Pizzaiola e Aglianico, menù giusto prima della Steaua

Vorremmo omaggiarli a tavola, anche simbolicamente per dire: ce li mangiamo. Ma che nessuno si offenda, la cucina tradizionale rumena offre sapori piuttosto decisi e che non si sposano con l’orario serale. Tra minestra di verdure con carote patate e carne (ciorbă), pasticcio di mais (mamaliga) e dolce simile al panettone con semi di papavero (cozonac) la scelta è praticamente obbligata: la forchetta a centrocampo non può che essere italiana. Meglio, napoletana. La partita con la Steaua inizia alle 21.05 e, per usare un linguaggio decurtisiano, ci dobbiamo far trovare già mangiati. Il match è infrasettimanale, anche per questo non si può esagerare con le calorie e quindi suggerisco anche un’alternativa per chi è a dieta. Menu “normale”: carne alla pizzaiola con “schizzo libero” (siamo a casa e non si ha l’incubo di dover tornare al lavoro con la camicia a pois rossi); insalata verde con qualche ravanello, in modo da avere quel pizzico di retrogusto che ti tiene sveglio davanti alla tv (sale e olio con limone o aceto, il condimento è libero). Acqua minerale della marca che dovrebbe aiutare anche in quanto sponsor, il bicchiere di aglianico è facoltativo. Frutta di stagione. Il dolce e il liquorino (o lo spumante o lo champagne) sono in funzione del risultato. Per chi è a dieta insalata di mare alla pocho (nel senso di variabile un po’ pazza): ai classici calamari, seppie, polpetti e qualche frutto di mare aggiungerei alcune striscioline di peperone arrostito e una manciata di olive, in modo da colorare e personalizzare il tutto. Se al triplice fischio il matador, marekiaro e compagni ci hanno fatto il regalo di Natale, potete tagliare “quella ricotta e pere” furtivamente nascosta nei meandri del frigo. Buon appetito e forza Napoli.
Giuseppe Pedersoli

ilnapolista © riproduzione riservata