Le pagelle / Mertens il migliore, Callejon un guerriero, Albiol una diga

Le pagelle di Marsiglia-Napoli 1-2 REINA 7 – Dà sicurezza, deciso nelle uscite (grande respinta a pugni in una mischia furiosa), sventa la fiondata di testa di Diawara, esce dall’area a respingere di testa. Sui rinvii cerca sempre il compagno verso il quale calciare la palla. Gol imparabile. Una jena bellissima – 7,5 MAGGIO 6,5 – Molto concentrato nella fase difensiva. Spesso gli tocca arginare André Ayew e ci riesce con successo. Tiene bene la fascia destra dove i francesi spingono anche con il terzino Morel. Va in attacco, senza però lo spunto decisivo. In netto miglioramento. Se si riprendesse al cento per cento prima della fine del campionato sarebbe perfetto – 6,5 FERNANDEZ 7 – Non dà scampo a Gignac, lo pressa in continuazione, lo segue, lo ferma. Partita esemplare al posto di Britos indisponibile. Buona l’intesa con Albiol. I due avviano l’azione d’attacco scambiandosi la palla, avanzando, coprendosi a vicenda. È molto, molto meglio di Britos! – 7 ALBIOL 7 – I centrali azzurri, giocando alti, spesso sono impegnati nell’uno contro uno. Ma non perdono un pallone. Spesso, con Fernandez che si spostava su Andrè Ayev o Valbuena, quando avanzavano, Albiol bloccava Gignac. Stratosferico. 10, 100, 1000 Albiol. Ma anche un altro Albiol soltanto e la nostra difesa sarebbe tappatissima – 8,5 ARMERO 6 – Utile in fase difensiva, sventato nella fase attiva. Troppi lanci sbagliati e un gol mancato a inizio di partita: era solo sulla sinistra, a pochi passi dalla porta, e batteva sull’esterno della rete. Vabbè, dai, va bene così – 6 BEHRAMI 7 – La solita solida presenza a centrocampo. Inesauribile e sempre pronto ad avventarsi sul francese che avanzava. Ha stoppato spesso Valbuena e Andrè Ayew. Accusava qualche problema muscolare alla mezz’ora, ma rimaneva in campo e il suo rendimento non calava. Su ogni pallone sino all’ultimo, irriducibile nel finale in sofferenza per il Napoli. Un portento della natura. Non lo ferma nessuno. Gli puoi pestare i piedi, stracciare la pelle, tirare i capelli, prenderlo a cazzotti in mezzo al campo: lui resterà lì, in piedi, e continuerà a correre per recuperare palla. Era in formissima. L’ho amato assai – 8,5 INLER 6,5 – Più rapido del solito, sempre nel vivo del gioco, buone coperture difensive. Qualche lancio troppo lungo ma era soprattutto il vento ad allungare la traiettoria del pallone. Una conclusione fuori bersaglio nella ripresa (54’). Concreto e attento. Con un Behrami in quella forma e Inler a fare la regia, abbiamo un centrocampo meraviglioso – 6,5 CALLEJON 7,5 – Quinto gol stagionale con una prodezza fintando sul terzino Fanni e saettando irresistibilmente in rete. Prima rete in Champions dopo le quattro in campionato. Novanta minuti di corsa, impegno, ottime giocate, accorrendo a coprire e lanciandosi in avanti. Notevoli due recuperi difensivi. Prodezza sul gol in controllo e tiro. Parata una conclusione non forte (65’). Ha lottato sino alla fine con ripiegamenti opportuni. Bellissimo. Sacrificio, forza, intuito, volontà, impegno. Un gol splendido con un passaggio ancora più bello del Pipita. Un guerriero! – 8 HAMSIK 6,5 – Un po’ fuori dal gioco nel primo tempo, chiuso al tiro da Morel (38’). Lavoro oscuro, mai brillante. Viene fuori con grande personalità nella ripresa. Si fa vedere, imposta le azioni, dà il via a quella del 2-0 iniziando il contropiede dal limite dell’area azzurra. Esce nel finale. Quando Hamsik tornerà a giocare come sa, non ce ne sarà più per nessuno – 6 INSIGNE s.v. – Entra per Hamsik all’83’. Tenta qualche azione a rientrare, il suo pezzo forte. Un paio di dribbling non gli riescono. Ci serve in campionato. Va bene il riposo ogni tanto – sv MERTENS 8 – Veloce, resistente, subito alla ribalta con un calcio di punizione nell’angolo basso a destra di Mandanda che il portiere sventa con una gran parata. Gioca al posto di Insigne e sfodera una partita con i fiocchi. Conclude alto al 7’. È l’anima dell’attacco