Razzismo a Udine, aggrediti zio e nipote

Momenti di paura ieri pomeriggio fuori dello stadio Friuli. Ultrà friulani si sono scagliati contro un bambino che con lo zio si trovava vicino alla curva Nord. Avevano una bandiera e una sciarpa del Napoli. Tutto è accaduto davanti a due poliziotti della questura che non hanno esitato a soccorrere i malcapitati facendoli salire su una Punto per portarli fuori della mischia. Due ultrà, però, si sono lanciati contro l’auto, sferrando calci e pugni e mandando in pezzi i cristalli laterali. Sono rimasti leggermente feriti i due poliziotti, uno ne avrà per un paio di giorni.
Sull’episodio le indagini sono in corso e la questura assicura il pugno duro contro chi se l’è presa con l’uomo e il bambino. Questo è l’unico episodio di violenza registrato ieri fuori dello stadio prima del fischio d’inizio di Udinese-Napoli, in una città controllatissima per il temuto arrivo (come si era riferito nei giorni scorsi) di facinorosi dal Sud.
In una gelida domenica di novembre, zio e nipote, napoletani d’origine, ma residenti a Buttrio, sono arrivati al Friuli con il biglietto d’ingresso in tasca e il posto riservato in tribuna. Forse per evitare di rimanere imbottigliato nel traffico, l’uomo ha cercato di parcheggiare l’auto piuttosto lontano, verso la frazione dei Rizzi, e da lì, con il nipotino, raggiungere a piedi l’ingresso dello stadio. Ma è stato costretto a passare davanti alla curva Nord dove la bandiera e la sciarpa del Napoli non sono passate inosservate. Un gruppo di ultrà friulani – stando alla ricostruzione fatta dalla polizia – si è avvicinato ai due e ha iniziato a inveire contro di loro.
Fortunatamente, nelle vicinanze si trovavano due poliziotti in borghese della Squadra mobile di Udine che non hanno esitato a soccorrere zio e nipote facendoli salire sulla Punto. Tutto questo mentre gli ultrà bianconeri rivolgevano verso i poliziotti degli sfottò, con sacchetti dei rifiuti sventolati come palloncini.
Tutto finito? Niente affatto perché gli ultrà, quando l’auto ha iniziato a muoversi, si sono scagliati contro il mezzo sferrando calci e pugni fino ad arrivare a mandare in frantumi, verso l’i nterno, i cristalli laterali. Danneggiata anche la fiancata dell’a uto. I passeggeri, invece, hanno riportato alcune ferite lievi provocate dalle schegge di vetro. Ad avere la peggio è stato un poliziotto al quale sono stati prelevati alcuni pezzetti di cristallo da un occhio: ne avrà per due giorni.
Visibilmente impaurito il bambino arrivato allo stadio solo con il desiderio di seguire la squadra del cuore. Pure per questo la Questura assicura che userà il pugno duro contro gli ultrà che se la sono presa con un bambino. Le indagini sono in corso anche se la polizia avrebbe già individuato chi si è scagliato contro l’auto. I tifosi friulani rischiano grosso: dai divieti di ingresso allo stadio (Daspo) a eventuali denunce.
Inutile dire che i poliziotti hanno raccomandato allo zio del bambino di non avvicinarsi alle zone riservate alle tifoserie avversarie quando si reca allo stadio.
Tranne questo episodio, il servizio di sicurezza (opportunamente potenziato in città proprio per evitare di andare incontro alla guerriglia che si era scatenata a febbraio in occasione della partita con il Napoli) ha funzionato. Tra le misure anti guerriglia, c’era l’ordinanza della Questura che a Napoli vietava la vendita dei biglietti a chi non era in possesso della tessera dei tifosi e in Friuli limitava la vendita solo ai napoletani residenti in regione. Tant’è che alcuni militari campani di stanza a Venzone, proprio perché non residenti in regione, non hanno potuto entrare allo stadio.
Ma a vigilare sulla partita, ieri, fin dalle prime ore del mattino, c’erano centinaia di poliziotti con i colleghi della Celere di Padova e i carabinieri di Gorizia. Oltre agli agenti della polizia municipale e agli steward dell’Udinese calcio che all’ingresso della curva sud controllavano uno per uno i tifosi napoletani che si presentavano ai cancelli. All’esterno dello stadio, la situazione è stata monitorata da 70 punti di registrazione dotati di dispositivi informatici. Controlli sono stati effettuati anche nella stazione ferroviaria dove è arrivata una comitiva di napoletani e ai caselli autostradali.

Messaggero Veneto

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