La Danimarca ha bisogno di vincere

Con la qualificazione mondiale già in tasca, ma con un prestigio e il ranking Fifa da difendere (per essere testa di serie in Brasile), l’Italia di Prandelli gioca a Copenaghen contro la Danimarca che ha assoluto bisogno di vincere per aggrapparsi al secondo posto del girone e sperare negli spareggi per volare a Rio de Janeiro. Nel Gruppo B, però, la Bulgaria è in vantaggio di un punto su danesi, ceki e armeni a quota 9. La Danimarca concluderà le qualificazioni ospitando Malta, mentre bulgari, armeni e ceki dovranno sfidarsi ancora in scontri diretti (Armenia-Bulgaria, Bulgaria-Repubblica ceka). Per la Danimarca è determinante battere l’Italia.
Sarà dunque “partita vera” nella quale riappare nelle file danesi Nicklas Bendtner (25 anni, 1,90) di passaggio l’anno scorso alla Juve, nove partite e qualche bicchiere di vino di troppo, oggi all’Arsenal. E’ il giocatore al quale Marten Olsen affida tutte le chance offensive. Un anno fa, a San Siro, l’Italia liquidò i danesi senza difficoltà (3-1, gol di Montolivo, De Rossi e Balotelli) giocando la ripresa in dieci per l’espulsione di Osvaldo (gomitata a un avversario). C’era De Sanctis in porta.
Prandelli vuole concludere il girone da imbattuto (5 vittorie, 2 pareggi), però mischia le carte per l’indisponibilità di alcuni giocatori affaticati (Balotelli, De Rossi, Pirlo, Giuseppe Rossi, Barzagli) ritoccando la difesa (Ranocchia centrale con Chiellini, poi De Silvestri e Balzaretti esterni), inventando un nuovo centrocampo con Montolivo pilota, Marchisio e Thiago Motta, ripescato dopo i problemi fisici dell’ultimo anno, e attacco inedito con Osvaldo prima punta e sulle fasce Candreva e Giaccherini.
Non è né un’Italia sperimentale, né di emergenza. I club pretendono che i loro giocatori migliori vengano risparmiati in un match “platonico” e Prandelli ne lascia a riposo più di uno. Sarà interessante vedere Montolivo nel ruolo di protagonista a centrocampo (senza Pirlo). E’ nota la mancanza di personalità del milanista. L’assenza di Balotelli rilancia Osvaldo, pronti alle sostituzioni Cerci e Gilardino. Fra i rincalzi di centrocampo il napoletano Lorenzo Insigne e la “freccia” romanista Florenzi.
La Danimarca è una squadra di giovanottoni (pochi i giocatori sotto il metro e ottanta, tre sul metro e novanta tra cui i difensori Kjaer, ex Palermo e Roma, e Agger che gioca nel Liverpool). Sarà una squadra di corsa e molto fisica schierata con un 4-3-3 di assalto, gli anziani Rommedahl (35 anni) e Krohn-Dehli (30) sugli esterni. Previsti molti cross per Bendtner.
Un’Italia paziente, attenta concentrata (4-3-2-1) potrà colpire in contropiede. L’impressione è che il match si deciderà sulla supremazia a centrocampo dove l’Italia potrà fare diga a cinque con Candreva e Giaccherini che si abbassano. Buffon festeggerà il record di presenze in nazionale (137), superando Fabio Cannavaro (136), e il modo migliore sarebbe tenere la rete imbattuta contro i danesi.
Si replicherà martedì sera a Napoli contro l’Armenia, ultimo turno del girone di qualificazione mondiale, con la nazionale che torna al San Paolo dopo sette anni.
MIMMO CARRATELLI

LE PARTITE: Danimarca-Italia, Malta-Repubblica ceca, Armenia-Bulgaria.
GRUPPO B, QUALIFICAZIONE MONDIALE.
Italia punti 17 (già qualificata)
Bulgaria 10 (gol 11-5)
Repubblica ceca 9 (7-6)
Armenia 9 (8-9)
Danimarca 9 (8-10)
Malta 3 (3-16).
PROSSIMO TURNO (martedì 15): Italia-Armenia (a Napoli), Bulgaria-Repubblica ceca, Danimarca-Malta.

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