Mastella vuole candidarsi e sfrutta la passione azzurra

La sfida col Milan è andata male, ma se non altro lunedì sera c’è stato un esordio al san Paolo: non di Dumitru, che lo ha già fatto nel brutto match perso contro il Chievo, ma della campagna elettorale a sindaco di Napoli di Clemente Mastella. Al di fuori dello stadio, infatti, sono stati distribuiti in gran copia volantini a sostegno della corsa a numero uno di palazzo san Giacomo intrapresa dal ceppalonese, forse in assoluto la prima mossa pratica di Mastella dopo la proclamazione della volontà di candidarsi sebbene le alleanze, le primarie e le coalizioni.
Non è intenzione di chi scrive entrare in polemica con l’eurodeputato dei Popolari per il Sud ex-Udeur eletto a Bruxelles con il Pdl, né urtare i suoi sostenitori.
Però è innegabile che la trovata propagandistica propinata sia abbastanza bassa. Il bianco e l’azzurro quali unici colori, la foto della squadra campione d’Italia ‘86/’87, il simbolo della società, il faccione assorto del nostro uomo e lo slogan “un tifoso a palazzo san Giacomo”. E’ una trovata di quella demagogia talmente facile che uno si immagina che gli spin doctor del terzo millennio, addestrati alla più alta complessità retorica e comunicativa, abbiano rimosso stratagemmi del genere dal proprio orizzonte. Se la maglia col numero 10 regalata a Fini da Rivellini non è piaciuta a molti napolisti, anche questa notizia non può lasciare indifferenti.
Anche perché l’accostamento Mastella – calcio Napoli, pur volendo tralasciare l’esperienza da consigliere d’amministrazione del club azzurro del buon Clemente e volendoci concentrare sul più recente passato, non porta alla mente sensazioni piacevoli. Appena due anni fa, da inviato al san Paolo per la trasmissione “Quelli… che il Calcio”, Mastella non se l’è cavata benissimo. Quella che doveva essere un’operazione simpatia si è rivelata un boomerang: l’onorevole, trovatosi a calcare la tribuna stampa in concomitanza del tracollo della gestione tecnica di Edy Reia, si è fatto la nomea del menagramo. Tant’è che, cercando su  Google riscontri d’archivio sulle sue prestazioni da commentatore sportivo, tra i primi risultati che ho trovato ci sono i seguenti gruppi facebook: “impediamo mastella (sic!) di venire al san paolo” (21 membri); “PER CHI NON VUOLE PIU’ MASTELLA AL SAN PAOLO” (tutto maiuscoletto nell’originale – 62 membri); “Quelli Che… SI SONO FRACASSATI LE PALLE (eventuali querele da rivolgere al responsabile del gruppo) DI VEDERE MASTELLA IN TV” (23 membri); e, infine, “Via Mastella da "Quelli che il Calcio"!” (137 membri).
Si dice che due indizi facciano una prova. Mastella, che è stato anche sfiorato dal processo per fallimento del Napoli di Corbelli e Naldi, ha questi precedenti. Adesso, seppure solo su carta, si fa rivedere allo stadio. E come finisce la partita? Mah. Non è vero, ma ci credo!
di Roberto Procaccini<img class="alignnone size-medium wp-image-13612" title="mastella candidato 1" src="https://www.ilnapolista.it/media/upload/mastella-candidato-1-249×175.jpg" alt="" width="249" height="175" /></a><img class="alignnone size-medium wp-image-13613" title="mastella candidato" src="https://www.ilnapolista.it/media/upload/mastella-candidato-250×175.jpg" alt="" width="250" height="175" /></a>

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