Cavani, una magia per sognare lo scudetto

Natale in Uruguay. Edinson Roberto Cavani Gómez detto Edi è già in famiglia a Salto, 500 km da Montevideo, mentre Napoli è ancora col naso in su ad ammirare la scia della strepitosa rete al Lecce, decimo gol in campionato (più sette in Europa), il secondo consecutivo a tempo scaduto: con Maggio (al Palermo) e Lavezzi (al Cagliari) sta diventando una piacevole tortura. Dell’attacco sudamericano a due punte del presidente De Laurentiis, Edi allo stadio e Belén al cinema, Cavani è quello con l’apparecchio per i denti. Altri segni particolari: implacabile. Prima della Steaua era un po’ giù. Tranquillo, che segni, gli hanno detto. «Lo so, lo so» . Edi sa. In anticipo. E dopo il gol esulta pacato, confortato dall’esattezza della premonizione e sostenuto da una fede incrollabile e dall’amore per Maria Soledad, che a fine marzo partorirà Bautista. «Lo aspettavamo da un po’, ma non decidiamo solo noi…» . Piede (buono) e cuore (felice) compongono l’alchimia dell’ex bambino cagionevole sbarcato a Napoli per far innamorare il San Paolo. C’è la dedizione per il calcio, che Mazzarri sa corroborare con una preparazione di cui parlano anche i muri di Castel Volturno. E c’è il nutrimento del privato, il dono condiviso con la famiglia («Non ringrazio per il gol, ringrazio per la fede» ), papà calciatore, migliore amico calciatore (Walter Gargano, che giovedì sposa in Uruguay la sorella di Hamsik), figlio futuro calciatore. Nascerà a Napoli, alle pendici di Maradona, dove il sogno scudetto, oggi, non fa più paura. Gaia Piccardi (dal Corriere della Sera)

ilnapolista © riproduzione riservata