L’omelia di De Laurentiis e poi il Napoli batte il Siena

Stentorea omelia di De Laurentiis in apertura a microfono sguainato, 50mila sugli spalti per il commiato del campionato al San Paolo e il Napoli del secondo posto e della seconda Champions vince in rimonta sul Siena (2-1). Il finale, tutta una festa, è da brividi mentre nello stadio la folla canta oj vita mia, un coro possente, una passione che non ha uguali, e tutti gli azzurri fanno il giro del campo con Cannavaro che stringe in un forte abbraccio Cavani per trattenerlo ancora a Napoli. Il futuro resta un mistero. Cioè resteranno Mazzarri e Cavani? Neanche la zingara lo sa.
Il Siena scende in campo già retrocesso per i pareggi di mezzogiorno di Genoa e Torino e però si gioca la sua partita con bella disinvoltura, centrocampo a cinque, ma non di sola ostruzione, e due punte rapide, il nigeriano Emeghara e il portoghese Agra, che creano qualche problema di passo a Cannavaro e Rolando che hanno leve più lunghe.
Non funzionano nel Napoli le larghe intese di una formazione profondamente ritoccata (fuori De Sanctis, Britos, Maggio, Behrami, Zuniga, Pandev, Hamsik, dentro Rosati, Grava, Rolando, Mesto, Armero, El Kaddouri, Calaiò) e si sa che basta un grillino per mandarle a monte, le larghe intese, se non funzionano. E, infatti, verso la fine di un primo tempo senza né capo né coda, Fabrizio Grillo, 26 anni, romano, esordiente, piazza il pallone alle spalle di Rosati (36’ in solitudine sulla destra dell’area napoletana su un cross dall’altro lato di Calello). Il Siena non segnava un gol da 400 minuti!
Il Napoli delle sette novità, ma con Cavani in campo perché c’è sempre da rinforzare il trono del gol, si sente umiliato e offeso. Perché aveva giocato insistentemente per il Matador e lui aveva colpito l’incrocio sinistro di Pegolo (12’) e poi la base del palo destro (15’). Aveva tirato anche Inler dalla distanza (11’ respinta di Pegolo) e Calaiò aveva concluso fuori di testa (18’). Si poteva perdere una partita giocata all’attacco?
Il fatto è che il Napoli sembrava abbastanza slegato col profondo turn-over di Mazzarri ed era lento e prevedibile. Né Mesto, né Armero incidevano sulle fasce, da far rimpiangere Maggio e Zuniga, e poi El Kaddouri, che sa toccare la palla di fino, non aveva la rapidità necessaria per inserirsi nella conclusione delle azioni. Inler restava piuttosto arretrato e Dzemaili si perdeva nel fitto schieramento mediano del Siena. Tra Calaiò e Cavani neanche un sms: non c’era intesa. Intanto, il Napoli allungandosi offriva ad Agra ed Emeghara buone giocate in replica.
Nella ripresa, Mazzari comincia con l’inserire Insigne (56’ per Grava alla sua seconda partita stagionale) e le cose prendono a funzionare meglio sulla fascia sinistra. Però ci sono sempre Agra ed Emeghara a dare fastidio (58’ il nigeriano non arriva d’un soffio a spingere in rete la palla del 2-0 sul cross basso del portoghese dopo un errore di Inler).
Fa caldo, non è un pomeriggio di grandi slanci, non ci sono esigenze di classifica, si è giocato mercoledì e c’è un Napoli troppo rivoluzionato (passerella per tutti, era giusto) per essere il Napoli. Per rimettere le cose a posto c’è bisogno di un secondo tenore a fianco di Cavani (63’ Hamsik rileva Calaiò). E il risultato va a posto com’era necessario perché la festa di chiusura al San Paolo non subisse lo sfregio di un flop non previsto.
Il pareggio viene fuori da un’azione-flipper. Sulla punizione di Marekiaro da destra, Cannavaro in area colpisce di testa in tuffo, El Kaddouri a un metro dalla porta centra la traversa, sul rimbalzo del pallone Cavani (e chi, se no?) di testa mette in rete (73’). Così va meglio. 28 gol in campionato (Di Natale a -6), a quattro lunghezze da Maradona, 103 gol fra campionato e coppe uguagliando Vojak.
Ma il Siena non si mette paura. Gioca per giocare, non deve difendere niente e i cambi Paolucci-Emeghara (69’) e Reginaldo-Agra (78’) gli restituiscono brio e contropiede. E’ il Siena la squadra più pericolosa nel finale del match con ripetute occasioni per vincere (75’ Agra, 85’ Reginaldo, 87’ Angelo, 92’ Paolucci con prodezza di Rosati).
Il pareggio è proprio una mezza cosa. E, allora, nel recupero (cinque minuti) il Napoli torna a colpire. Insigne salta Grillo a destra, Dzemaili rifinisce per Hamsik e Marekiaro con un tocco sotto salta Pegolo in uscita (93’). Toh, le vecchia “zona Mazzarri). Con una vittoria si può festeggiare meglio.
In attesa di sapere che cosa fa la Roma col Milan, il Napoli si impone col migliore attacco (72 reti), il migliore assolutamente in casa (44 gol) e infiocchetta questo finale di campionato con nove risultati utili consecutivi (otto vittorie). Un solo neo, se vogliamo, Insigne ammonito per simulazione, salterà la prossima e ultima partita sul campo della Roma. Era diffidato. A Roma scopriremo da che parte Mazzarri guarderà la partita.
Mimmo Carratelli
NAPOLI (3-4-1-2): Rosati; Grava (56’ Insigne), Cannavaro, Rolando; Mesto, Inler, Dzemaili, Armero; El Kaddouri (78’ Pandev); Calaiò (63’ Hamsik), Cavani.
SIENA (3-5-2): Pegolo; Terzi, Terlizzi, Felipe; Vitiello (64’ Angelo), Bolzoni, Calello, Della Rocca, Grillo; Agra (78’ Reginaldo), Emeghara (69’ Poalucci).
ARBITRO: Giacomelli (Trieste)
RETI: 36’ Grillo, 73’ Cavani, 93’ Hamsik.

SERIE A – 37^ GIORNATA.
Juventus-Cagliari 1-1, Catania-Pescara 1-0, Chievo-Torino 1-, Fiorentina-Palermo 1-0, Genoa-Inter 0-0, Lazio-Sampdoria 2-0, Napoli-Siena 2-1, Udinese-Atalanta 2-1, Parma-Bologna, Milan-Roma (20,45).

CLASSIFICA: Juventus 87; Napoli 78; Milan 68; Fiorentina 67; Udinese 63; Lazio 61; Roma 58; Catania 55; Inter 54; Parma 46; Cagliari e Chievo 44; Bologna 40; Sampdoria e talanta 39; Torino 38; Genoa 37; Palermo 32; Siena 30; Pescara 22.
Retrocessi: Pescara, Siena, Palermo.
Una partita in meno Milan, Roma, Parma, Bologna.

PROSSIMO TURNO (ultima giornata). Domenica 19 (20,45): Atalanta-Chievo, Bologna-Genoa, Cagliari-Lazio, Inter-Udinese, Palermo-Parma, Pescara-Fiorentina, Roma-Napoli, Sampdoria-Juventus, Milan-Siena, Torino-
Catania.

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