Vogliono far fuori Malagò per piazzare Galliani (82 anni) alla guida del calcio italiano
Per Repubblica sarebbe lui l'uomo della transizione dopo il commissariamento. "Stavolta non mi tiro indietro" le sue parole non ufficiali.

Ar Venezia 12/05/2025 - campionato di calcio serie A / Venezia-Monza / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Adriano Galliani
Giovanni Malagò prova a difendersi in ogni modo. Secondo alcuni ce la farà, secondo altri no. Repubblica, nell’informato pezzo di Matteo Pinci, riporta i rumors di Palazzo, con un consigliere federale anonimo che ha sussurrato: “Ci hanno detto che il commissariamento è sicuro” per poi aggiungere: “ma non finirà qui, ci sono già dei consiglieri pronti a fare ricorso, sarà un’altra battaglia”.
Il futuro del calcio italiano è più terremotato del presente
Il futuro del calcio italiano è più terremotato del presente. Il governo, con in testa il ministro Abodi, ha deciso di far fuori Malagò dalla Federcalcio ed è spalleggiato dal Coni di Luciano Buonfiglio (il fuoco amico di cui ha parlato Malagò) irritato per la nomina di Diana Bianchedi – vice presidente vicaria del Coni – a capo delegazione della Nazionale.
Repubblica scrive che, nonostante le parole di ieri del presidente della Lega Serie A Simonelli, parole apparentemente in difesa di Malagò, c’è già un piano per la successione. E il piano ha un nome e un cognome: Adriano Galliani.

Scrive Repubblica:
“c’è già chi lavora sotto traccia al dopo, per non farsi trovare impreparato. Proprio come a marzo prima dei play-off mondiali. Alcuni club di Serie A — confidando in un commissariamento breve, solo per indire elezioni — hanno già avviato i contatti per trovare un successore. E lo hanno identificato in Adriano Galliani, 82 anni, senatore di Forza Italia e pronto a guidare la Figc per una transizione breve, due anni, fino alle prossime elezioni. Almeno in quattro si sono mossi. “Stavolta non mi tiro indietro”, ha confidato l’ex ad del Milan a chi gli è vicino”.
Aggiungo Repubblica:
“C’è il governo, come detto, dietro al piano per far fuori Malagò. Il ministro per lo Sport Abodi non fa mistero di esercitare un indiscutibile strumento di pressione sul Coni e sul suo presidente Luciano Buonfiglio: se non commissariate la Figc, sarà la politica a commissariare il Coni per omesso controllo”.
Il nodo resta il mancato tesseramento al momento dell’elezione.