Una sconfitta che non fa onore, ma non mi sono arrabbiato più di tanto. E condivido il turn over

Una sconfitta che non fa onore, ma non mi sono arrabbiato più di tanto. E condivido il turn over

Il mio Young Boys – Napoli

– Come contro il Bratislava, anche ieri, non avevo grandi aspettative.

– Ho quasi timore a dirlo, vista l’aria che tira, ma non mi sono incavolato più di tanto. Così come con gli slovacchi, non saltai dalla sedia per la gioia.

– Diciamo che mi faccio il fegato a paté quando c’è una posta in palio e la squadra, non l’accozzaglia, mi propina una prestazione come quella di ieri. Chievo e soprattutto Palermo restano per me le giornate più buie di questa stagione. Il preliminare di Champions invece non voglio nemmeno più nominarlo.

– Nei gironi di Europa League, da quando esiste, si fanno test ed esperimenti. Si cambiano molti uomini per capire a che punto della condizione siano e semmai saranno pronti un bel giorno.

Si cercano alternative, varianti e giocatori che possano essere sfruttati in altre posizioni.

– Se fosse stata una partita da dentro o fuori avremmo visto di certo altri interpreti. E condivido di provare e testare, perché non credo che la qualificazione sia a rischio. Specie con due partite in casa.

– Certo, i segnali sono stati quasi tutti negativi. In particolare l’atteggiamento di coloro che avrebbero dovuto dimostrare di meritare altri palcoscenici e la condizione fisica di tre quattro elementi davvero disastrosa.

– Certo, non fa onore una sconfitta contro Nuzzolo, Kubo e Daniel Bertone. Il Napoli con una qualsiasi formazione avrebbe dovuto fare polpette dei Giovani ragazzi del 1898. Ma non sempre va così. Anzi, quasi mai ci è andata come si sperava

(considero sempre il fondo del fondo gli schiaffi presi dal Viktoria Plzen e del suo capitano, Horvat, che festeggiò all’epoca i due quintali).

– Sinceramente non mi allarmerei più di tanto. Non si sono spostate virgole, forse è stato messo qualche punto.

– Se invece domenica prossima contro il Verona dovessimo riscontrare una gara del genere, allora sì che capirei psicodrammi. Ma sono fiducioso.

– Mi dispiace invece per i tanti tifosi azzurri saliti a Berna che hanno assistito a una non partita, so cosa significa fare una traversata chilometrica per poi intossicarsi solamente. 

– Riguardo la cazzimma tanto invocata, l’ho vista solo quando Maggio ha paliato l’allenatore avversario.

– E forse quando alla fine in tv hanno deciso di intervistare Ghoulam. Ma in quel caso, è stata una cazzimmata nei nostri confronti.

– Diciamo che ieri avremmo voluto qualche sorpresa, invece si sono verificate conferme. Purtroppo.

– Chi si è salvato? Mertens il primo tempo? un poco poco Inler? e Rafael, incolpevole sui gol e presente per l’ordinaria amministrazione. Ma i migliori sono stati certamente tutti gli assenti e l’arbitro che ha fischiato pochissimo.

– Sul fronte opposto, quelli col segno meno, ho difficoltà nella scelta: 

Jotto inesistente. Ho sentito il suo nome per la prima volta solo nella ripresa quando si è fatto ammonire.

DeGuz spaesato. È rimasto segregato nel suo box to box.

Michu fermo come uno spaventapasseri già dopo 15 minuti.

Maggio e il solito problema dei piedi analfabeti.

Albiol è sembrato il primo Fernandez. Sull’azione del secondo gol è inspiegabile ciò che ha compiuto. Sul primo invece non sono riuscito a vederlo.

Henrique si è perso spesso il Carew svizzero e in particolare sulla rete. Lo ha guardato mentre palleggiava in area di rigore, mentre si accomodava la palla sul destro e poi ha deciso di affrontarlo quando aveva già tirato.

Duvan Lebron Zapata retrocede di qualche punto rispetto alle ultime apparizioni. Mertens gli ha spesso chiesto il dialogo, mentre il colombiano aveva già deciso di fare tutto da solo. Mai una sponda o uno spazio per i compagni. Irritante quando ha tentato il tiro a giro per tre volte con l’avversario a 10 centimetri. Sempre murato, ovviamente.

Ghoulam è ancora in Brasile.

– Purtroppo, la settimana delle soddisfazioni europee non si chiude con en plein. Non si può avere tutto dalla vita.

– E ora, in una settimana, ci tocca il triangolo dell’amore: Verona, Atalanta e Roma.

– Ecco, queste sono invece le tipiche partite da cui mi aspetto tanto. Con Calle e Gonzalone in campo, ovviamente. E Berna sarà solo un sbiadito ricordo.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.
Gianluigi Trapani

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