Una maglia tricolore per una Juve senza titoli

E’ stata subito chiamata la "maglietta ecologica", perché realizzata con poliestere riciclato: per farla servono otto bottiglie di plastica. Bella idea, non c’è che dire. Riciclare è giusto ed ecologicamente corretto. E’ la seconda maglia della Juventus, quella con la quale, secondo le indicazioni dell’ex presidente Jean Claude Blanc, la squadra di Delneri giocherà "almeno venti partite" durante la stagione.  Ma, c’è un ma. Attenzione, il bianconero tipico della Juventus si trasforma in una maglia bianca con una fascia centrale tricolore. Mentre il portiere avrà a sua volta una maglia bianca con il tricolore sulle spalle. "Il tricolore? Un omaggio ai 14 milioni di tifosi bianconeri d’Italia", ha spiegato il general manager di Nike, Andrea Rossi (vedi Gazzetta della sport). La domanda allora sorge spontanea. Ma la nuova Lega di serie A ha approvato il look di questa maglietta? Perché il tricolore indica la squadra vincitrice del titolo nazionale, che può inserire lo scudetto sulla sua maglia, e la squadra vincitrice della Coppa Italia, che  può fregiarsi del cerchietto. Quest’anno li indosserà entrambi l’Inter. L’altra squadra che avrà lo scudetto sulle sue magliette, ma nel campionato Primavera, sarà il Genoa. Saranno pure 14 milioni i tifosi della Juventus in Italia, ma son pur sempre minoranza rispetto al numero complessivo dei sostenitori delle altre squadre. Perché mai non dovrebbe avere il tricolore sulla seconda maglia il Milan, o il Napoli, o la Roma? Così, giusto per citare, a parte l’Inter, le formazioni che seguono per numero di tifosi la Juve. Noi restiamo dell’idea che il tricolore sulle divise si conquista sul campo. La pensa così anche la nuova Lega di serie A?
<strong>Paolo Carafa</strong>

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