Allegri: “Inutile imitare Paesi con culture calcistiche diverse e denigrare il calcio italiano. La difesa fa parte della nostra storia”
In conferenza stampa: "Bisogna migliorare i settori giovanili e trovare formule nuove. Ma non basta dire: bisogna fare. Chiudere Open Var? Meno cose si fa e meglio è. A Leao ho detto: "'Pulisic non ti ha visto, altrimenti te la dava'. Non ci voleva molto."

Cm Como 15/01/2026 - campionato di calcio Serie A / Como-Milan / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Intervenuto in conferenza stampa, Max Allegri ha così presentato il match di domani contro il Torino.
Le parole di Allegri
Luka Modric ha portato il suo Pallone d’Oro del 2018 a Casa Milan. È il simbolo del suo legame già forte col Milan?
“Luka è arrivato e ha portato qualità non solo sul piano tecnico ma soprattutto a livello umano e professionale, soprattutto per i giovani. Vedere un giocatore, un uomo, Luka ha 40 anni, con passione e amore per quello che fa è straordinario. Questo genera entusiasmo e infonde positività nell’ambiente.”
Come stanno Gimenez e Leao dopo l’episodio di Roma? Com’è l’umore in squadra?
“Sono situazioni che capitano nel corso di una stagione dove contano molto i punti. L’unica cosa da fare è mantenere la calma. Domani abbiamo una partita importante prima della sosta. È complicato perché il Torino, da quando è arrivato D’Aversa, ottiene buoni risultati. Lasciamo perdere quello che è successo e concentriamoci su domani. Gimenez sta bene, domani sarà disponibile.”
La corsa scudetto è ormai chiusa?
“È naturale che la sconfitta con la Lazio… Il calcio è meraviglioso proprio per questo: tutti pensavano che l’Inter avesse perso due punti e invece no. Loro hanno ancora il destino nelle loro mani per lo scudetto, noi ce l’abbiamo per la Champions. Dobbiamo concentrarci partita dopo partita. Poi, quando la matematica stabilirà che l’Inter ha vinto lo scudetto e il Milan è in Champions, allora non potremo più vincere lo scudetto e non usciremo dalla Champions.”
La coppia Leao-Pulisic:
“Per quanto riguarda Leao e Pulisic, hanno avuto una stagione con infortuni: uno ha saltato la preparazione, l’altro ha fatto una buona preparazione e poi è stato fermo due mesi. Ora è importante fare bene negli ultimi due mesi. Pulisic sta bene, fisicamente a Roma ha fatto una prestazione positiva. Manca precisione nei tiri, ma la ritroverà. Rafa ha 9 gol, mancano ancora partite e può arrivare in doppia cifra. Ora abbiamo tutti a disposizione: per giocare bisogna darsi una sveglia. Tutti.”
Il futuro di Modric:
“Ne parlerà la società. Dipende da lui. Ha un Mondiale da affrontare… Intanto lasciamolo giocare e divertirsi.”
La classifica:
“Bisogna guardare sia avanti sia dietro. Il calcio è fantastico per questo: l’equilibrio è fondamentale. Finché non hai raggiunto l’obiettivo devi rimanere concentrato. Domani bisogna fare punti per avanzare un po’. Contro la Lazio avremmo potuto essere più precisi e l’abbiamo pagata cara. Domani dobbiamo fare una partita ordinata, senza strafare, con l’obiettivo di portare a casa i tre punti.”
I mancati passaggi di Pulisic verso Leao. Cosa serve per migliorare la loro intesa?
“Chi ha la palla deve vedere chi è libero. Quel passaggio non gliel’ha dato perché non l’ha visto. È successo anche altre volte. La differenza nel calcio la fa la scelta dell’ultimo passaggio. A Leao ho detto: ‘Non ti ha visto, altrimenti te la dava’. Non ci voleva molto.”
Come avete fatto a fare 60 punti nonostante le difficoltà in attacco?
“Perché la squadra ha lavorato in gruppo. Abbiamo avuto problemi di infortuni negli attaccanti, ma non pensiamo al passato. Ho rivisto la partita con la Lazio: ci sono stati errori tecnici negli ultimi 30 metri. Abbiamo subito un gol evitabile, ma ci sta. Domani abbiamo una partita complicata, servono tutti i ragazzi in forma. Speriamo di recuperare Loftus-Cheek, Gabbia, Gimenez migliorerà la condizione. Bisogna mettere gli obiettivi individuali a disposizione del gruppo, altrimenti dopo otto mesi giocheremmo solo per un posto in Champions.”
La squadra ha avuto troppa pressione a Roma? Paura del contraccolpo psicologico?
“Non deve esserci alcun contraccolpo, anche perché abbiamo commesso errori da evitare e dobbiamo essere più precisi in attacco. Abbiamo avuto anche situazioni favorevoli, ma abbiamo subito 2-3 episodi simili. Ci abbiamo lavorato, domani speriamo di fare una partita difensivamente migliore. Nel primo tempo contro la Lazio abbiamo subito 9 ripartenze, il massimo della stagione. La partita con la Lazio è figlia di quella contro Cremona, già spezzata. Il derby è diverso, serve più attenzione. Dobbiamo tornare ordinati con serenità, che è la nostra forza.”
