Il messaggio di Prestianni è terrificante: ci sono ancora esseri umani non evoluti” (As)
Il direttore del giornale spagnolo: gli insulti a Vinicius "riportano il calcio all'età della pietra. Resta il rifugio degli intolleranti"

Cm Torino 21/01/2026 - Champions League / Juventus-Benfica / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Gianluca Prestianni
“Il calcio è sempre meno uno sport”. E’ durissimo l’editoriale di José Félix Díaz, il direttore di As, sul caso Vinicius. Díaz attacca direttamente Prestianni, uno “che ha già una storia di prese in giro e insulti nei confronti dei colleghi professionisti”, “determinato a riportare il calcio all’età della pietra, dipingendo l’umanità come se non avesse alcuna intenzione di evolversi verso qualcosa di così naturale come il trattamento di tutti allo stesso modo”.
“Ciò che ha fatto è stato inviare un messaggio terrificante al mondo: ci sono ancora esseri che non si sono evoluti, che rimangono bloccati nella convinzione di essere migliori di tutti gli altri”.
“Prestianni ha continuato a giocare come se nulla fosse accaduto, e Vinicius ha ricevuto un cartellino giallo per aver esultato per il suo gol e averlo condiviso con i tifosi, gli stessi tifosi che lo avevano ripetutamente insultato. Per quanto tempo gli insulti resteranno impuniti?”.
Ma “la parte peggiore è arrivata dopo”, continua. “Il momento più triste è stato quando il Benfica ha cercato di sostenere che non era successo nulla, che era tutta una montatura, e ha pubblicato sui propri social media l’immagine dell’argentino che si copriva la bocca con la maglietta, come per rassicurare tutti che non era successo nulla. Incredibile”.
“Ciò dimostra ancora una volta che il calcio non si sta evolvendo sotto questo aspetto. Il Benfica, come altri club in situazioni simili, si preoccupa solo di non incorrere in sanzioni. La lotta al razzismo? Forse un altro giorno, quando ci converrà di più. Accadrà di nuovo. Non ci si illuda. Basta guardare la reazione dei tifosi alla fine della partita: violenti e pretendenti giustizia a modo loro, ovvero con le minacce come argomento. Il calcio, quindi, sarà il rifugio degli intolleranti”.










