Quel Napoli-Genoa in cui giocò “Anthony Queen”

Quel Napoli-Genoa in cui giocò “Anthony Queen”

Una utile vittoria, punti buoni quelli conquistati contro il Genoa. Troppi rischi quando si sprecano troppe occasioni ma sappiamo da tempo che tutto è bene quel che finisce bene. E poi, tra un’azione e l’altra ha preso spazio un film della memoria, con le immagini d’una partita lontana tra rossoblù e azzurri. Già, azzurri in maglia azzurra color cielo, non incupita da un “inchiostro” scuro.  

Una domenica di febbraio del lontano 1955 (foto Cassero). Napoli e Genoa di fronte sul prato del Vomero. Tra i pali Ottavio Bugatti, davanti a lui i terzini Comaschi e Viney, con Ciccarelli e Granata mediani. E al centro della linea difensiva un giocatore ingaggiato in corso d’opera per il ruolo di centromediano: Armando Tre Re. Trentenne difensore della Roma, era già al culmine di una buona carriera. A Napoli Gramaglia, esperto centrocampista, non amava giocare ancora col numero 5 sulla maglia. Così, il Napoli ingaggiò un collaudato stopper di ruolo, non giovanissimo ma utile per una fase transitoria.
Sotto le volte della Galleria, ritrovo dei tifosi, e sulle gradinate in collina fu subito accolto con simpatia e presto gli fu imposto un soprannome tratto dal suo volto, che somigliava a quello di un attore del cinema, molto noto in quei tempi. Armando Tre Re fu ribattezzato dai tifosi Anthony Queen. 

Giocò in una squadra tormentata da diversi inconvenienti. Gramaglia avrebbe voluto ritirarsi a vita privata, Hans Jeppson, il grande centrattacco svedese, viveva un periodo difficile anche per gli “inciuci” di fronte alla sua amicizia con la campionessa di tennis Silvana Lazzarino. Poi, quasi a convalidare le credenze sul malocchio, subì una serie di infortuni.

Intanto, Tre Re-Antony Quinn giocava il suo campionato, offrendo un buon contributo per un onesto sesto posto in classifica. Era in campo quando gli azzurri a San Siro sconfissero l’Inter per 4 a 1. Giocò ancora nel campionato successivo, molto negativo per il Napoli finito in fondo alla classifica, a pochi punti dalla retrocessione. Lui, Tre Re, non venne mai meno al suo impegno in campo e nel contesto di un difficile torneo per la squadra non fece mai mancare il suo gioco di controllo scrupoloso degli avversari col numero 9 sulle spalle. Indimenticabile il suo modo di marcare: seguiva come un’ombra il centrattacco ostile, pedinandolo centimetro dopo centimetro anche nelle fasi di non possesso palla. Un controllo senza pause, in attesa di anticipare o inseguire il “nemico”. Poi  Armando Tre Re uscì di scena, insieme ad Anthony Quinn.
Mimmo Liguoro

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