azzurro. Serve a Higuain, smarcandolo nell’area francese, una palla da spedire in gol che l’argentino spreca a lato (34’). Con un colpo di tacco in corsa, sul cross basso di Callejon da destra, fa scorrere la palla verso Zapata che segna il raddoppio. Esce al 76’. Un’intesa perfetta con i compagni, un gioco pulito e potente. Una testa che funziona e uno stile, in quel colpo di tacco, da far saltare sul divano. Una partita superba. Migliore in campo con Albiol – 8,5 MESTO 6 – Entra per far rifiatare Mertens e gioca sulla sinistra della difesa con Armero che si piazza più avanti. Qualche buon intervento, non altrettanto positivo negli appoggi e nei lanci. Un soprannome non potremmo trovarglielo? (sempre per la storia del cognome) – 6 HIGUAIN 6,5 – Dimentica la cicatrice sul flessore della gamba destra e va in campo. Presenza importante per incoraggiare i compagni e dare profondità alla squadra. Perde il tempo della battuta a rete e si fa soffiare la palla da N’Koulou (20’) che lo anticipa ancora cinque minuti dopo. Clamoroso l’errore al 34’ quando, smarcato da Mertens nell’area francese, tira a colpo sicuro, ma fuori! Si riscatta col gran traversone da destra a sinistra che lancia Callejon al gol. Non è ancora in buone condizioni, ma doveva giocare per non lasciare ancora sola la squadra in un match importante. Esce al 57’. Se non giochi non torni in campo nemmeno con la testa, perciò va benissimo anche che non fosse al meglio. E va benissimo che Rafa l’abbia messo in campo dall’inizio per poi risparmiarlo a tempo debito. Sarà un’impressione, ma con il Pipita in campo qualcosa cambia. Perciò teniamolo là, pure a mezzo servizio. Che se lancia Callejon al gol così va benissimo lo stesso – 6,5 ZAPATA 7 – Clamoroso al Velodrome. Il cammellone colombiano, entrato al posto di Higuain, sigla il raddoppio con un gran tiro a giro. Aveva cominciato con la solita corsa lenta, perdendo i contrasti, quasi rinunciando talvolta a contendere la palla. Poi si scuote, guadagna un corner con un bel cross e quindi va a segno. Il gol lo rianima e gioca un finale di maggiore partecipazione, dando una mano anche in difesa.    Ribadisco che ha un ‘ddio di fisico. È alto, tosto, forte, possente, proprio. I tifosi non gli avrebbero dato due lire in mano: pochi secondi prima del gol su Facebook era un tripudio di “Duvan è un minchione”. Poi ci ha sorpresi tutti con quella “cagliosa”. C’ha una potenza bella assai… ma santa pace, non gli fate lanci lunghi: è un pachiderma. Non ce la fa. Si ferma e non va neppure a prendersi la palla. Spiegatelo ai suoi compagni! – 7 BENITEZ 7 – Il campo del Marsiglia e il Marsiglia gli portano bene. Al Velodrome aveva vinto col Valencia e col Liverpool e aveva battuto il Marsiglia anche a Goteborg nella finale Uefa del 2004. Non fallisce la quarta impresa. Azzecca tutte le mosse, dalla preferenza data a Mertens su Insigne all’impiego di Duvan Zapata. Fa giocare la difesa alta per tenere compatta la squadra e Fernandez e Albiol lo ripagano con una gara attenta, senza errori. Callejon e Mertens sono le sue frecce. Fa giocare Higuain che si mangia un gol, ma fa segnare la prima rete. Gli mancavano Zuniga e Britos. Tiene il Napoli in corsa nel più difficile girone di Champions e ora dovrà centrare la vittoria contro il Marsiglia anche al San Paolo (6 novembre). Poi vedremo che cosa succede fra Borussia e Arsenal. Per il momento, il Napoli ha gli stessi punti, lo svantaggia però la differenza-reti. Il Velodrome avvolto nel vento era uno spettacolo inquietante. Come i tiri al bersaglio di carte e cartuscelle dei tifosi contro i nostri appena si fermavano. Ma si sa, Marsiglia è la Napoli francese. Se porta bene a Rafa possiamo anche giocarci ogni settimana. Quanto a lui, premio l’avermi ascoltata: Higuain dal primo minuto in campo. Tu mettilo dentro, fai prendere fiducia alla squadra. Poi puoi anche tirarlo fuori dopo un tempo soltanto: vincerai – 8 MIMMO CARRATELLI e ILARIA PUGLIA

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