Il rosario di emozioni, dallo 0-5 di Milano ai 60.000 del Cittadella

Sorrento, giardini sospesi sul mare; la tavola è ancora imbandita e la radio gracchia: Milan zero (eh, il pareggio!) Napoli cinque (oh,mamma mia!); anni tanti ma ricordi nitidi; sarà il cielo della costa; 5 a 3 contro un diavolo stellare.
Esordio al San Paolo, ancora ottobre ma del ’60; stadio gremito, Tacchi dribbla, Bugatti difende; 3 a 2 alla lupa, trafitta da Pivatelli.
E poi Amalfi, due anni dopo, ma è primavera; la gioia, via etere, arriva da Roma: Corelli ha tradito la sua città e la coppa la alziamo noi.
E poi il Brescia, è il ’65; 4-0 e la cadetteria è alle spalle; Juliano, agli esordi, ma anche Ronzon, l’elegante; Canè l’azzecca due volte.
E poi l’estate; Altafini, prima, e Sivori,poi; subito grandi. L’angelo ha la faccia sporca; esce per ultimo e propizia la vittoria insaccando nella porta sguarnita. Bandoni saluta e mostra le mani, enormi, fasciate dai guantoni. Il brasiliano tocca leggero e mira nell’angolo; di testa sfiora quel tanto; Beato in panchina, col Petisso.
E poi la Juve; subito Petruzzo ma anche Montefusco, due volte; il Cabenzòn provoca e Panzanato mena; Heriberto è battuto, l’argentino, però, saluta.
E poi Beppone: il risultato ad occhiali per destino. Angelo Benedicto vola ma lo scudetto resta lassù perché la sorte è nera, come la giacca di Gonnella.
E poi Totonno, sempre al comando; il baronetto, invece, scalpita.
E poi trasferte, tante. Scaratti segna e l’Olimpico sfotte (jamme, jamme, ‘ncopp’…); Torrinpietra lo chiamano, come lo yogurt.
E poi Vinicio, il delirio della passione; core ‘ngrato ne sublima il ricordo e Ruud ne attenua il rimpianto.
E poi l’avvento, e l’impresa, e l’Ascoli e Ameri: “ …la palla è manovrata dai campioni d’Italia…”; la pelle è ruvida, la notte è finita.
E poi Stoccarda, e poi Bologna, con Verona che rimedia all’antico mestiere di Giulia; e poi Zola, e poi Ranieri, e poi Lippi, e poi…basta, domeniche di pace.
Sonnecchio; il cellulare: “Lucià, dove sei?;
“al San Paolo”;
“al San Paolo?!”;
“Napoli – Cittadella”;
“Cittadella?! e che scuorno!”;
“Siamo in sessantamila”;
“noooo, non è possibile!”.
Vuoto pneumatico; il risucchio è improvviso; e così… così…così.
Mimmo Taglialatela
(dalla pagina Facebook Didì, Vavà, Pelé site ‘a guallera ‘e Cané! – Cazzeggiazzurro)

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