Napoli-Marsiglia, il rischio squalifica e la strana metamorfosi del pubblico del San Paolo

Il San Paolo, i tifosi e il rischio squalifica. Aurelio De Laurentiis ha praticamente parlato solo di questo. Vietato accendere fumogeni, vietato sparare petardi, vietato sedersi sulle scale, vietato scavalcare e accedere al terzo anello. Altrimenti contro l’Arsenal il Napoli giocherà in campo neutro. A tutto questo c’è da aggiungere il rischio violenza, la probabilità che gli ultrà napoletani vogliano vendicarsi dell’accoglienza loro riservata a Marsiglia. Il tam tam sui social e non solo prevede brutti quarti d’ora nei dintorni del San Paolo. Insomma, nulla di positivo. Tutt’altro.

In questo quadretto, passa in secondo piano l’appello che nel suo piccolo il Napolista avrebbe voluto lanciare da questo sito. Un appello che riguarda strettamente lo sport, il calcio, la capacità di tifare. C’è un fenomeno che sta colpendo il pubblico del San Paolo: la sansirizzazione. I tifosi si stanno abituando troppo bene. Si sentono come a San Siro nei tempi belli o come al Santiago Bernabeu. Se il Napoli non segna tre gol in mezz’ora, cominciano a rumoreggiare. Rumoreggiano al minimo errore. Come se noi fossimo il Barcellona. E stasera quindi c’è il rischio di sottovalutare l’avversario. C’è il rischio di credere che il Marsiglia sia una squadra materasso. E magari indispettirsi alla prima, eventuale, difficoltà.

Invece, come anche gli altri risultati di Champions ci stanno insegnando, squadre materasso in Champions non ce ne sono. Quella contro il Marsiglia è una partita dura. Da giocare con criterio, senza fretta. L’obiettivo non è la giocata ad effetto, ma la vittoria. Un concetto che al pubblico del San Paolo non sempre è chiaro.

Detto questo, la preoccupazione principale adesso è rivolta all’esterno del San Paolo. La speranza è che gli ultrà rinuncino ai loro propositi di vendetta.
Massimiliano Gallo

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