L’Italia non sa più vincere

L’Italia non sa più vincere. Quarto pareggio consecutivo (2-2 con la Nigeria a Londra), ma stavolta gli azzurri hanno cercato la vittoria a tutti i costi, tirando in porta come non mai. Sono stati bravi i due portieri nigeriani Ejide, fino all’infortunio, e poi Enyeama a rintuzzare le conclusioni italiane.
E’ stata partita vera tra due nazionali che hanno schierato molti rincalzi, forze fresche desiderose di mettersi in evidenza che hanno reso il match molto combattuto.
Dopo la lezione presa con i titolari dai tedeschi, salvandosi con un pari a Milano (1-1), Prandelli rivoluziona la nazionale nella seconda amichevole di questo novembre dando spazio alle “seconde linee” e con un 4-4-1-1 di partenza tre giorni dopo il match di Milano.
Sostituzioni obbligate per vedere tutti alla prova e far rifiatare i titolari.
Difesa tutta nuova, a cominciare dal portiere Sirigu, che gioca tra le meraviglie del Paris Saint Germain. Maggio a destra (due salvataggi e un cross invitante nell’area africana mancato dai compagni), Pasqual a sinistra. Dei due centrali, sicuro Ranocchia, mente Ogbonna coi suoi giochini a tener palla dandola in ritardo, rischiando, non è piaciuto (non è la prima volta).
Montolivo play (Pirlo in panchina nel primo tempo) tra Candreva e Giaccherini (vivacissimo), con Thiago Motta più bloccato sulla linea mediana. In avanti la coppia del prossimo Mundial brasiliano: Balotelli punta e Rossi alle spalle, un tandem praticamente al debutto.
Anche gli africani schierano molti rincalzi, soprattutto in difesa. La Nigeria del laziale Onazi, di Obi Mikel, asso del Chelsea, e di Moses del Liverpool, gli elementi di maggiore classe che fanno girare la squadra, si è appena qualificata per il Mondiale 2014 eliminando l’Etiopia ad Addis Abeba (2-1) e a Calabar (2-0) nei play-off africani.
Rincalzi contro rincalzi, è un partita giocata con molto ritmo e impegno dalle due squadre al Craven Cottage sulle rive del Tamigi, grazioso stadio del Fulham, una delle quindici squadre di Londra che prende il nome dal quartiere omonimo.
L’inizio della Nigeria è di attesa, ma il gol di Rossi (12’ scavetto sul portiere in uscita sull’assist di Balotelli che vinceva di forza il duello con Egwuekwe) sveglia gli africani che si impadroniscono del centrocampo con le giocate di Onazi, Moses e Obi Mikel e le penetrazioni sulle fasce dei terzini Kwambe a destra e Francis a sinistra. L’Italia perde il confronto sull’anticipo, sul dinamismo, sulla contrapposizione atletica. Le Super Aquile della Nigeria sono atleti nel vero senso della parola. Fisici prorompenti e buon tocco di palla.
A Balotelli che si fa annullare dal portiere Ejide tre opportunità (32’, 42’, 45’), una gara dannata per lui, la Nigeria replica col sorpasso in quattro minuti (35’ colpo di testa di Dike su corner, 39’ deviazione sotto porta di Ameobi sul cross di Francis).
Dopo che Giaccherini acciuffa il pareggio nella ripresa (47’ tutto solo a sinistra nell’area africana, assist di Candreva dopo un colpo di tacco di Balotelli), Prandelli ridisegna il centrocampo (53’ Pirlo per Montolivo e Parolo per Thiago Motta, ma anche Diamanti per Rossi in difficoltà contro la fisicità degli africani).
L’Italia prende in pugno la partita, esponendosi qualche volta al contropiede nigeriano. Con Pirlo il centrocampo azzurro riacquista l’uomo che sa far girare la palla, mette ordine e lancia. Parolo e Diamanti sono della razza dei combattenti. Ma la Nigeria regge senza molto affanno. La partita è sempre piacevole, il giro-palla degli azzurri è veloce come non s’era più visto da tempo.
L’Italia va continuamente alla conclusione con tutti i suoi uomini. Balotelli cerca il gol con tenacia, ma è il più controllato (Egwuekwe è un “duro”). Tutto quello che SuperMario riesce a ottenere sono le ammonizioni di Egwuekwe e Ogu per falli su di lui.
L’Italia si distende bene in attacco aggredendo la Nigeria soprattutto sulla fascia destra con Diamanti, poi con Cerci. Va ripetutamente al tiro Parolo (59’ alto a due meri dalla porta spalancata dopo il salvataggio di Ejide sulla punizione “assassina” di Pirlo, 61’ palo basso pieno).
Gli azzurri vogliono la vittoria. Fuori le conclusioni di Cerci, subentrato a Candreva, e di Balotelli. La Nigeria replica con due incursioni e trova Sirigu pronto a sventare le minacce di Ogu (75’) e Musa (76’).
L’Italia sfodera un finale ardente. Dopo Cerci per Candreva (65’), c’è Poli per Giaccherini (76’), uno dei piccoli che si è battuto bene contro i “colossi” africani. Tutta avanti la nazionale azzurra. La vittoria sfugge per un soffio. Traversa di Diamanti su punizione (85’). Tiro insidioso di Parolo sventato da Enyeama (87’). L’ultimo tentativo è di Diamanti, para ancora Enyeama (88’).
In marzo, prima del Mondiale, ultima amichevole in Spagna contro i campioni del mondo e d’Europa.
Mimmo Carratelli

ITALIA (4-4-1-1): Sirigu; Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Pasqual; Candreva (65’ Cerci), Thiago Motta (53’ Parolo), Montolivo (53’ Pirlo), Giaccherini (76’ Poli); Rossi (53’ Diamanti); Balotelli.
NIGERIA (4-2-3-1): Ejide (64’ Enyeama); Kwambe, Egwuekwe, Oboabona, Francis; Onazi, Obi Mikel; Oduamadi (46’ Ogu), Dike (65’ Musa), Moses (76’ Ideye); Ameobi (65’ Emenike).
ARBITRO: Atkinson (Inghilterra).
RETI: 12’ Rossi, 35’ Dike, 39’ Ameobi, 47’ Giaccherini.

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