Baciò la maglia, ora rispetti il contratto

Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Aurelio De Laurentiis (sì, fortuna, perché conoscere persone del genere è sempre importante). Mai gli avrei riconosciuto la pazienza che ha avuto con Walter Mazzarri e che sta avendo con Edinson Cavani. Per fortuna dei tifosi non sono io il presidente. Lo fossi stato, avrei esonerato Mazzarri a due partite dalla fine del campionato e ora lancerei un tweet: “Cavani ha due sole possibilità. O gioca col Napoli o resta a casa”. Esattamente come fece Cellini, patron del Cagliari, con il portiere Marchetti reduce dai mondiali. Che, infatti, per un anno non ha giocato. Ma avrei sbagliato con mister Walter, perché si sarebbe detto: la società ha cacciato un grande allenatore. Invece De Laurentiis ha aspettato e ha stanato Mazzarri. Sbaglierei col Matador, perché ci sono in ballo 63 milioni di euro. Quindi, assodato che fa benissimo il nostro presidente e che io sono un cretino, lasciatemelo dire: i contratti vanno rispettati. Ho appena letto Antonio Corbo su Repubblica e, un attimo dopo, ho digitato in google “Cavani maglia 2017”. Vien fuori la foto di un Matador sorridente che ha raddoppiato il suo ingaggio, firmando fino per altri cinque anni. Chiedo, da commercialista ma anche da tifoso: se (incrociamo tutto) Edi si fosse infortunato, i quattro-cinquentomila euro al mese sul conto corrente li avrebbe incassati lo stesso oppure no? Anche se avesse realizzato (ri-incrocio anche le cartilagini) sette gol nell’ultima stagione, la busta paga sarebbe rimasta identica. Adesso, dopo i cento e passa gol in tre anni, piagnucola. Vuole andare al Real Madrid. Io lo manderei in un’altra città. Esattamente a quel paese. Meno male che Aurelio c’è.

Forza Napoli. Sempre.

Giuseppe Pedersoli

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