Senza Fassone sono uno juventino contento

Vi spiego chi è Marco Fassone. La principale fonte di gioia del tifoso juventino ora che finalmente se n’è andato. Non so sia oleografico pensarla in questo modo ma a quanto pare, almeno nell’opinione pubblica juventina, s’è rifilato un pacco a Napoli.  Cosa ci abbia visto il vostro presidente non è chiaro. Lo stesso Fassone ha parlato non a caso di visioni. Uomo di calcio non è se non a latere del campo. Cosa avrà attratto il presidente ? L’età. E’ il nuovo corso: sposare vergini più che progetti. E’ la philo del dopo Marino: giovani e rampognabili. Fassone Marco, professione dirigente che nella confusione e poliedricità di ruoli oggi può significare o meno, professione dirigente oggi che mentre vendono la merce devono essere anche come le ragazze di Dalla, ottimisti se non addirittura di sinistra, uno che nel club dove lavora fa agisce conosce gente (tanto il fumo lo paga sempre qualcun altro), un aziendalista senza troppa arte ma di parte, uno che sta sempre e comunque al p(i)atto, diggì o dee jay che dir si voglia, è stato uno dei più odiati in questi anni di Juventus.
Ha fatto parte dei fantastici quattro post i 3 Piccoli Padri con Blanc, Cobolli e Gattino alla inesistente comunicazione. Subito dopo Blanc, secondo nella hit parade delle freccette. Era il secondo di Romi Gai, il salvadanaio della Triade, il genio commerciale al di là del bene e del male. Promosso non per merito ma per abbandono nuovista dell’ancien regime, non per caso ma per abbandono politico di titoli come Clay, s’è occupato di stadio nuovo, magliette, tifo organizzato raggiungendo risultati comunque la pensiate ragguardevoli. Lo stadio nuovo? Ora che lo fanno sul serio, l’hanno già mandato via da un anno. Non s’era mai visto rifilare ai clienti di una squadra dai colori bianco e nero una sciarpa dai colori nero e azzurro. Non s’era manco visto un dirigente sorridere al goal degli avversari (e farsi immortalare). Non s’era ancora visto un dirigente che in qualità di membro di quell’Osservatorio che decide vita e morte di cori e tifoserie denuncia costantemente i suoi. Suggerisce punizioni, chiude curve, valorizza Balotelli come neanche Raiola. Un modo come un altro per gestire la contestazione e farsi un robusto danno addosso ma Fassone non è soltanto questo.
E’anche quello che dà un prezzo a tutto. Che moltiplica gli zeri sui biglietti. Anzi. Che mette biglietti anche dove non pensavi che ci fosse posto. Che fa lo stadio si. Tutto intorno a te. Con le buone e con l’Osservatorio. Ed in questo De Laurentiis non è stato visionario come piacerebbe credere. Che fa lo stadio sì, nel senso che li svuota.
Vincenzo Ricchiuti

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