Noi tifosi davanti alla tv: depressi e arrabbiati

«È un copione scritto da un regista sadico», dice Pino subito dopo il 3 a 0 per la Juve. Lui lavora per il cinema e vede tutto come un film. «Il gol subito in apertura, la risposta inefficace del Napoli, gli altri due gol per finirci fra le torture…» L’angolo tv di casa mia ospita ormai un gruppetto di depressi arrabbiati. Interviene Massimino, che fa il cameraman e vede tutto come una infinita sequenza di gesti e situazioni: «L’abbiamo scritta noi stessi questa sceneggiatura: lenti e prevedibili, bloccati dalla muraglia bianconera…». «E vabbè, però dobbiamo dirlo: quel falso gol in avvio ci ha colpiti ingiustamente a freddo e ha complicato tutto. Ah quell’arbitro!»: sbotta così Renato, che è dirigente di un servizio pubblico e conosce il problema delle cause e degli effetti. Ultimi spiccioli di partita, mentre le possibili motivazioni della sconfitta si intrecciano e producono tossine poco gradite. L’arbitro dà il segnale della fine, dal televisore arriva “Oj vita mia” cantata dalle zebre tifose in segno di scherno. E anche cori ingiuriosi non solo per la squadra che ha perduto ma per la città che rappresenta e per la sua gente. Qui l’angolo tv si ricompatta. Vola qualche risposta colorita che purtroppo a Torino non potranno ascoltare. Poi Renato fa il punto: «abbiamo giocato non all’altezza delle premesse. Sì, il gol a freddo in fuorigioco ci ha fiaccati in partenza ma il Napoli non è mai riuscito a imporre il suo gioco, la Juve ha contenuto ogni nostro tentativo. E diversi azzurri sono apparsi in chiara difficoltà, non in grado di affrontare la partita come sarebbe stato necessario». In silenzio, tutti abbiamo meditato su questa analisi molto realistica. Uno che di calcio se ne intendeva, Juan Carlos Lorenzo, diceva così: «Nel foot-ball / e in medicina /tutto il mondo opìna». Ciascuno dice la sua. Ma stavolta il giudizio è comune: abbiamo perduto perché abbiamo purtroppo giocato peggio. Ora c’è la pausa. Ma Benitez e Dela dovranno lavorare. Mimmo Liguoro

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