Un finale di stagione che sarà deciso anche nelle aule di tribunale

Siamo alla volata finale: ci aspettano 8 partite (tra le quali i due scontri diretti all’Olimpico di Roma), con in palio il terzo posto. Ma una domanda è d’obbligo: sul futuro del Napoli cosa conterà di più, la tenuta della squadra o il mix tra incombenza e conseguenze del calcioscommesse? Già, perché è impossibile ragionare sul futuro prossimo degli azzurri senza tenere conto della mannaia che la giustizia sportiva (per statuto molto più rapida e tranchant di quella ordinaria) abbatterà sui club coinvolti nella faccenda. Club che, per il principio della responsabilità oggettiva, saranno puniti anche solo per aver tesserato un malfattore.

Allora ci sono un paio di cosette di cui tener conto nelle nostre speculazioni su classifica e risultati. Innanzitutto dobbiamo chiederci in che condizioni troveremo i nostri avversari.

A cominciare dalla Lazio, prossima sfidante: secondo la Procura di Cremona la sfida vinta dai biancocelesti contro il Lecce lo scorso campionato (2-4 allo Stadio del Mare, maggio 2011) è “oggetto di sicura combine”. Sospetti ci sono anche sulla partita col Genoa, con un paio di faccendieri della banda delle scommesse di passaggio a Formello subito prima e subito dopo il match coi grifoni.

In condizioni ancora peggiori dei biancocelesti è il Lecce. Non solo la sua permanenza in serie A è fortemente a rischio indipendentemente dalle questioni giudiziarie, ma, se fosse dimostrato, come sostiene lo stopper atalantino Masiello, che un suo dirigente ha partecipato al taroccamento del derby col Bari dell’anno passato, per i salentini si concretizzerebbe il salto carpiato in Lega Pro.

L’altra compagine disperata con la quale il Napoli deve ancora giocare, il Novara, vede propri tesserati coinvolti nella combine di due partite, una di coppa Italia e una del passato campionato cadetto. Se non bastasse, sono a rischio penalizzazione anche Atalanta e Siena, squadre che il Napoli avrebbe dovuto incontrare nei tipici match con poco mordente di fine campionato.

Bene: a che tipo di partite andiamo incontro? Ci saranno ripercussioni di tipo psicologico e ambientale sui nostri avversari? Se sì, per noi sarà un vantaggio o piuttosto il contrario?

Altro capitolo sono poi le effettive penalizzazioni che verranno in estate. Ancora non è possibile sapere chi verrà colpito e come, ma, per quanto concerne gli interessi del Napoli, con la testa sul patibolo non c’è solo la Lazio, ma anche l’Udinese. Insomma, sulla qualificazione alle coppe europee l’ultima parola l’avranno gli organi della giustizia sportiva, che potranno decidere se comminare le penalizzazioni sulla graduatoria della stagione che si sta per chiudere o lasciarle in eredità al prossimo campionato.

In mezzo, tra i tanti, ci siamo noi del Napoli. Da un lato c’è la squadra, alla quale il buon senso dovrebbe consigliare di provare a vincerle tutte con lo spirito usuale. Dall’altro i tifosi, con un occhio alle partite e l’altro alle pagine di cronaca dei giornali. Che dobbiamo fare? Guardare ai risultati maturati in campo o badare di più alle confessioni di Masiello, Doni e compagnia cantante? Ma che cos’è questo, calcio, sport sulla carta incondizionato, o wrestling, dove l’improvvisazione degli atleti è sotto il cappello della regia televisiva e dei suoi coreografi?

Roberto Procaccini

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