Modesta proposta napolista: e se non cantassimo più “chi non salta juventino è?”

Qualche anno fa, credo quattro, accompagnammo (Fabrizio d’Esposito e io) la famiglia Agustarello (principi della cucina romana a Testaccio e laziali ortodossi) alla finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. Tribuna Tevere. In panchina, coi blucerchiati, c’era Mazzarri. La partita finì 1-1. Si andò ai rigori e vinsero i laziali. Non passarono nemmeno due secondi e intonarono un coro contro i cugini giallorossi. “Che tristezza”, pensai, “non riescono a gioire in proprio, nemmeno nel momento della vittoria”.

Mi sentii diverso, piacevolmente diverso. Quasi superiore. Anzi, senza il quasi. “No – dissi tra me e me – noi a Napoli non siamo così. Sì magari ai tempi belli ogni tanto partiva il chi non salta rossonero è, ma noi siamo quelli che ci siamo inventati il porompompero, quelli che cantiamo oj vita mia alla fine delle partite, che magari quando proprio non siamo fantasiosi ci inebriamo col classico vinceremo il tricolor. Ma gioiamo del Napoli, mai contro qualcuno”.

Ecco, questo non accade più. Ormai dopo ogni gol del Napoli parte il coro anti-Juventus. Che avverto come un forte senso di inferiorità. Devo ammettere che è una mia sensazione. Devo riconoscere che anche gli juventini lo fanno. Ne ho avuta l’ennesima conferma l’altra sera. Durante il match col Galatasaray, i tifosi juventini intonavano lo stesso motivetto contro di noi. Mal gliene incolse: di lì a poco Drogba segnò l’1-0.

Ma è proprio il loro atteggiamento che dovrebbe inorgoglirci. Sarebbe bello se noi facessimo i superiori. Non c’è solo la Juventus nel nostro campionato. E non c’è solo il campionato. Il nostro sguardo dovrebbe volgersi un po’ più in là. Per carità la rivalità è quella che è, ma noi esistiamo a prescindere da loro. Sarebbe bello se lasciassimo a loro questo motivetto. E ci dedicassimo ad altro, come ad esempio è accaduto all’Emirates. C’è un mondo oltre la Juve. Scopriamolo.
Massimiliano Gallo

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