Mazzarri sembra Fonzie
Non sa dire: ho sbagliato

Ciascuno di noi ha pregi e difetti. E appena è arrivato a Napoli, sembrava che Mazzarri avesse solo pregi. Abbiamo provato per mesi a trovare qualcosa che non andasse in quel tecnico che si sbracciava come un dannato in maniche di camicia anche quando faceva un freddo cane. I più saggi tra noi dicevano: “Aspettiamo che cambi il vento, gli uomini si vedono nelle difficoltà”. E così è stato. Quando le cose hanno cominciato a girare diversamente, il tecnico livornese ha palesato i suoi limiti. A volte sembra Fonzie, non riesce a dire di aver sbagliato, come nella conferenza di oggi. Ed è un limite non da poco.
Ha cominciato all’inizio del girone di ritorno. Se l’è presa con la sfortuna e con l’arbitro dopo la sconfitta di Udine, e ci poteva stare, poi s’è appellato a San Gennaro dopo i pareggi casalinghi con Genoa e Inter. Trattandoci un po’ come primitivi con l’anello al naso, quali non siamo. Quella lezione mi sa che l’ha imparata: il buon Ghirelli sul Mattino gliele cantò e Mazzarri non si è più permesso. Però i problemi non li ha risolti. Certo, non è colpa sua se il nostro attacco è asfittico. E’ ammirevole l’ostinazione con cui difende i suoi uomini, ma capisca che la sfortuna non esiste, come diceva Enzo Ferrari uno che di vittorie se ne intendeva. Altrimenti dobbiamo pensare che anche il filotto iniziale di successi sia stato dovuto alla dea bendata, a una serie di concomitanze favorevoli. Ma sviliremmo il suo lavoro, mister Mazzarri. E non ci sembra il caso.
Massimiliano Gallo

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