Kvara come Giano bifronte: spento in Ligue 1, alieno in Champions. La sua motivazione oscilla a seconda del livello della partita
L'Equipe: "Nelle ultime settimane, le sue prestazioni insufficienti in campionato hanno portato a qualche rimprovero interno. Kvara dovrebbe alzare lo sguardo per liberarsi dell’immagine di solista che lo accompagna"

Paris Saint-Germain's Georgian forward #07 Khvicha Kvaratskhelia reacts after scoring Paris Saint-Germain's second goal during the UEFA Champions League Quarter final first leg football match between Paris Saint-Germain (FRA) and Aston Villa (ENG) at the Parc des Princes stadium in Paris on April 9, 2025. Thibaud MORITZ / AFP
La doppietta ai danni del Chelsea ha riacceso il dibattito su un Kvara “double face”: evanescente in Ligue 1, fenomenale in Champions. Un campione è tale se la sua motivazione oscilla in base al livello della partita? Il punto dell’Equipe.
Un”doppio” Kvara
Si legge sull’Equipe:
L’ingresso determinante dell’ex napoletano mercoledì potrebbe aver cambiato il volto della stagione parigina. E ha alimentato l’idea che esistano due «Kvara»: quello che si esalta in Champions League e quello che fatica a imporre la propria forza in Ligue 1. Nelle ultime settimane, le prestazioni insufficienti del georgiano in campionato hanno portato a qualche rimprovero interno da parte di dirigenti, compagni o membri dello staff. Come “sanzione”, ha assunto lo status di sostituto contro i parigini, in una serata che ama particolarmente.
“Non appena ho visto il suo volto quando è entrato, ho capito”, afferma Adel Chedli, vice di Willy Sagnol nello staff della nazionale georgiana. “È un giocatore con carattere e orgoglio. Doveva sentirsi colpito dal fatto di non essere partito titolare. Il primo gol che segna non è casuale. È una situazione su cui lavora costantemente con noi e al Psg. Non ci sono molti giocatori capaci di fare questo. È un fenomeno”
Per cambiare la sua immagine, Kvaratskhelia si è affidato nelle ultime settimane a un’agenzia di comunicazione, per riuscire a trasmettere i suoi messaggi. Senza snaturare il suo gioco, «Kvara» dovrebbe alzare lo sguardo per liberarsi definitivamente dell’immagine di solista che a volte lo accompagna. E, più preoccupante, della reputazione di giocatore il cui livello di motivazione oscillerebbe a seconda della partita.











