Al Times Simone Ferrari il re delle mischie del rugby italiano: “Mi ha salvato la dieta. Ho capito che il cibo può nuocere”
"Tutto è cambiato con la rottura del crociato. Ho perso molto peso senza perdere forza. Da un momento buio sono riuscito a tirare fuori qualcosa di positivo"

Italy's prop Simone Ferrari (R) tackles France's hooker Julien Marchand during the Six Nations international rugby union match between Italy and France on February 5, 2023 at the Olympic stadium in Rome. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)
“E chi ti dice che sia una digrazia?” I più grandi caratteristi napoletani hanno portato in scena questa frase resa celebre dalla parabola zen del contadino cinese che invita a sospendere il giudizio sugli eventi della vita poiché ciò che appare come una sventura immediata può rivelarsi, col tempo, una fortuna, e viceversa. Chissà se Simone Ferrari, pilone dell’Italia di rugby, l’ha mai sentita. Sicuramente ha vissuto la storia in prima persona raccontata dal Times.
Protagonista contro Scozia e Irlanda, Ferrari si ruppe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro mentre giocava con il Benetton Rugby contro le Zebre Parma in un derby natalizio, restando lontano dai campi per quasi 14 mesi. Oggi guarda a quel periodo come a una benedizione.
“Quell’anno mi sono rimesso in riga”, ricorda. “Prima ero un giocatore che non si curava di cosa mangiava o di come lavorava in palestra. Ma quell’infortunio mi ha insegnato tantissimo sull’importanza di prendermi cura dell’aspetto fisico e mi ha aiutato davvero a progredire. Ho perso molto peso senza perdere forza, ho imparato a lavorare in un certo modo e a dare importanza alla qualità e alla quantità del cibo. Certo, è stata un’esperienza dura stare fuori così a lungo, soprattutto con l’incertezza se sarei tornato a giocare”.
“Sono felice perché da un momento buio sono riuscito a tirare fuori qualcosa di positivo che mi porto dietro per il resto della carriera. Non fraintendetemi — so ancora mangiare bene, ma ora scelgo i momenti”. Ferrari adora mettersi ai fornelli per gli amici durante i barbecue estivi (“carne rossa, patate al forno, tanto olio») e sogna di aprire un ristorante quando smetterà. Ma per ora è in mischia ordinata che si gode il banchetto”.
Il comportamento della mischia è fondamentale per orientare le partite
“Abbiamo iniziato a mettere pressione sull’introduzione avversaria, e la chiamata spetta all’ala aperta, quella dietro il pilone destro», conferma Ferrari. “È lui che dà il via, poi tocca a tutti stringere. Alla fine non c’è nessun grande segreto, nessuna tecnica particolare: è questione di andare bassi e lavorare insieme nella stessa direzione”. “Il nostro gruppo di prima linea è maturato insieme. Viviamo come una piccola famiglia dentro una grande famiglia. Siamo sempre insieme. Per me è la cosa più importante per costruire una mischia dominante: stare insieme ogni giorno in campo, parlare di mischie e solo di mischie.
“Ci piacciono le stesse cose: la mischia, mangiare e la palestra. Sabato scorso contro l’Irlanda ha mostrato cose che credo non si siano mai viste nel Sei Nazioni, e sono davvero orgoglioso di lui. Può diventare uno dei migliori in Europa. Anche Fischio è un pilone sinistro di livello mondiale, quindi è fantastico avere questo tipo di competizione interna. Ci divertiamo molto insieme, ma ci spingiamo a vicenda al massimo”










