Il Quaglia in Sudafrica
rovina i piani del Napoli

Ha detto ladrona o tardona? Era fuori tempo o Marchisio è un leghista represso? L’Italia va ai Mondiali in Sudafrica col giallo (o presunto tale) del labiale del centrocampista juventino. Strano paese il nostro, non c’è che dire. Dove c’è un partito politico che ha costruito le sue fortune al grido Roma ladrona e nessuno dice nulla. Ma se un calciatore della Nazionale osa ripetere le parole di Bossi , ecco che si grida allo scandalo. Non so voi ma personalmente, a me se ha detto ladrona, porcona o altro, non frega assolutamente niente.
Così come ben poco mi interessa della polemica alimentata dal ministro Calderoli sull’entità dei premi da assegnare agli azzurri. Demagogia spicciola e sano populismo. Ma perché il patriottismo in Italia lo pretendiamo sempre e solo dagli atleti che ci rappresentano in manifestazioni sportive? Ricordo una polemica simile alle ultime Olimpiadi, sempre sui premi in denaro da assegnare. Che cosa vogliamo dimostrare? Che non gareggiano solo per l’onore di patria?  
Mah. Detto questo, comincia la settimana dei Mondiali (al via venerdì 11). Dopo un lungo travaglio, le convocazioni di Maggio e Quagliarella (oltre a quella già prevista da De Sanctis) mi hanno convinto a tifare Italia. Certo, una parte del mio cuore batterà sempre per Diego e per la sua Argentina, però vedere Quagliarella esultare con la maglia della Nazionale dopo un gol da attaccante di razza è stato un tuffo al cuore. Io Fabio la amo, credo che abbia vissuto una stagione sacrificata, vittima di malintesi tattici. E sono convinto anche che la società – con Mazzarri – avesse deciso di metterlo sul mercato. Uno tra lui e Lavezzi è di troppo e il popolo, si sa, va accontentato. Una volta tanto, però, Lippi ci ha fatto un favore e il Quaglia ai Mondiali secondo me ha scompaginato i piani societari. Il popolo, a mio avviso, va anche educato. Speriamo che ci sia la volontà di farlo.
Massimiliano Gallo

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