
Il Napoli di Gattuso è troppo prevedibile in attacco
di - Non si vedono segnali di miglioramento. È la condanna del calcio sistemico: tutti gli aspetti tattici devono essere pressoché perfetti perché la squadra renda
Le analisi tattiche del Napolista: lo studio sistematico del gioco, dei moduli, delle scelte di allenatore. In questa sezione vivono i longform che ricostruiscono cosa è successo in campo oltre il risultato: scelte di formazione, dinamiche di pressing, costruzione dal basso, marcature preventive, transizioni offensive e difensive. Sono pezzi pensati per il lettore che vuole capire i meccanismi, non solo i fatti. Una sezione che dà valore al Napolista come testata di approfondimento, non solo di cronaca.

di - Non si vedono segnali di miglioramento. È la condanna del calcio sistemico: tutti gli aspetti tattici devono essere pressoché perfetti perché la squadra renda

di - L'allenatore sta provando a variare sistemi nella stessa partita, non sempre però la concentrazione dei calciatori è adeguata

di - Contro squadre come il Parma, non ha soluzioni se non lo sterile possesso palla. È un problema che Gattuso non avrà nell'unico match che davvero conta

di - L'allenatore è riuscito a dare più equilibrio alla squadra ma la scoperta di nuove possibilità in attacco passa dalla sperimentazione di uomini e meccanismi

di - La sua sperimentazione non può e non deve creare una squadra su due livelli. Deve lavorare per creare nuove sinergie oltre a quelle storiche

di - Col Milan si è vista molta più libertà di movimento in avanti, Lorenzo ha agito da regista avanzato. Il tecnico sta lavorando a un nuovo equilibrio

di - Sta portando il Napoli a giocare in più modi, in difesa e in attacco. Gioca in verticale, come dimostra il gol di Lozano. E a destra, prescindendo da Insigne

di - L'allenatore sta costruendo una squadra sul capitano. Con l'Atalanta è andata male, con la Roma bene. Bisogna esplorare nuovi territori, per il bene del Napoli e di Insigne

di - Sta costruendo una squadra idealmente a metà tra quella di Sarri e quella di Ancelotti, un po' dogmatica e un po' pragmatica
di - Ha rinunciato a una parte delle proprie idee affinché il Napoli avesse l'identità più efficace. Se 4-3-3 dev'essere, ci si difende in maniera diversa rispetto al passato

di - Vuole una squadra aggressiva e che costruisca dal basso. Ma agli azzurri sembra mancare ancora tanto, in termini di equilibrio tattico, per insistere su certi concetti

di - Col Torino siamo entrati nella terza fase del progetto-Gattuso. Ora il Napoli ora è una squadra che ha una sua identità, che subisce poco, che sa rimanere compatta

di - Contro il Barcellona il Napoli ha giocato la partita giusta: 4-5-1, costretto Messi ad allargarsi, Umtiti a giocare 123 palloni e ha pagato l'uscita di Mertens

di - È una prerogativa delle grandi squadre. È tornato al 4-3-3 puro. Ha creato poco ma ha anche concesso pochissimo

di - Anche a Cagliari sceglie un approccio più accorto: il 4-1-4-1 con Mertens garantisce più equilibrio e gli consente di giocare con la qualità di Fabian, Elmas e Zielinski

di - Contro l'Inter, come contro Lazio e Juventus, ha abbandonato le velleità di dominio dell'avversario. Oggi il Napoli non può consentirselo

di - L'analisi tattica. A Liverani basta muovere due pedine per mettere in difficoltà gli azzurri che appena abbassano il ritmo diventano innocui. Quanto manca il vero Koulibaly

di - Nel finale, una sapiente e ambiziosa mossa tattica ha deciso la partita. Il tecnico sta chiedendo (e ottenendo) a Insigne di andare oltre sé stesso

di - L'allenatore è stato bravo a tornare sui suoi passi, si è adattato allo stato dei suoi giocatori e ha cominciata costruire il palazzo dalle fondamenta

di - Imposta la partita per soffrire meno, con il possesso palla al centro del gioco. Demme davanti alla difesa e Lobotka abile a pressare. Il sacrificio di Insigne