Napoli-Chelsea, 40mila biglietti venduti, 20mila ancora invenduti. Insomma, la corsa al tagliando non c’è stata

Improvvisamente, dopo una settimana, i siti (e immagino domani i quotidiani) tornano a occuparsi con rilievo della prevendita di Napoli-Chelsea. Ovviamente per dar notizia dell’assalto alle curve, unico settore economicamente accessibile visto che il biglietto costa 30 euro. Al termine della giornata, la società sportiva calcio Napoli comunica che fin qui, dopo una settimana, sono stati venduti 40mila biglietti. L’unico settore – lo dicono loro, non noi – che è andato esaurito sono le curve superiori. Restano ancora disponibili Curve Inferiori (30 euro), Distinti (100), Tribuna Nisida (120) e Tribuna Posilipo (180).
Seppure vogliamo attenerci ai dati ufficiali forniti dalla società, vuol dire che sono ancora disponibili 20mila biglietti (se vogliamo attenerci alla capienza ufficiale di 60mila, ma potrebbero essere anche un filo di più). Una cifra considerevole, per non dire altro, considerato ovviamente l’eccezionalità di un evento atteso in città da 25 anni. A mio avviso è un dato che meriterebbe una riflessione. Pacata, ovviamente. La corsa al biglietto non c’è stata, come peraltro documentato in maniera impeccabile qui sul Napolista da Francesca Leva e Ilaria Puglia. Abbiamo provato a informare e per qualcuno, invece, abbiamo solo voluto dimostrare la nostra tesi. Un po’ sono dispiaciuto. Napoli ha dato i Natali a grandissimi giornalisti sportivi, da Gino Palumbo e Antonio Ghirelli in giù, e mi ha addolorato leggere pagine sportive che hanno praticamente ignorato la questione. E mi domando il perché. Mi chiedo come mai le teste pensanti dei quotidiani (ovviamente la responsabilità non è di chi scrive) non si siano interessate a un fenomeno che andava quantomeno raccontato: il travaglio di una tifoseria che con la morte nel cuore rinuncia (o pensa di rinunciare, perché ci sono ancora dieci giorni di tempo) alla partita della vita a causa dei prezzi troppo alti. Questa prevendita segna un prima e un dopo, a mio modesto avviso, e dovere di un giornalista era ed è di testimoniarlo.
Massimiliano Gallo
p.s. ho molto pensato a cosa augurarmi. Sì, mi sono augurato che lo stadio non si riempisse. Oggi non più. Oggi mi sento solo triste. Di quella tristezza che mi ha preso prima di Siena-Napoli, quando ho realizzato che non sarò allo stadio per Napoli-Chelsea. E mi sono commosso. Come ha scritto Trapani, chi ci sarà non dimentichi di gridare anche per noi.

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