le dighe, le frontiere, gli spazi aperti e gli equilibri razionali. Ed è riemerso il Napoli, quello bello, quello della voglia, del divertimento, del viterremodietrofinoallafinemaledettissimimariuoli. Dell’apriamo ogni difesa, sì, ma sfondiamo quella rete. Del questo è il nostro campionato bellissimo e nessun Bonucci, Marchisio, Chiellini, Marotta, Allegri, nessuno, nessuno al mondo dovrà rovinarcelo. Per togliercelo, dovranno inventarsi gol in fuorigioco e la cancellazione chirurgica dei cartellini, gialli e rossi. Questo campionato è nostro, straordinariamente e misteriosamente nostro. Scegliamo la piazza, quella per festeggiare il 15 maggio: se saremo primi, non lo dimenticheremo più, ma se saremo secondi, sormonteremo anche la loro festa. Io non lo so come finirà, Fabrizio, ma una cosa è certa: devono morire pazzi. Anna schiattà – 10

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