Due mesi dopo, la scelta Arbeloa non convince: con Xabi il Real sembrava avere più certezze

Xabi aveva lasciato il Real a quattro punti dal Barcellona, ancora in corsa in Coppa e ben piazzato nella top-8 di Champions. Oggi lo scenario è decisamente peggiorato.

Real Madrid arbeloa

Real Madrid's new coach Alvaro Arbeloa gives a press conference at Real Madrid Sports City in Valdebebas, in the outskirts of Madrid, on January 13, 2026. Real Madrid appointed Alvaro Arbeloa as new coach on January 12, 2026 after coach Xabi Alonso has left the club by mutual consent, a day after the team lost the Spanish Super Cup final against rivals Barcelona, AFP reports. (Photo by Oscar DEL POZO / AFP)

Ad As non piace molto la guida tecnica di Arbeloa, ecco cosa scrive:

“Non sono passati nemmeno due mesi dal cambio in panchina del Real Madrid e la situazione non è migliorata. Anzi, sotto diversi aspetti è peggiorata. Xabi aveva lasciato una squadra a quattro punti dal Barcellona in Liga, ancora in corsa (pur con qualche difficoltà) in Coppa e ben posizionata nella top-8 di Champions League.

Meno di due mesi dopo, il distacco dall’eterno rivale nella lotta al titolo è rimasto invariato, la squadra è uscita subito dalla Coppa e ha dovuto affrontare lo spareggio dei sedicesimi di Champions dopo essere scivolata fuori dalla top-8 all’ultima giornata”.

Perché puntare su Arbeloa?

Il quotidiano spagnolo fa un piccolo confronto con il tecnico uscente, Xabi Alonso:

“I numeri, per ora, sorridono ancora a Xabi. Con Alonso in questa stagione il Real ha vinto il 71% delle gare (20 vittorie), pareggiato l’11% e perso il 18%. Con Arbeloa la squadra ha vinto due terzi delle partite (67%) e perso l’altro terzo (33%). Nessun pareggio finora.

Negli ultimi 12 match di Xabi, i numeri erano molto simili a quelli attuali di Arbeloa: 7 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, cioè un punto in meno rispetto a quelli ottenibili oggi con il nuovo tecnico.

La media gol resta praticamente identica: 2,18 reti a partita con Xabi, 2,17 con Arbeloa. La gara contro il Getafe è stata la prima senza segnare sotto la nuova gestione. In difesa, però, il dato è leggermente peggiorato: da 1,07 gol subiti di media a 1,17. Anche la percentuale di “clean sheet” è scesa dal 36% al 33%”.

Il Real di Arbeloa dava l’impressione di aver ritrovato il fiuto del gol. Dava l’impressione, appunto. Otto partite iniziali con almeno due reti a referto avevano illuso tutti: macchina offensiva riaccesa, problemi alle spalle. Poi la realtà ha bussato forte alla porta. Una rete striminzita a Lisbona, una a Pamplona, due al Benfica al Bernabéu e infine il nulla assoluto contro il Getafe. Da potenza di fuoco a miccia bagnata nel giro di poche settimane.

E dietro non va meglio. La solidità è un concetto teorico: mai una porta inviolata per due partite di fila. Dopo un timido accenno di reazione, la squadra si è di nuovo sgonfiata come un pallone lasciato al sole. Dopo il disastro di Albacete, il Madrid aveva almeno trovato il gol dell’1-0 per otto gare consecutive, segnale di un minimo di autorità. Nelle ultime tre, invece, ha sempre rincorso. E se l’unica rimonta riuscita è quella contro il Benfica, il problema non è la sfortuna: è la fragilità.

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