Caro presidente, il Napoli non è un cinepanettone

Maradona, Careca, e ancora prima Sivori, Altafini, Vinicio, Jeppsson, i trionfi in Italia (due scudetti, tre Coppe Italia, una Supercoppa Italiana) e in Europa (una Coppa Uefa): travolto dal suo furore naif, Aurelio De Laurentiis ha buttato, come si dice a Napoli, tutto a mare. Al presidente azzurro va riconosciuto indiscusso talento nel rovinare i momenti migliori.La sua squadra strapazza l’Inter e si guadagna l’accesso alla semifinale di Coppa Italia? E lui straparla. Offendendo i tifosi, la città, i suoi amministratori, la sua stessa storia. Ancor più della sostanza, colpisce la forma: sbracata, caciarona. Al confronto, un qualsiasi bar dello sport fa la figura di una austera accademia svedese. Ancorché caduto in disgrazia, lo stile insomma resta quello di certe produzioni della casa: l’elogio del peto e del pernacchio, l’apoteosi dell’italian trash e del tettaculismo. Qualcuno avvisi il presidente, per favore, che il Napoli non è un cinepanettone.

Massimiliano Amato (tratto da L’Unità di oggi 27 gennaio 2012)

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