De Laurentiis, il mio Napoli come il Barça

E’ un Napoli che guarda al futuro quello che il presidente Aurelio De Laurentiis, intervistato dal Corriere dello Sport da Antonio Giordano e Rino Cesarano, sta allevando: "In testa abbiamo il modello-Barcellona. Per costruire quella squadra di mostri, quasi imbattibile, ci sono voluti cinque-sei anni, avendo però delle basi, delle strutture. Noi eravamo stati azzerati, nè calciatori e nè maglie. Ora siamo alla pari con le grandi e vogliamo crescere sempre. Costruiremo altri nove campi, alcuni in sintetico, da far utilizzare a tutte le formazioni giovanili. Vorrei allestire una vera e propria casa-Napoli, una specie di college in cui ospitare i ragazzi. Ci estenderemo su altri cinquanta ettari, a Castelvolturno: le idee non ci mancano, per fare tutto, servirebbe l’aiuto di San Gennaro. Un passo per volta".

PRESENTE – Intanto, gli azzurri volano in campionato e sognano dopo la vittoria contro la Roma che li ha portati al secondo posto in classifica alle spalle della Lazio dell’ex Edy Reja e in coabitazione con Inter e Milan: "Orgogliosi di noi. Il Napoli è diventato la mia ragione di vita. Un film nasce e poi muore, va in circuito ma ne stai già pensando un altro. Il Napoli è un progetto, è la continuità di un’idea, è una filosofia". Un progetto che si basa su colonne portanti di nome Mazzarri, Hamsik e Cavani: "Mazzarri mi è sembrato immediatamente la persona giusta nel momento giusto. Aveva già gestito calciatori importanti, diciamo anche difficili: è uno che sa assumersi le proprie responsabilità, che tratta chiunque come se fosse un campione. Ho puntato su di lui ad occhi chiusi, l’avevo già bloccato da un bel po’. Hamsik vuole la Champions? E chi dice che non deve conquistarla qui da noi? Lascio liberi i calciatori di avere delle ambizioni. E se Hamsik ha firmato con noi fino al 2015 vuol dire che ritiene questo il grande club con cui inseguire i sogni. Cavani? Mi sono mosso di nascosto, perchè avevo paura che me lo portassero via. Ci ho creduto da sempre, sono contento di averlo preso. Il colpo eclatante è stato lui, ma lo è stato il rilancio di Dossena, o anche quello di Grava, Aronica e Pazienza, che sono merito di Mazzarri. E lo sono anche Yebda, Dumitru e Sosa. Avremo mesi per valutare la forza di questi calciatori, per capire se alcuni di loro andranno riscattati".

MERCATO – E si avvicina la sessione di riparazione di gennaio. De Laurentiis, però, sembra già proiettato a giugno: "Quando si attrezza una squadra, bisogna aver tempo e fiducia. Ora l’analisi obiettiva sarebbe prematura e anche un po’ assurda. Penso che a fine marzo sarà possibile capire chi siamo. Nel calcio, basta perdere una partita per diventare inadeguati o immaturi. Ecco perchè preferisco viaggiare a fari spenti. Ma per far crescere ulteriormente questo Napoli, penso a tre innesti per l’anno venturo".

RIVELAZIONE E LOTTA SCUDETTO – De Laurentiis, riguardo al giocatore rivelazione di questo inizio di stagione, si allinea al pensiero generale: "Riconosco che quel Pastore è un vero genio. L’ho seguito pure l’anno scorso. Il Palermo ha molte analogie con noi del Napoli, perchè va alla ricerca di ragazzi da inserire all’interno di un programma di crescita. E’ un bel modo di fare calcio, questo". "Scudetto? E’ ancora troppo presto per sbilanciarsi, perchè siamo all’inizio. Ma l’Inter non mi sembra la strafavorita. Stavolta non esistono più i primi della classe. Appena qualche mese fa, se la Roma non avesse sbagliato la partita con la Sampdoria o pareggiato con noi 2-2, lo scudetto sarebbe stato dei giallorossi. Quest’anno l’equilibrio mi pare ancora più marcato. Lazio in testa? Ho sentito Edy (Reja, tecnico dei biancocelesti, ndr) per gli auguri di compleanno. Ho stima forte di lui. La Lazio ha un buon organico e non ha il problema delle gare infrasettimanali".

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