Caro Diego ti scrivo,
così mi distraggo un po’

Caro Diego ti scrivo,
così mio distraggo un po’. E soprattutto ti scrivo prima (della partita) perché dopo sarebbe troppo facile. L’ho detto in altre occasioni, mi ripeto senza consultare wikipedia, la definizione è mia personale: dicesi artista colui che, in qualsiasi ambito, campo, settore, attività, è capace di trasmettere emozioni. La partita è tra circa un’ora. Se adesso un medico infilasse il suo sfigmomanometro al mio braccio, mi impedirebbe di vedere Argentina Brasile. La pressione, lo sento, è ai limiti di guardia (oddìo, anche perché un po’ di ipertensione già c’è).

Si giocherà a pallone, ognuno come gli va,
e infatti Lippi se n’è andato a casa, questa la verità.
Da quando sei partito, c’è una noia qui in città,
il Calcio Napoli è fallito e qualcosa ancora qui non va.
Nuovi allenatori, e presidenti che fanno film, giocatori che hanno cresta o tatuaggi, ma nessuno è come te.
Ecco caro Diego, perché ti scrivo ti dico, e come sono contento, che tu oggi sei un portento…..
Dici che vincerete, perché il Barba gioca con voi…. Non so se questo è vero, se Dio si occupa di te….
Ma oggi ci voglio credere, e te lo dico prima del fischio d’inizio: Napoli è con te.
Mi dispiace essere un po’ volgare, ma il vaffanculo è obbligatorio, per moralisti e criticoni di ogni età.
Vada come vada, vamos a ganar.
Grazie, Diego. Secondo me tu non esisti, sei un angelo sceso di cielo in terra a miracol mostrare.
E se hai commesso qualche peccato, il Barba ti perdonerà.
Giuseppe Pedersoli

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