Un friariello a Shanghai resta indigesto, specie se porta male

Al trio CaCaAr (Cannavaro, Campagnaro, Aronica) in questo periodo si sta imputando molto. Il loro immobilismo, a detta di tanti, ha causato i gol che il Napoli ha preso da fermo, non ultimi quelli con il Chelsea e il Catania. Ma, per quanto mi riguarda, il trio CaCaAr rischia di portarsi sulla coscienza Friariello. Il quale non è l’ortaggio amarognolo compagno perfetto della salsiccia, ma un giovane architetto napoletano che vive a Shanghai. Pure bravo: laurea a Napoli, dottorato tra Hong Kong e Barcellona, molto richiesto dagli studi italiani e internazionali che hanno sedi a Shanghai. Friariello è di Materdei, tifosissimo del Napoli. La prima volta che l’ho visto, gli ho proposto di entrare nella band, suona la chitarra. Ognuno di noi ha un soprannome ortofrutticolo. Il mio è banana (non chiedetemi perchè). Il suo, dal primo momento, è stato friariello. Mi ha confidato che a Napoli così lo chiamavano. Lui è nato friariello, ha il fisico da friariello. Socio del club Napoli, di ritorno da una vacanza italiana, per il mio compleanno mi ha portato una foto scattata al San Paolo durante la partita con il Villareal. Grande. Non era mai stato a vedere una partita con noi, però. Da architetto, si veste sempre tirato. E’ magro, molto magro, e spesso veste di nero. Lo abbiamo invitato a casa del console la notte di Chelsea-Napoli, e sapete come è andata a finire. Non contenti, io e Valentino, lo chef, lo abbiamo invitato a casa a vedere la partita con il Catania. Ma la cosa è stata preceduta da una serie di telefonate e sms allarmati tra me e lo chef. “Non è che porta male? Ti ricordi Londra?”. “Vabbuò, siamo nel 2012 ci vogliamo ancora attaccare a queste cose? Diamogli una possibilità”. “Ma l’ultima però, non vorrei rovinare del tutto campionato e Coppa Italia”. “Vabbuò, male che vada lo buttiamo di sotto, tanto abito all’ottavo piano”. Arriva Friariello, ci vediamo la partita. Sfila tutto bene. Entra in campo la cuspide del trio CaCaAr e acchiappiamo i due gol. Sarà che oramai siamo consapevoli del valore del trio, sarà un po’ di rassegnazioni alle loro giocate, sta di fatto che abbiamo subito incolpato il povero Friariello. Che ha rischiato grosso. Gli occhi infuocati dello chef e miei lo vedevano già spiaccicato su un marciapiede di Shanghai, distrattamente caduto dall’ottavo piano di un palazzo. Ma la lega per la protezione del friariello, quella santa donna della compagna, è intervenuta in suo favore. Inoltre puo’ mai uno chef uccidere un friariello? Può mai un amante come me e sognatore (visto che qui non esiste) del duo salsicce e friarielli ucciderne uno? Lo abbiamo salvato, ma gli abbiamo vietato di venirsi a vedere le prossime partite. Anche se penso che sia meglio vietare al trio CaCaAr di giocarle le prossime partite. Non solo per salvare la vita al Friariello, ma per non minare una annata che può riservarci ancora grosse soddisfazioni. Quando ero piccolo la pubblicità del pennello cinghiale diceva che “per dipingere una parete grande ci vuole un grande pennello”. Ecco, avremmo bisogno di grandi difensori non di difensori grandi per fare ottime gare. Spero che qualcuno se ne avveda.
di Nello del Gatto

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