
Simeone continua a segnare: quarto gol col Torino, a Napoli un po’ di nostalgia c’è
di - Segna anche contro il Pisa e si fa sentire insieme ad Adams. Roma, Lazio e Napoli le altre vittime
Maurizio Sarri, l’allenatore del Sarrismo: le tre stagioni al Napoli (2015-2018) con i 91 punti, l’Europa League vinta al Chelsea, lo scudetto alla Juventus e l’esperienza alla Lazio. In questa sezione tutti gli articoli, le analisi e le opinioni del Napolista su Sarri: dal calcio più bello della storia azzurra alle polemiche per le scelte successive.

di - Segna anche contro il Pisa e si fa sentire insieme ad Adams. Roma, Lazio e Napoli le altre vittime

di - Nessuno ha dimenticato lo scudetto dopo trentatré anni e il tatuaggio del tecnico sull'avambraccio sinistro. Il 7 dicembre l'incontro tra il "napoletano" Spalletti e lo "juventino" Conte.

di - Si può cambiare squadra senza aver prima giurato fedeltà eterna, come ha fatto tante volte Antonio Conte. E si può invece cedere al populismo come Spalletti che pronunciò quella parole per intestarsi quello scudetto

di - Da Buongiorno a Lobotka, da Lukaku a Hojlund oltre a De Bruyne: in infermeria c’è stato un discreto viavai che ispira anche riflessioni sulle cause di infortuni ormai sistematici

di - A Dazn: «Abbiamo sofferto, ma anche limitatamente in questa partita che abbiamo giocato con qualità. È da un mese che la squadra sta facendo bene».

di - In conferenza: «Sono tutti luoghi comuni giornalistici. Oggi c'è l'alimentazione, la prevenzione e la fisioterapia, un milione di fattori. Con la società ho un buon rapporto, ciò non vuol dire che io debba essere sempre d'accordo»

di - Conte ha vinto troppo per non essere anche saggio. Elegante ma impietosa l’immagine del primo tempo giocato con scarpette da ballerine

di - Se le stesse parole, dopo due sconfitte in sette giornate, le avesse pronunciate Maurizio Sarri, noi lo avremmo massacrato. E non solo noi

di - In conferenza: «Avrei abbandonato subito. Qui ho avuto forti remore a farlo. Questa forza non mi sta lasciando, nonostante tutte le bestemmie che sto tirando».

di - «Mi è rimasto impresso quando, durante un’esercitazione tattica, Sarri stava mostrando al portoghese i movimenti che avrebbe dovuto fare nei calci piazzati. Lui era contrariato».

di - Rovella, Cataldi, Provedel, Luca Pellegrini, Immobile, Marusic e Romagnoli. Nessuno è indagato. Quando furono chiamati sotto la curva dopo Monza-Lazio

di - L'allenatore della Lazio: «I soldi non giustificano tutto. E poi i soldi non li prenderebbe neanche la Lega se Rabiot non scendesse in campo tutte le domeniche».

di - Ai canali ufficiali della Lazio: «Le squadre B vanno contro il campanilismo calcistico. Cosa facciamo noi per far arrivare pronti i nostri giovani? Il campionato Primavera che si gioca in stadi indecenti, con 150 spettatori.»

di - Ai canali della Lazio: «Siamo in difficoltà, è palese. Dopo il Torino c'è stato un momento di forte giramento. Non posso essere solo io quello che deve avere pazienza»

di - Libero smentisce quelli che stanno salendo sul carro di Max. “In un campionato di guru in crisi, a volte, questa semplicità sembra la più grande delle rivoluzioni”

di - Non giocava dal 4 maggio. La Roma è riuscita a incidere su un errore della Lazio, al contrario dei biancocelesti con Dia. Il derby si conferma una roulette.

di - A Dazn: : «La solita incazzatura e tristezza post derby perso l'altro però ha avuto una storia diversa perché nel primo tempo perdevamo già 3-0».

di - Per Sarri invece tutto male: Dia si mangia un gol, Cataldi colpisce il palo: tre punti dopo quattro partite ma lui continuerà a parlare come se fosse l'ospite d'onore

di - Ai canali ufficiali del club: «l'ammonizione di Rovella era preventiva. Il derby è la partita più pesante mai fatta, è emotivamente massacrante, vorrei cominciare a pensarci fra qualche giorno»

di - Nervoso, scuro in volto, Sarri vola subito a bordo della macchina del ds Fabiani e diserta le interviste dopo il triplice fischio. La società parla di “motivi familiari” (in realtà, solo un pit stop a Castelfranco)