Insistere su Leao e Pulisic oppure dare una chance a Fullkrug, unica punta d’area?
“Di soluzioni nel post partita ce ne sono quando servono. Finora Gimenez non era disponibile e non aveva ritmo partita; durante la sosta vedremo se organizzare qualcosa. Se a 20 minuti dalla fine serve un attaccante con quelle caratteristiche, ne hai solo uno. Quindi o lo metti dall’inizio o alla fine. Stanno tutti bene: servono tutti. Da qui alla fine avere cinque attaccanti disponibili è molto importante.”
Su Leao:
“Può giocare tranquillamente da centravanti. Basta vedere i movimenti fatti domenica contro Inter e Cremona con attacchi in profondità. Quando si apre si sente più a suo agio, ma se si allarga e non riceve palla, esce un po’ dalla partita.”
Vogliono chiudere l’Open Var…
“Non lo so, decideranno loro. Meno cose si fa e meglio è. Credo che l’arbitro sia presente e bravo. Facciamolo arbitrare. In tutte le situazioni deve regnare equilibrio. La linea tra intervento Var e arbitro è sottile, può influenzare la decisione. Quando troveranno l’intesa giusta, l’arbitro sarà più tranquillo. Gli arbitri stanno facendo meglio nelle ultime partite. Guida ha arbitrato bene, ha lasciato correre, i mezzi falli non li ha fischiati ed è giusto così. Ci sono giovani arbitri che devono fare esperienza; quelli anziani hanno più controllo.”
Sta parlando con Tare per il futuro? Quanto è importante continuare con questo gruppo di lavoro?
“Con Tare ci vediamo tutti i giorni, pranziamo insieme a Milanello, siamo in ritiro insieme e discutiamo delle dinamiche della squadra e dove migliorare. Furlani è venuto dopo il derby e abbiamo pranzato insieme. Quando parleremo di futuro, e non l’abbiamo ancora fatto, lo faremo tutti insieme.”
Sul video all’intervallo della finale di Champions tra Real e Dortmund: nel contesto Milan, servono giocatori carismatici per ambire al massimo?
“Quello era un Real dove poi hanno smesso Modric e Kroos. L’unico rimasto è Carvajal. Non dobbiamo pensare a quello che è stato dieci anni fa. Ora è una generazione diversa. In Italia non abbiamo la forza economica per competere con gli altri club europei. Basta guardare i fatturati. Chi arriva in semifinale sono le squadre più forti economicamente. Quando il margine di errore è basso devi essere bravo e fortunato a costruire la squadra. Se fatturi un miliardo, puoi spendere altri soldi anche con errori di 200 milioni. Il Milan lavora per essere competitivo e sostenibile. Il club è un’azienda: è importante l’aspetto sportivo e commerciale. Serve una filiera dalla prima squadra ai settori giovanili per avere basi solide, altrimenti si rischia. Senza basi solide, sei sempre in difficoltà.”
Forse bisogna migliorare le altre situazioni che non dipendono solo dalle punte?
“Bisogna perfezionare l’intesa tra i giocatori. Pulisic e Leao hanno giocato poco insieme in quelle posizioni, ma anche gli altri. Ci sono state buone combinazioni come Fullkrug-Pulisic a Firenze. Domenica Pulisic non l’ha visto, può succedere nel calcio.”
Non è un luogo comune che le italiane facciano fatica in Europa? L’intensità dipende dai giocatori, dall’allenatore o dal campionato?
“Non sto qui a spiegare tutto, non ho la verità in tasca. Non bisogna denigrare il calcio italiano. Abbiamo caratteristiche storiche, fa parte della nostra storia e della difesa dei fortini. Ora tutti parlano. La velocità del passaggio è diversa e dipende dai giocatori. Perché le partite in Europa sono più veloci? Perché o vinci o perdi. Il campionato inglese è diverso, non migliore o peggiore. Se dicono che in Italia il gioco ristagna e ci sono meno spazi, vediamo il lato positivo: è più difficile fare gol. Noi siamo cresciuti così e ci siamo evoluti. Non dobbiamo imitare altri paesi con culture diverse. La storia cambia da club a club. Bisogna migliorare i settori giovanili e trovare formule nuove. Ma non basta dire: bisogna fare! Servono decisioni. Chiudendo, credo che andrebbero mostrati i numeri dei settori giovanili. Ci dobbiamo preoccupare perché molti bambini smettono presto di giocare a calcio e passano ad altri sport. Per arrivare a talenti come Sinner c’è tutto un lavoro dietro. Bisogna stare attenti. Chi capisce di Settore Giovanile deve fare riforme concrete.”











