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La maglia sudata è di Mertens, per il gol e per l’abbraccio. Quella asciutta a Ghoulam

La maglia sudata è di Mertens, per il gol e per l’abbraccio. Quella asciutta a Ghoulam

Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, le polemiche, gli Allenatori con la A maiuscola e gli allenatori con la a minuscola e la squalifica di Sarri (ma solo in Coppa), il Napoli torna in campo a Marassi contro la Sampdoria. Per mantenere la testa della classifica l’imperativo è vincere, visto che la Juventus sembra irrefrenabile e, infatti, in serata batterà la Roma inanellando l’undicesime vittoria di fila. Sarri schiera i titolarissimi e la squadra non sembra troppo distratta dai fatti della settimana. Per tutto il primo tempo gli azzurri dominano in lungo e in largo. Higuain sigla il vantaggio, dopo aver sprecato pochi minuti prima un’occasione d’oro. Insigne raddoppia su calcio di rigore. La Samp non è mai davvero pericolosa fino al recupero, quando Hamsik perde palla abbastanza ingenuamente, Koulibaly perde un contrasto affrettato e i blucerchiati accorciano le distanze in contropiede.

Nel secondo tempo il Napoli torna a macinare gioco, la Samp rimane in 10 per l’espulsione di Cassani e Hamsik ne approfitta immediatamente per il momentaneo 3-1. Con due gol di vantaggio e l’uomo in più la partita dovrebbe essere chiusa, invece ancora un errore di Hamsik regala un corner alla Samp che ne approfitta, complice un Reina non impeccabile, per ridurre ancora una volta le distanze. Ci pensa Mertens a 10 minuti dalla fine a riportare a due i gol di vantaggio per il 4-2 finale.

Quattro gol in trasferta sono senz’altro un segno di ottima salute, così come il gioco espresso e la forma fisica. A voler guardare il pelo nell’uovo, però, il divario evidente tra le squadre, considerando il doppio vantaggio trovato abbastanza semplicemente e l’uomo in più dal 59° minuto, il Napoli ha lasciato la partita aperta per troppo tempo. Due enormi disattenzioni di Hamsik (che in parte si fa perdonare siglando un gol strepitoso dopo una splendida serpentina in area) e la mezza papera di Reina sono i campanelli d’allarme che suonano da Marassi. Il Napoli sembra un meccanismo perfetto che ogni tanto fa un giro a vuoto e in quel giro a vuoto, quasi sempre, prende gol. Non sarà sempre possibile segnarne quattro, Sarri lo sa. Bisognerà quindi ridurre le amnesie.

Veniamo al premio maglia sudata per Sampdoria – Napoli.

Al terzo posto: Raoul Albiol

Negli ultimi tempi Koulibaly sta catalizzando le attenzioni dei media e del pubblico per le strepitose e plateali prestazioni che sta offrendo, ma se la difesa appare solida come non è mai stata negli ultimi anni il merito è anche dello spagnolo. Contro la Samp dal suo lato non passa nemmeno una palla pericolosa. Ciliegina sulla torta l’elegante palleggio in area avversaria dal quale scaturisce il fallo da rigore poi siglato da Insigne.

Al secondo posto: Gonzalo Higuain

Non è la sua migliore giornata. Divora un gol clamoroso in apertura, a due passi da Viviano su lungo rilancio di Reina, si fa perdonare poco dopo portando gli azzurri in vantaggio ma per il resto della partita non appare il famelico fenomeno che abbiamo ammirato dall’inizio della stagione. Nonostante questo continua a viaggiare alla strepitosa media di un gol a partita. Ci sono quattro squadre in serie A che hanno segnato complessivamente meno di quanto abbia fatto Higuain da solo. Il podio se lo guadagna grazie all’impegno che non è venuto meno per tutto l’incontro. Segnare anche nelle giornate più opache è il segno del momento esaltante che sta vivendo.

Mr. Maglia Sudata per Sampdoria – Napoli: Dries Mertens

Rispetto alla prestazione leziosa e improduttiva offerta contro l’Inter, il belga sembra un altro giocatore. Entra subito in partita e segna un gran gol per il 4-2 definitivo. Il premio non se lo guadagna con questa giocata, ma con l’esultanza che ne segue. Le telecamere inquadrano il belga mentre esulta e si vede, all’improvviso, balenare sul suo volto il pensiero per il compagno Chalobah, colpito da poco da un grave lutto familiare. Corre ad abbracciarlo, immediatamente seguito da tutta la squadra, panchina compresa. L’inglese si commuove e ci siamo commossi anche noi. Un’esultanza così, che vale 100 dribbling, meritava di essere premiata. In fondo un cuore grande consente di correre e sudare di più, no?

La maglia asciutta viene assegnata a Faouzi Ghoulam.

Basterebbero i calci di punizione finiti in orbita a determinare la decisione di assegnare all’algerino la palma del giocatore che si è impegnato di meno. Peggiore in campo del Napoli (complessivamente il titolo spetta a Barreto). Sarri saggiamente decide di sostituirlo con Strinic nel secondo tempo e la differenza si vede subito.

Per qualche minuto sono stato tentato di dare la maglia asciutta ad Hamsik, che con due palle perse fa scaturire le azioni dei due gol della Sampdoria, ma il capitano, almeno, ha all’attivo un gol e una prestazione altalenante ma tutto sommato dignitosa. 

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