Napoli, ricordi la zona Mazzarri? Adesso c’è la zona Conte: dal Cagliari al rigore di Marassi, a Lukaku a Verona
Gazzetta: "Questa tendenza ha radici lontane, risale al 2-2 di San Siro con l’Inter: il solito McTominay, quello dei capolavori, che per afferrare l’Inter ha atteso il minuto 81"

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Romelu Lukaku
Il gol allo scadere di Lukaku ha prepotentemente rilanciato il Napoli nella corsa al posto Champions. Gol, quelli segnati oltre il 90esimo, che si stanno rivelando un fattore. Una volta c’era la zona Mazzarri (memorabile una rimonta casalinga contro il Milan da 0-2 a 2-2 nel recupero), ora c’è la zona Conte. Ne parla Antonio Giordano sulla Gazzetta.
Napoli, la zona Cesarini ti è amica
Si legge sulla Gazzetta:
Non è finita finché non è finita: e devono averlo sentito dire talmente tante volte, che hanno assorbito fin dentro le narici quel senso pieno del calcio. E proprio mentre sembrava non ci fosse più un domani, nel ticchettio devastante del cronometro, qualcosa è successo: al minuto 95 e svariati secondi, proprio mentre bruciava l’anima, Romelu Lukaku ha preso la palla, l’ha avvelenata e s’è regalato una di quelle serate che si sognano da bambino ma anche da trentaduenne, perché le emozioni non sfioriscono mai, men che meno in un Verona-Napoli.
Genoa e Roma
Minuto 95 anche a Marassi, quattro partite prima dell’amabile Verona, c’è bile ovunque per quel 2-2 che può rovinare il piano-Champions ma anche un cuore che batte forte così e con il quale Rasmus Hojlund decide perfidamente di giochicchiare, tirando un rigore che si potrebbe definire naif o anche no, perché sostanzialmente pesa, è d’oro, o di milionate di euro, che poi sarebbero la stessa cosa.
E dopo, alla venticinquesima, ancora quel rumore sordo del countdown, porca miseria non c’è futuro – così sembrava – mentre la Roma pareva stesse per pasteggiare al Maradona: 1-2 avvilente, perché in quello scontro diretto ci stava un pezzettino (mica poi così “ino”) per la Champions, quando Alisson Santos, alzandosi dalla panchina al minuto 82, ha indirizzato di nuovo Napoli tra le grandi.
Una vecchia abitudine
Ma questa tendenza ha radici lontane, risale al 2-2 di San Siro con l’Inter: il solito McTominay, quello dei capolavori, che per afferrare l’Inter ha atteso il minuto 81; ed è nata subito, già alla seconda di campionato, quando per smontare la delusione per uno 0-0 con il Cagliari in casa ci dovette pensare Frank Anguissa.










