Sciopero, sciopero
io ci credo ancora

Sciopero Sciopero Sciopero! Un motivetto flebile ma insistente si è fatto strada all’improvviso nella testa dei tifosi del Napoli. Precisamente di Lunedì sera, minuto venticinque del secondo tempo di Napoli – Palermo quando il Pocho dolorante usciva rabbioso e dolorante dal campo. Con un pizzico di fantasia già ci immaginavamo le scene più impensabili. Lucarelli con il pugno sinistro alzato al cielo mentre cantava: “Venceremos adelante, o victoria o muerte”. Sognavamo Cannavaro mentre urlava: “Il contratto è mio e lo gestisco io”. Rullo che mostrava uno striscione con la scritta “La tribuna è dura e non ci fa paura”. Purtroppo siamo dovuti tornare con i piedi per terra. L’ipotesi di sciopero sembra essere sfumata nelle ultime ore, eppure finché non si avrà la certezza ci speriamo un po’ tutti che il turno di campionato possa saltare. Non perché riteniamo giusto che dei privilegiatissimi milionari possano protestare. Per la maggior parte di noi sarebbe un gesto di cattivo gusto oltre che ridicolo. Però se davvero l’Associazione Calciatori porterà a compimento la sua minaccia.. per il Napoli significherà andare a Genova condotti dal Pocho. È vero che c’è un Cavani straordinario e che Dumitru ha dimostrato nello scorcio di partita giocato di avere una buona personalità. Però il Pocho è il Pocho. Per il nostro Ezequiel c’è solo un aggettivo più di altri che possa far comprendere la sua importanza: insostituibile. Se come appare probabile Sabato si giocherà sarà davvero durissima andare al Ferraris senza Lavezzi. Quando l’altra sera il Pocho è uscito dal campo, per alcuni minuti, i giocatori del Napoli apparivano abbastanza spaesati e frastornati. Poi per fortuna è salito in cattedra Hamsik (segnalate se non siete d’accordo) e ha condotto la squadra alla vittoria insieme a Cavani. Comunque andrà a finire questa storia, immagini comiche a parte, la dirigenza azzurra potrà comunque trarre un utile insegnamento per il futuro: serve un vice- Lavezzi come il pane (oltre che un difensore VELOCE). Sciopero Sciopero Sciopero. Finché non si avrà la certezza della revoca cantiamoci in testa questo motivetto. Incrociamo le dita che per un turno di campionato i calciatori possano davvero incrociare le braccia.. pardon.. le gambe.
Valentino Di Giacomo

ilnapolista © riproduzione riservata