Ma che vi ha fatto Mazzarri?

Il Napoli ha giocato benissimo e ha vinto alla grande. Siamo tutti contenti. Però non ho capito una cosa: ma Mazzarri che vi ha fatto? Com’è che ce l’avete tutti con lui? Facendosi un giro sul web, sembra che per quattro anni il Napoli abbia avuto in panchina un imbecille, e invece da un paio di mesi sia arrivato un uomo nobile come un principe risorgimentale, competente come Rinus Michels e simpatico come Troisi. Per carità, siamo tutti contenti che ci sia Benitez, ma è quel dare addosso a Walter il Puzzone che trovo inspiegabile e profondamente ingrato.
Vi invito a fare un piccolo sforzo di memoria: come finì l’ultima sfida tra Napoli e Bologna? Ah, fate finta di non ricordare? Va bene, ve lo dico io: tre a zero per il Napoli. In trasferta, alla faccia di quelli che sfottevano Mazzarri “perché ormai è il toy boy di Pioli” (sì, c’è chi scrive cose del genere su Fb).
Insomma non capisco perché la fiducia nel Napoli attuale debba passare dalla denigrazione per il Napoli del recente passato, come se fossimo reduci da sofferte salvezze e non da stagioni ottime o addirittura eccellenti. Sarebbe bene ricordare che Mazzarri ha portato il Napoli in Champions schierando Aronica, Dossena, Pazienza e il vituperato Gargano (un altro Walter odiatissimo senza vere ragioni). I risultati ottenuti negli anni scorsi ci hanno portato fin qui, e una parte del merito va all’allenatore, com’è giusto che sia. Poi possiamo parlare dei gol di Cavani e della classe di Hamsik, però non possiamo pensare che per anni abbiamo giocato malissimo e vinto solo per culo. Su 145 panchine in serie A, Mazzarri ha vinto 73 volte (42 i pari, 30 le sconfitte). E’ mazzo? O sono i risultati di un tecnico capace?
Lo so, molti accusano Walter di dire stupidaggini a fine partita, di accampare scuse risibili, di esporre teorie sconclusionate sul reale valore della squadra. E poi, l’accusa suprema: “E’ un piagnone”. In napoletano, “un chiagnazzaro”. Guarda un po’, proprio l’accusa che la grande stampa del nord ha sempre rivolto al nostro ex allenatore e per esteso a un’intera piazza. Chi ha adottato questa teoria, è rimasto vittima di una strategia comunicativa che accoglie i nostri buoni risultati come un’orrida mosca nella ricca minestra meneghina-sabauda, pietanza che per mille motivi poco confessabili deve restare incontaminata. E allora non ci sto.
Altra accusa: “Mazzarri non cambiava mai modulo”. D’accordo, ma se con quel modulo vinceva, perché doveva cambiarlo? E poi, pure Benitez ha il suo schema.
Insomma, smettiamola. Il Napoli è una passione che si coltiva anche conoscendo e riconoscendo il nostro passato. Raccontarci oggi che Mazzarri era un ottuso dittatore è una mistificazione che non fa onore alla nostra intelligenza. E prima di salutare Benitez come l’uomo che unisce lo spettacolo ai risultati, sinceramente aspetterei un po’. Un bel po’.

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